Il 16 ottobre le aziende del settore apriranno le porte agli studenti delle scuole primarie e secondarie. L’iniziativa promossa da Assitol punta a riscoprire il valore del pane, dalla lavorazione delle materie prime alle sue proprietà nutrizionali, contrastando anche le false informazioni sull’alimentazione.
MADRID. – Dalla farina al pane appena sfornato, passando per il lavoro dei panificatori e i processi che trasformano pochi ingredienti in uno degli alimenti più antichi della storia. In occasione della Giornata mondiale del pane, che si celebra il 16 ottobre, gli studenti delle scuole primarie e secondarie avranno l’opportunità di conoscere da vicino il mondo della panificazione attraverso visite agli stabilimenti produttivi, incontri con gli operatori e laboratori pratici.
L’iniziativa, alla sua prima edizione, è promossa da Assitol, l’Associazione italiana dell’industria olearia, attraverso le aziende aderenti ai gruppi Lievito e AIBI, l’Associazione italiana bakery ingredients. L’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni alla cultura del pane, mostrando come nasce questo alimento e quale ruolo svolge nella tradizione gastronomica e nell’alimentazione quotidiana.
Dalla farina al prodotto finito: il pane si impara facendo
Il progetto prevede giornate di apertura delle aziende del settore, durante le quali gli studenti potranno seguire le diverse fasi della produzione e scoprire il lavoro che si svolge lungo la filiera dell’arte bianca.
Le attività saranno organizzate in base alle caratteristiche delle imprese coinvolte. Alcune classi visiteranno gli stabilimenti industriali e incontreranno i professionisti della panificazione; altre potranno partecipare a laboratori nei quali mettere le mani in pasta, sperimentando l’utilizzo di farina, acqua e lievito.
Non si tratterà di lezioni tradizionali, ma di esperienze pratiche pensate per stimolare la curiosità dei ragazzi. Attraverso l’osservazione e la partecipazione diretta, gli studenti potranno comprendere come la scelta delle materie prime, la lavorazione dell’impasto, la lievitazione e la cottura contribuiscano a determinare le caratteristiche del prodotto finale.
Gli incontri offriranno inoltre l’occasione per conoscere le proprietà nutrizionali del pane e comprendere meglio il suo posto all’interno di un’alimentazione equilibrata.
Una filiera che unisce agricoltura, industria e tradizione
Dietro una pagnotta o un semplice panino si nasconde una filiera articolata, che comincia nei campi coltivati a cereali e prosegue con la trasformazione del grano in farina, la produzione degli ingredienti, la preparazione degli impasti e la cottura.
Il pane rappresenta quindi il risultato del lavoro di numerosi operatori, dagli agricoltori ai mugnai, dai produttori di lievito alle aziende che forniscono ingredienti e semilavorati, fino ai panificatori.
Far conoscere questo percorso ai più giovani significa anche valorizzare le competenze professionali e il patrimonio di conoscenze che caratterizzano il settore. La panificazione, pur avendo radici antiche, continua infatti a evolversi attraverso nuove tecnologie, tecniche di lavorazione e soluzioni produttive.
Il progetto si inserisce negli obiettivi dell’Alleanza del Pane, il coordinamento tra organizzazioni del settore che comprende anche Assitol e che punta a tutelare il valore culturale e alimentare di questo prodotto.
Consumi in stabilizzazione dopo anni di calo
L’iniziativa arriva in una fase significativa per il mercato italiano della panificazione. Secondo i dati della ricerca Cerved citata nel comunicato, dopo anni di progressiva diminuzione i consumi di pane mostrano segnali di stabilizzazione.
Nel 2025 la produzione italiana avrebbe raggiunto circa 1,7 milioni di tonnellate. Un dato che conferma il peso di questo alimento nel sistema alimentare nazionale, nonostante i cambiamenti nelle abitudini di consumo e negli stili di vita.
La diffusione di modelli alimentari differenti, la ricerca di praticità e l’attenzione alla composizione nutrizionale degli alimenti hanno modificato il rapporto con il pane. Allo stesso tempo, cresce l’esigenza di distinguere le informazioni scientificamente fondate dalle semplificazioni e dalle notizie prive di riscontri.
Secondo i promotori del progetto, il pane è spesso al centro di informazioni fuorvianti che ne mettono in discussione i benefici nutrizionali e il ruolo nella Dieta mediterranea. Da qui l’importanza di fornire ai giovani strumenti per comprendere meglio ciò che mangiano, senza demonizzare singoli alimenti e considerando il loro contributo nell’ambito della dieta complessiva.
Il pane e la Dieta mediterranea
Presente da secoli sulle tavole italiane, il pane è un alimento legato non soltanto alla gastronomia, ma anche alla storia sociale e culturale del Paese. È stato per generazioni una componente fondamentale dei pasti familiari e continua a rappresentare un simbolo di convivialità e condivisione.
Dal punto di vista nutrizionale, il pane fornisce soprattutto carboidrati, che costituiscono una fonte di energia per l’organismo. Il suo profilo nutrizionale varia in funzione delle farine utilizzate, del grado di raffinazione dei cereali, della ricetta e del processo produttivo. I prodotti integrali, per esempio, apportano generalmente più fibre rispetto a quelli preparati con farine raffinate.
Nella Dieta mediterranea, il pane può trovare spazio accanto a verdure, legumi, frutta, olio extravergine d’oliva e altre fonti alimentari, nel rispetto delle esigenze individuali e delle quantità complessive consumate.
Non esiste, dunque, una valutazione valida per ogni tipo di pane e per ogni persona: sono la qualità degli ingredienti, le caratteristiche del prodotto e l’equilibrio generale dell’alimentazione a fare la differenza.
Educare i giovani per custodire una tradizione
La Giornata mondiale del pane diventa così un’occasione per trasmettere alle nuove generazioni conoscenze che vanno oltre la semplice preparazione di un alimento. Imparare come si produce il pane significa conoscere le materie prime, comprendere il lavoro necessario per trasformarle e acquisire maggiore consapevolezza delle proprie scelte alimentari.
Le visite aziendali e i laboratori puntano a rendere questa esperienza concreta, mettendo in relazione la scuola con il mondo produttivo e mostrando ai ragazzi le diverse professionalità coinvolte nella filiera.
In un momento in cui il rapporto con il cibo è influenzato anche dalla circolazione rapida di informazioni sui social network, conoscere direttamente i processi produttivi può aiutare a sviluppare uno sguardo più critico e consapevole.
L’obiettivo è far riscoprire il pane non soltanto come alimento quotidiano, ma anche come espressione di una tradizione che continua a rinnovarsi, mantenendo un legame profondo con la cultura gastronomica italiana.
