Ragunanze all’undicesima edizione: arte e cultura nel cuore di Villa Pamphilj


Giunta all’undicesima edizione, la Ragunanza conferma il suo ruolo di appuntamento imprescindibile per la creatività italiana. Poesia, narrativa, pittura e fotografia si incontrano ogni anno a Roma in un contesto unico, trasformando il parco di Villa Pamphilj in una vera e propria fucina di talenti. Sulle orme di Cristina di Svezia, artisti e appassionati si ritrovano per celebrare l’arte in tutte le sue forme, consolidando tradizione e innovazione in un evento che continua a crescere e a ispirare.

Intervista a Michela Zanarella, presidente delle Ragunanze, in vista del Premio del 5 ottobre a Roma


di Elisabetta Bagli

 

Michela Zanarella, il 5 ottobre a Roma si terrà il Premio organizzato dalle Ragunanze. Può raccontarci di cosa si tratta e quale sarà il tema di questa edizione?

Il Premio delle Ragunanze è un’occasione per valorizzare talenti emergenti e storie che meritano di essere raccontate. Quest’anno ci concentriamo sul tema dei parchi come luoghi di pace. Stiamo attraversando un periodo storico complesso dominato da guerre e conflitti, abbiamo bisogno di pace più che mai. La pace fa progredire l’umanità e il genio individuale. La scrittura, l’arte, la musica, la fotografia possono essere un valido supporto per sostenerla. Le Ragunanze diventano, quindi, non solo momento di celebrazione della creatività in tutte le sue forme, ma anche opportunità per riflettere e confrontarsi su temi attuali.

 

Qual è il significato di questo evento per la comunità culturale romana e nazionale?

Roma è il cuore pulsante della nostra storia e cultura. Organizzare il Premio qui significa creare un ponte tra tradizione e innovazione, tra artisti affermati e nuovi talenti. È un modo per dare visibilità a chi spesso lavora nell’ombra e per rafforzare la rete culturale che ci unisce.

 

Quali partner hanno sostenuto l’evento e qual è il ruolo di Latium?

Il Premio è realizzato dall’A.P.S. Le Ragunanze con il patrocinio morale di numerosi enti, tra cui il Consiglio Regionale del Lazio, Roma Capitale XII Municipio, l’Ambasciata di Svezia a Roma, l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, Vivere D’Arte, Leggere Tutti, WikiPoesia e, naturalmente, Latium di Madrid.

 

 

Latium partecipa come partner al Premio. Qual è il motivo di questa collaborazione?

La collaborazione con Latium nasce dal comune impegno nel promuovere la cultura italiana, sia in Italia che all’estero. Latium condivide con noi la volontà di valorizzare le eccellenze e di sostenere iniziative che hanno un impatto concreto sulla diffusione della conoscenza e dell’arte. Siamo particolarmente felici di assegnare la Targa Latium a Domenico Guida di Roma, riconoscimento simbolico del sostegno alla creatività.

 

Chi compone la giuria del Premio e quale ruolo svolge nella selezione dei vincitori?

La giuria è composta da professionisti ed esperti del mondo artistico e culturale: Virgilio Violo (Presidente di Giuria), Giuseppe Lorin (Vice Presidente del Premio Le Ragunanze), Elisabetta Bagli (Presidente Latium), Antonio Corona (Vivere D’Arte), Fiorella Cappelli (Leggere Tutti), Lorenzo Spurio, Luciana Raggi, Serena Maffia, Paola Panatta per la fotografia. Il loro compito è valutare le opere con attenzione e competenza, garantendo trasparenza e qualità nella selezione dei vincitori, sia nelle sezioni di poesia, narrativa, pittura e fotografia, sia nelle targhe speciali dedicate a personalità emergenti e meritevoli.

 

 

Quali momenti o attività particolari prevede il Premio di quest’anno?

Oltre alla premiazione, il 5 ottobre sarà una giornata ricca di incontri, letture e performance artistiche. Durante la cerimonia saranno presenti ospiti illustri, tra cui l’attore Giuseppe Lorin l’attrice Athina Cenci, Chiara Pavoni, la soprano Anna Zilli, e altri ancora. Ogni partecipante avrà l’opportunità di condividere la propria esperienza e il proprio percorso creativo, creando un dialogo diretto con il pubblico.

 

Quali sono le prospettive future delle Ragunanze e dei progetti culturali a cui siete legati?

Continueremo a promuovere eventi che valorizzano i talenti emergenti e rafforzano la rete culturale nazionale e internazionale. Crediamo molto nell’importanza di creare momenti di incontro e scambio, e il Premio è solo uno degli strumenti attraverso cui vogliamo raggiungere questo obiettivo. La collaborazione con partner come Latium ci permette di guardare oltre i confini della città e costruire progetti sempre più inclusivi e internazionali.

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