La Voce d’Italia un sogno che dura da 75 anni

La Voce d’Italia compie 75 anni. Anni densi di momenti difficili e di grandi soddisfazioni. Lo celebriamo ricordando il passato attraverso alcune delle pagine che abbiamo scelto tra le tante, realmente tante, che meriterebbero di essere ricordate.

La Voce d’Italia è nata da un sogno, quello di dare agli italiani del Venezuela un pezzo di Italia e uno spazio in cui i loro interessi fossero considerati più importanti di qualsiasi ripresa economica in un dopoguerra che aveva lasciato solo miseria e dolore.

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I “Novios de la muerte” raccolgono la sfida

Alfonso Vinci ha trionfato ancora, sui paurosi ghiacciai del colosso andino. La sua luminosa vittoria ha fatto giustizia dei dubbi clamorosamente sollevati dal Centro Escursionistico di Mérida sull’autenticità della precedente escursione, che ebbe per protagonisti anche De Renzi e Middleton.

L’ardimentoso scalatore italiano, appena raccolta la sfida lanciatagli  pubblicamente e attraverso tutti i giornali della Repubblica, partiva senza esitazione per Mérida dove s’incontrava, sabato 3 u.s., con gli esponenti del club alpino di quella città.

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Come Tarzan, sette mesi in Guayana

L’incredibile avventura di E.Z: è all’epilogo. Tra qualche settimana egli scenderà a La Guaira per imbarcarsi su una nave diretta in Patria e sottrarsi così al fantasma del suo passato. Una storia, quella di E:Z. allucinante, assurda ma altrettanto autentica e documentabile tolta all’umano sottofondo fatto di drammi ignorati della nostra emigrazione.

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1957: ogni 84 ore muore un italiano

Siamo di nuovo di fronte ad un anno denso di avvenimenti.  Gli italiani, indirizzati verso  ogni attività, fanno parlare di sé tanto nell’ambito economico, che culturale, che agonistico.

I morti, i tanti, troppi morti, ci ricordano però ancora una volta quanto sia stato alto il tributo di sangue pagato  dai nostri emigranti. 

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Il tornado Silvana ha sconvolto Caracas

Era il tempo in cui infuriava il divismo. Attrici famose erano capaci di far commettere vere e proprie follie a uomini di ogni strato sociale. Tanto più acuto era questo fenomeno tra gli emigranti persone che, a malincuore avevano abbandonato la terra nativa con la speranza di una sorte migliore. E così per gli emigranti italiani al mito della Pampanini diva si univa quello della Pampanini rappresentante dell’Italia. Era con vero orgoglio nazionale che gli operai italiani si allontanavano dai cantieri “come una nuvola di foglie” per attorniare il Cadillac messo a disposizione di “Nini Pampan” da donna Flor Chalbaud in Pérez Jiménez. 

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Sensazionali risultanze di un’inchiesta-dinamite: Il complotto fu una montatura

Quando, nell’ormai lontano febbraio del ’55, demmo inizio all’inchiesta sui siciliani scomparsi, incontrammo subito sul nostro cammino un sinistro personaggio che, in seguito, si sarebbe andato ingigantendo fino ad abbracciare completamente la scena di questa terribile ed assurda vicenda: il Terrore.

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La nostra Collettività non ha subito vittime o danni

Bilancio delle due drammatiche giornate vissute dal Paese. Completamente estraneo ai fatti del Silencio, il connazionale Giuseppe Cagnani Petrali, scambiato per uno dei “franchi tiratori”, è rimasto ferito alla testa. Caracas ha vissuto, nelle giornate di domenica 7 e lunedì 8 settembre, quarant’ore di drammatica tensione e di mobilitazione popolare. Il movimento, inizialmente rivolto contro la Giunta di Governo presieduta dall’ammiraglio Wolfgang Larrazábal, si è rapidamente esteso trasformandosi in uno sciopero generale che ha coinvolto l’intero Paese.

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Musica italiana e musica spagnola: Primo Casale risponde a Carpentier

Nel quotidiano «El Nacional» dei giorni 2 e 3 aprile scorsi, il celebre scrittore e critico musicale Alejo Carpentier dava notizia di una vivace discussione sorta fra un gruppo di italiani e un gruppo di spagnoli, impegnati a dimostrare, gli uni, la superiorità del genio italico, gli altri, quella dell’ispanico. Invitato a dirimere la contesa, Carpentier assumeva il ruolo di arbitro.

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Basta con gli attacchi agli emigranti

È tempo di porre un freno alle illazioni arbitrarie, alle insinuazioni, ai commenti e titoli offensivi che rimbalzano da un quotidiano all’altro. Che la xenofobia serpeggi in taluni ben definiti strati dell’opinione pubblica venezolana è una realtà che pochi si sentirebbero di porre in discussione. Tale sentimento, che trae origine da un complesso di circostanze a suo tempo denunciate dalle colonne della “Voce”, trova purtroppo terreno propizio sulla stampa locale.

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Camera di Commercio Industria e Agricoltura Venezolano Italiana

Dieci anni fa, nell’agosto 1953 un gruppo di volonterosi e noti operatori italiani si riunì per esaminare la possibilità e l’opportunità di dar vita a un organo capace di aiutare con i suoi consigli e la sua dottrina i connazionali che avessero e volessero iniziare in Venezuela una attività economica, e i venezolani interessati all’interscambio con l’Italia nei settori della finanza, dell’industria, del commercio e dell’agricoltura.

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Caos tra gli emigranti

C’è caos tra gli emigranti. Alla già grave crisi prodotta dalle precarie possibilità di reperire un impiego si è aggiunto, con le restrizioni valutarie, un ennesimo motivo di agitazione. Il panico si sta impossessando degli strati umili della nostra Collettività, ponendo a dura prova le estreme riserve di quanti, e sono i più, non hanno perduto malgrado tutto la fiducia nel Venezuela.

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Perché la “Voce”

In una Italia stremata dal dopoguerra, la via dell’emigrazione appariva come unica alternativa possibile a migliaia di persone schiacciate da una situazione economica tremendamente precaria. Tali necessità erano, poi, abilmente manipolate da una propaganda governativa che vedeva nell’emigrazione il mezzo più semplice per arginare i gravissimi problemi della disoccupazione, del sottosviluppo e della povertà soprattutto nel Sud.

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La Casa d’Italia ha assunto un ruolo-guida

È un fatto ormai incontestabile che le attività più notevoli, in tutti i settori, recano l’impronta del fiorente Sodalizio. Nell’ambito dei programmi culturali si sono avvicendate personalità eminenti come Uslar Pietri, Díaz Sánchez e Rafael Pizani. Dal Cine Club alla Compagnia Stabile di Prosa — che si cimenterà in giugno con Romanticismo di Gerolamo Rovetta — fino alla rassegna in cantiere che comprenderà le opere più significative di mezzo secolo di cinema italiano.

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Riesaminare la misura per gli italiani deportati in Guayana!

Tutti gli elementi emersi dall’inchiesta concorrono a confermare la partecipazione dei due connazionali ai tumulti di lunedì 11 – Associati agli scaglioni dei 156 rastrellati hanno raggiunto Santa Teresa de Uairén, alla frontiera col Brasile – La sorte degli altri tre italiani – Le condizioni ambientali della Gran Sabana, ove i confinati rimarranno tre anni.

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Premio Nazionale di Giornalismo a “La Voce d’Italia”

La Giuria del “Juan Vicente González”, designata dal Ministero di Educazione, ha assegnato quest’anno il Premio Nazionale di Giornalismo a “La Voce d’Italia”. Detta Giuria – integrata dal dr. Simón Alberto Conselvi, Direttore dell’OCI; dr. Pedro Barboza de la Torre, Direttore della Scuola di Giornalismo dell’Università del Zulia; lic. Félix Cardona Moreno dell’Università Cattolica Andrés Bello; lic. Pedro Delgado Dugarte, del Ministero di Educazione; dr. Amílcar Plaza dell’Università Centrale – ha emesso il verdetto che, nel suo testo integrale, riproduciamo…

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Un Natale nero senza le “rimesse”

Dichiarazioni dell’Ambasciatore De Astis – Le banche non accoglieranno più istanze fino alla prima decade di dicembre – Neppure un dollaro in alcuni centri dell’interno – Poiché i contingenti di divise stanziati si sono rivelati assolutamente insufficienti, proponiamo di ridurre il volume delle rimesse così da soddisfare le esigenze di tutti – Nei casi di estremo bisogno il “Banco Central” potrebbe intervenire previo parere del nostro Consolato Generale.

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Con le restrizioni valutarie si colpiscono solo gli emigranti

Era opinione diffusa che, dopo i fiumi d’inchiostro e le opportune reazioni delle autorità responsabili, dovesse ritenersi ormai scongiurato il temuto esodo di emigranti. A creare le condizioni per una salutare battuta d’arresto all’emorragia dell’inapprezzabile capitale umano contribuivano “Pro Venezuela”, la “Dirección de Extranjería” e, in maniera determinante, le confortanti assicurazioni del Governo, che lasciavano sperare in una ripresa delle attività economiche.

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Terra e crediti per gli emigranti

Tanta e tale è la risonanza che sta avendo la campagna promossa su queste colonne e intesa a favorire il superamento della crisi dei costruttori edili, che ben fatto è subito osservare come poche volte un problema, per quanto grave, abbia avuto la forza di mobilitare una così vasta corrente di consensi e un’altrettanto ampia cerchia di interessi.

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Carta abierta al Congreso: Los problemas del inmigrante, son problemas nacionales

Ciudadanos Congresantes:

Parafraseando aquella indignada exclamación que hizo historia, quizás sí no cabría preguntarse, aquí, al hablar de inmigración, cuántas torpezas se cometen – o se escriben – en su nombre.

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Dobbiamo dare agli emigranti gli stessi diritti dei venezolani

Questa é l’autorevole opinione di don Alejandro Hernandez il quale dalla tribuna di “Pro Venezuela” ha spezzate piú di una lancia a favore degli stranieri indicando in forme concrete le vie che conducono all’assimilazione- Un rice-noscimento che ci onora-L’Art. 18 della “Ley del Trabajo” la Riforma Agraria e il problema delle rimesse-Gliemigranti nell’ambito della nuova Costituzione

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Si apra una inchiesta sulla sciagura di Prados del Este

 Ombre sattorno alla morte di due operai abruzzesi. Perché sono state sospese le ricerche del Casasanta quando poteva essere ancora in vita? – Perché l’impresa non ha fatto interrompere i lavori quando era intuibile che la pioggia potesse causare la catastrofe?

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Edoardo Crema, letterato e maestro

Avviene qualche volta nella vita, ma non molto sovente, di incontrare persone che escono completamente dall’ordinario e suscitano in chi le frequenta, o anche solo in chi le avvicini, sentimenti di ammirata simpatia e talvolta di stupore. È una specie di irradiazione determinata da un’eccezionale bontà d’animo o da una superiore cultura.

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Mezzo secolo con l’Italia in Venezuela

Dalle opinioni ed esperienze affidate a queste pagine da giovani connazionali, nati in Venezuela o qui sbarcati in tenera età, i quali hanno puntualizzato che l’emigrazione non è stata una loro scelta, abbiamo tratto conclusioni confortanti che stanno a dimostrare come i figli dei pionieri rappresentino, per intelligenza, intraprendenza e formazione professionale, il più bello e prezioso regalo che si potesse fare alla patria eletta per costruirvi l’avvenire.

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La prodezza azzurra: Deportivo Italia-Bahia 2-1

La vittoria del Deportivo Italia sul Bahia per 2-1 rimarrà negli annali del sodalizio azzurro e nella storia sportiva del Venezuela. Contro ogni previsione, con coraggio, velocità e tecnica, gli azzurri hanno dettato legge sul campo, conseguendo un punteggio che poteva essere ben più largo.

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La Scuola Codazzi: studiare in letizia

Formula magica che dovrebbe essere tenuta presente da tutti i legislatori e da tutti gli educatori, perché facilita di almeno il cinquanta per cento il compito, non sempre agevole, di istruire i giovani, refrattari per natura alle costrizioni sia fisiche sia intellettuali.

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Sventata l’onta di un ritorno al passato

Di nuovo un “golpe” dopo 34 anni di democrazia – Solidarietà da tutto il mondo e condanna della sciagurata avventura – Da Roma messaggi di Cossiga, Andreotti, De Michelis e Craxi. Tutto il Paese accanto al Presidente Pérez – Il tragico bilancio della ribellione debellata

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NO

Un’altra giornata di sangue per scongiurare l’ignominia di un ritorno alla dittatura

Mentre passiamo questa nota di cronaca al computer, Caracas non è ancora uscita del tutto dall’incubo e, ad ogni rumore più in là dei normali, ad ogni botto o colpo d’arma da fuoco – tuttavia se ne sentono, la notte soprattutto – riprendono corpo le paure.

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Partì da Caracas l’ordine di uccidere il giudice Borsellino?

Da Caracas a Rebibbia i fratelli Cuntrera. ritenuti boss di “Cosa Nostra” associati alle stragi palermitane. Un’operazione che s’inserisce nella serie degli arresti “eccellenti”. I tre boss dirigevano da anni una holding internazionale del crimine in grado di riciclare, attraverso il filtro di banche di mezzo mondo, un immenso fiume di denaro sporco, proveniente soprattutto dal traffico di stupefacenti. Il primo ad individuare le grandi rotte dei narco-trafficanti fu il giudice Falcone.

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L’orgoglio di chiamarsi Bafile

Quando il portone del collegio nel quale aveva vissuto lunghissimi anni si chiude alle sue spalle, la libertà, per Gaetano Bafile, è come un brivido che percorre la sua schiena. Ciò che dimmediato attrae la sua attenzione sono i rumori, le voci che riempiono il silenzio della strada. Rumori e voci che si sovrappongono, si mischiano, si rincorrono con lanarchia dellindisciplina. Stringe a sé la macchina da scrivere che, a detta del suo maestro, lo avrebbe aiutato a sopravvivere nella solitudine…

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La nuova sfida della “Voce”

Dalla macchina a vapore allauto elettrica. Dalle lettere che impiegavano una vita per raggiungere il destinatario allimmediatezza delle-mail. Per luomo non esistono frontiere. Non smetterà mai di stupire. E così, il villaggio globaledi McLuhan abbandona il terreno della teoria per trasformarsi in una fantastica realtà. Una realtà che rende il nostro mondo sempre più piccolo e ricco, rompendo gli schemi di tempo e spazio.

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