SOGNO
Sogno la Genova che s’erge solitaria
Schiuma di mare e carruggi lunghi e stretti
Con la Lanterna che veglia millenaria
E grigie tortore nascoste sotto i tetti.
Mi sogno Genova di notte e non ho pace
Dal dispiacere di averla abbandonata.
Nella memoria ho il rosso vecchio dei suoi muri
Cristallizzato da spruzzi di acqua salata.
Gli anni si ammucchiano come le pietre in spiaggia.
Cambiamo noi. Cambiano strade e quartieri.
Il Tempo disperde i colori dell’ infanzia
Che si dissolvono… effimeri e leggeri.
Di notte le onde giocano tra gli scogli
L’ acqua riflette la luna come uno specchio
E il mare mi narra la fiaba di un bambino
Che ormai è un uomo disilluso e vecchio.
(GIMS)
