Dai palazzi storici alle imprese: le Giornate FAI conquistano l’Italia

Il Palazzo Saladini Pilastri, ad Ascoli Piceno.

Oltre 700 luoghi d’arte, storia e natura aperti al pubblico in 350 città durante il fine settimana del 10 e 11 ottobre. Al primo posto Palazzo Saladini Pilastri ad Ascoli Piceno, seguito da Palazzo Dugnani e CityWave a Milano. Protagonisti anche 9mila studenti volontari.


MADRID. – Quattrocentomila visitatori, oltre 700 luoghi aperti in 350 città e più di 9mila studenti impegnati ad accompagnare il pubblico alla scoperta del patrimonio italiano. La XV edizione delle Giornate FAI d’Autunno, organizzata sabato 10 e domenica 11 ottobre, si è conclusa con un bilancio positivo, confermando il forte interesse degli italiani per la storia, l’arte, l’architettura e i paesaggi del Paese.

L’iniziativa del Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), realizzata grazie al lavoro delle delegazioni territoriali e dei gruppi di volontari, ha consentito di visitare luoghi spesso poco conosciuti o normalmente non accessibili, attraverso aperture straordinarie e visite a contributo libero.

Il risultato è particolarmente significativo anche alla luce delle condizioni meteorologiche instabili che hanno interessato soprattutto il Centro-Sud e le isole. In molte località si sono formate code ordinate davanti agli ingressi, a testimonianza della partecipazione e della curiosità del pubblico.

Le Giornate d’Autunno, insieme alle Giornate FAI di Primavera, rappresentano uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

Ascoli Piceno conquista il primo posto

Il luogo più visitato dell’intera manifestazione è stato Palazzo Saladini Pilastri, ad Ascoli Piceno, edificio storico che ha attirato un grande numero di visitatori interessati a scoprirne l’architettura e la storia.

Al secondo posto si è classificato Palazzo Dugnani, a Milano, seguito da CityWave, il nuovo edificio del complesso di CityLife, sempre nel capoluogo lombardo. La quarta posizione è andata a Villa Giorgina, a Roma, mentre al quinto posto si è collocata Villa La Tesoriera, a Torino.

La classifica conferma l’interesse per proposte molto diverse tra loro: dalle dimore storiche ai palazzi cittadini, fino alle architetture contemporanee che raccontano le trasformazioni urbanistiche e culturali delle città italiane.

A livello regionale, Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte sono state le tre regioni che hanno registrato il maggior numero di visitatori.

Oltre 700 luoghi per raccontare la storia dei territori

Uno dei punti di forza delle Giornate FAI d’Autunno è la varietà dei luoghi proposti. In tutta Italia sono state organizzate visite in palazzi storici, ville, edifici istituzionali, chiese, complessi architettonici e siti legati alle tradizioni locali.

L’obiettivo non è soltanto mostrare monumenti di particolare valore artistico, ma anche raccontare le storie delle comunità, il rapporto tra paesaggio e attività umane e le trasformazioni che hanno caratterizzato i diversi territori.

Le visite hanno offerto ai partecipanti l’opportunità di conoscere luoghi spesso esclusi dai normali itinerari turistici, contribuendo a rafforzare il legame tra cittadini e patrimonio comune.

Grande attenzione è stata riservata anche all’artigianato italiano e al Made in Italy, con oltre 75 aperture dedicate alle attività produttive, alle competenze artigiane e alle tradizioni del saper fare. Un percorso che ha messo in evidenza il valore culturale del lavoro e il ruolo delle imprese nella conservazione di conoscenze tramandate nel tempo.

Nove mila studenti protagonisti con gli Apprendisti Ciceroni

Tra gli aspetti più significativi dell’edizione 2026 figura la partecipazione di oltre 9mila Apprendisti Ciceroni, studenti preparati dai propri insegnanti per accompagnare i visitatori e illustrare le caratteristiche dei luoghi aperti.

L’iniziativa permette ai giovani di avvicinarsi concretamente alla storia e all’arte, sviluppando capacità comunicative e senso di responsabilità verso il patrimonio culturale. Gli studenti diventano così protagonisti della divulgazione, condividendo con il pubblico le conoscenze acquisite durante il percorso di formazione.

Per il FAI, questa esperienza rappresenta anche uno strumento di educazione alla cittadinanza attiva: conoscere il patrimonio significa comprenderne il valore e maturare una maggiore consapevolezza dell’importanza della sua tutela.

Il lavoro degli studenti si è affiancato a quello della rete dei volontari, delle delegazioni regionali e dei gruppi locali, il cui impegno ha reso possibile l’organizzazione delle visite in centinaia di città.

I Beni del FAI più visitati

Le Giornate d’Autunno hanno coinvolto anche i beni che il FAI gestisce e mantiene regolarmente aperti al pubblico, accogliendo migliaia di visitatori durante il fine settimana.

Al primo posto si è classificata Villa del Balbianello, a Tremezzina, sul lago di Como, celebre per la sua posizione panoramica e per il valore storico e paesaggistico del complesso.

Al secondo posto, a pari merito, si sono collocate Villa Gregoriana, a Tivoli, e Villa dei Vescovi, a Luvigliano di Torreglia, in provincia di Padova. Al terzo posto si è classificato Palazzo Moroni, a Bergamo.

Questi risultati confermano l’attrattiva di luoghi nei quali architettura, giardini, paesaggio e storia si integrano, offrendo ai visitatori esperienze che uniscono conoscenza culturale e scoperta del territorio.

Cultura e sostenibilità, il contributo europeo

La manifestazione ha dato spazio anche al patrimonio culturale sostenuto da finanziamenti europei. Durante il fine settimana sono stati resi visitabili 50 siti storici, artistici e culturali destinatari di risorse dell’Unione europea, in un percorso che ha messo in evidenza il contributo dei finanziamenti comunitari alla conservazione e allo sviluppo del patrimonio.

Le Giornate FAI d’Autunno si sono svolte con la collaborazione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, con il patrocinio del Ministero della Cultura, delle Regioni e delle Province autonome.

Hanno contribuito all’iniziativa anche il Ministero della Difesa, il Fondo Edifici di Culto, la Protezione civile, l’Arma dei Carabinieri e la Croce Rossa Italiana. La collaborazione con Confindustria e Museimpresa ha inoltre favorito l’apertura di imprese e musei aziendali, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere da vicino alcune realtà rappresentative della produzione italiana.

Il programma si è inserito nella settimana di sensibilizzazione promossa dalla Rai dal 5 all’11 ottobre, dedicata alla tutela dei beni culturali e alla valorizzazione della bellezza e della sostenibilità del patrimonio nazionale.

Un patrimonio da conoscere e proteggere tutto l’anno

Il successo della XV edizione conferma quanto la conoscenza del patrimonio culturale possa coinvolgere un pubblico ampio e trasversale. Le aperture straordinarie permettono di scoprire luoghi insoliti, ma soprattutto contribuiscono a ricordare che la tutela dei beni storici, artistici e paesaggistici è una responsabilità condivisa.

Per il FAI, l’impegno non si esaurisce nei due appuntamenti annuali. La cura dei beni, l’educazione delle nuove generazioni e la sensibilizzazione dei cittadini restano attività centrali per promuovere una cultura della conservazione.

Le 400mila presenze registrate nel fine settimana rappresentano quindi non soltanto un risultato organizzativo, ma anche un segnale dell’interesse verso un patrimonio che continua a essere una risorsa culturale, sociale ed economica per l’Italia.

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