Un “Centro di gravità permanente” a Madrid: la città celebra il genio di Battiato


Svelata la targa commemorativa tra Calle de Velázquez e Calle Juan Bravo per ricordare il “siciliano universale”. L’iniziativa dell’Associazione Siciliani in Spagna, sostenuta dall’Ambasciata, celebra il profondo legame tra il cantautore e il pubblico iberico


MADRID – Ora a coloro che passeggiano lungo i viali adiacenti alla nostra Ambasciata, all’angolo tra Calle de Velázquez e Calle Juan Bravo, capiterà inevitabilmente di incappare in una targa commemorativa in bronzo, incastonata sul marciapiede. Non è solo un riconoscimento al noto ed eclettico cantautore siciliano Francesco Battiato, per il quale l’Associazione Regionale Siciliani a Madrid si è battuta per oltre due anni, iniziativa questa fortemente sostenuta dalla nostra Ambasciata d’Italia. Ma anche il tributo di Madrid verso un artista assai amato dai “madrileños”, un artista che, con i suoi concerti, è sempre riuscito ad ammaliare il pubblico spagnolo. Non a caso, Marta Rivera de la Cruz, assessore alla Cultura del Comune di Madrid, lo ha definito “uno dei tantissimi doni che la cultura italiana ha fatto alla Spagna e al mondo”. E lo ha ricordato come un “siciliano universale, eclettico, originale e diverso”, per poi elencare alcuni successi che “ci hanno segnato”: “Centro di Gravità Permanente”, “Voglio Vederti Danzare”, “La Cura”.

Non deve assolutamente sorprendere l’omaggio al cantautore siciliano. Battiato, come ha ricordato Rivera de la Cruz, dagli anni Ottanta fino al 2017, è stato protagonista di concerti di grande successo a Barcellona, Bilbao, Siviglia, Valencia, Saragoza e naturalmente Madrid.

Nel corso della cerimonia di inaugurazione della targa, conclusasi nei giardini della nostra ambasciata con un applauditissimo concerto di “Equipaggio Sperimentale” – “band” formata da Filippo Destrieri e Stefano Pio, ambedue collaboratori di Battiato –, l’Ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi ha ringraziato il “Comune di Madrid per aver voluto rendere possibile” l’omaggio a Battiato, offrendo così “un’ulteriore testimonianza dei profondi legami culturali che uniscono Italia e Spagna”. Quindi, ha ricordato la figura dell’artista che non è stato solo cantautore ma anche compositore, regista e pittore.

Già nei giardini dell’Ambasciata, prima del concerto, l’ambasciatore, rivolgendosi agli invitati, ha tenuto a sottolineare che “l’omaggio in uno spazio pubblico dedicato a uno dei più importanti artisti italiani, che si aggiunge all’intitolazione di una piazza a un’altra grande interprete della cultura italiana, Raffaella Carrà, costituisce un ulteriore e significativo riconoscimento da parte delle autorità locali nei confronti della tradizione artistica italiana e dei profondi legami culturali che uniscono i nostri Paesi”.

L’Ambasciatore Buccino Grimaldi, nel tracciare il profilo artistico del cantautore,  ha ricordato come Battiato “non si lasciò mai racchiudere in un solo genere: attraversò il rock progressivo, la musica elettronica, la musica sacra e la canzone popolare, sempre con la stessa ricerca di fondo”. Ha proseguito:

“Fu con ‘L’era del cinghiale bianco’, nel 1979, e soprattutto con ‘La voce del padrone’, nel 1981, uno dei dischi più venduti nella storia della musica italiana, che Battiato realizzò qualcosa di raro: portare la filosofia nelle classifiche di vendita. Milioni di persone cantarono, spesso senza saperlo, concetti mistici ed esoterici. Il suo ‘Centro di gravità permanente’ divenne il simbolo della ricerca di un equilibrio interiore capace di resistere al rumore del mondo esterno”.

L’ambasciatore ha ricordato che “la Spagna fu uno dei Paesi che accolse con maggiore entusiasmo l’opera di Franco Battiato”.

“Fin dagli anni Ottanta – ha detto – il pubblico spagnolo mostrò un’attenzione particolare per la sua musica: Battiato pubblicò diverse versioni in lingua spagnola dei propri album, intraprese numerose tournée nel Paese e costruì un rapporto artistico duraturo con il mondo culturale iberico. Emblematico è il caso di ‘Nómadas’, pubblicato nel 1987, che comprendeva l’omonima versione spagnola di ‘Nomadi’, presentata al pubblico spagnolo prima ancora dell’uscita della corrispondente versione italiana”.

Per il nostro ambasciatore, “il legame con la Spagna non fu soltanto il frutto del successo internazionale della sua musica, ma si inserisce anche in un orizzonte culturale più ampio”.

“La Sicilia, crocevia storico tra Oriente e Occidente – ha commentato –, ha condiviso per secoli con la penisola iberica l’eredità della civiltà mediterranea e arabo-andalusa: una tradizione di incontri, contaminazioni e dialogo tra culture che attraversa anche l’opera di Battiato”.

La targa in bronzo, incastonata all’angolo tra Calle de Velázquez e Calle Juan Bravo, rappresenta la conclusione, con successo, di un lungo periplo iniziato da Alberto Caltabiano, presidente dell’Associazione Regionale Siciliani in Spagna; un complesso lavoro di squadra al quale, como ebbe modo di spiegare alla Voce a suo tempo Caltabiano, hanno contribuito Mabel Villagra, Chema Domínguez e Pilar Mulas.

Redazione Madrid

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