di Elisabetta Bagli
Eterna creazione di Michela Zanarella, pubblicato da peQuod Edizioni, è una raccolta poetica che si muove con eleganza tra interiorità e visione cosmica, offrendo al lettore un’esperienza di lettura intima ma al tempo stesso universale.
Fin dalle prime liriche, emerge una voce consapevole e misurata, capace di trasformare il vissuto personale in materia poetica condivisibile. Zanarella lavora sulla parola con delicatezza, evitando ogni eccesso retorico: i suoi versi sono essenziali, limpidi, e proprio per questo profondamente incisivi. Il titolo, Eterna creazione, suggerisce un movimento continuo, un atto generativo che non si esaurisce mai—ed è esattamente ciò che accade nella raccolta, dove ogni poesia sembra nascere dalla precedente in un flusso organico e meditativo.
Uno dei temi centrali è la relazione tra l’essere umano e il tempo. Non si tratta di una riflessione astratta, ma di un dialogo concreto con la memoria, con ciò che resta e ciò che si trasforma. La poetessa osserva il mondo con uno sguardo attento ai dettagli minimi—un gesto, una luce, una presenza—trasfigurandoli in immagini cariche di significato.
Accanto al tempo, emerge con forza il tema della creazione come atto continuo: creare significa esistere, resistere, lasciare traccia. In questo senso, la poesia diventa uno strumento di conoscenza e di rigenerazione, capace di ricomporre frammenti dispersi dell’esperienza umana.
Lo stile di Zanarella si distingue anche per una musicalità sottile, mai invadente, che accompagna il lettore senza imporsi. I versi scorrono con naturalezza, costruendo un ritmo interiore che richiama quasi una forma di meditazione. Non è una poesia che cerca l’effetto immediato, ma una scrittura che si deposita lentamente, invitando a riletture e approfondimenti.
In conclusione, Eterna creazione è una raccolta che conferma la maturità poetica di Michela Zanarella. È un libro che parla a chi cerca nella poesia non solo bellezza formale, ma anche uno spazio di riflessione autentica. Un’opera capace di restare, proprio come suggerisce il titolo: in un continuo, silenzioso atto di creazione.
