Scrittura a mano, consegnate le firme per la candidatura UNESCO

Il manoscritto del canto "Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze", scritto nella città natale di Giacomo Leopardi tra settembre e ottobre 1818
Il manoscritto del canto "Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze", scritto nella città natale di Giacomo Leopardi tra settembre e ottobre 1818. (ANSA)

“Un patrimonio culturale da salvare nell’era digitale”. L’iniziativa punta a ottenere un riconoscimento internazionale per una pratica considerata fondamentale non solo sotto il profilo culturale e storico, ma anche educativo, cognitivo e sociale.

MADRID.- La scrittura manuale corsiva potrebbe diventare patrimonio culturale immateriale dell’umanità. È questo l’obiettivo della campagna promossa dall’Associazione Grafologica Italiana (AGI), da Ossmed ETS (Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Linguistica e Culturale) e dall’Istituto Grafologico Internazionale Girolamo Moretti (IGM), che hanno consegnato ufficialmente alla Camera dei Deputati le firme raccolte a sostegno della candidatura della scrittura manuale in alfabeto latino alla lista UNESCO del patrimonio culturale immateriale.

L’iniziativa è stata presentata durante una conferenza stampa ospitata nella sala stampa di Montecitorio e rappresenta un nuovo passo di un percorso che punta a ottenere un riconoscimento internazionale per una pratica considerata fondamentale non solo sotto il profilo culturale e storico, ma anche educativo, cognitivo e sociale.

Un patrimonio da preservare

Secondo i promotori, la scrittura manuale rappresenta molto più di una semplice tecnica di comunicazione. È una competenza che accompagna l’evoluzione dell’uomo da secoli, un elemento identitario trasmesso di generazione in generazione e parte integrante della cultura occidentale.

Proprio il progressivo ridimensionamento dell’insegnamento del corsivo nelle scuole e la crescente diffusione della scrittura digitale stanno però mettendo a rischio questa pratica, riducendone progressivamente l’apprendimento e l’utilizzo quotidiano.

L’obiettivo della candidatura UNESCO è quindi quello di promuovere misure di tutela e valorizzazione affinché la scrittura manuale continui a essere insegnata e praticata anche nell’era delle tecnologie digitali.

Il percorso istituzionale

Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto anche sulla proposta di legge, già approvata in sede legislativa dalla Commissione Cultura della Camera e ora all’esame del Senato, che prevede l’istituzione della Giornata nazionale della scrittura a mano.

Il provvedimento introduce inoltre un Comitato interministeriale presso il Ministero della Cultura con il compito di coordinare le iniziative di tutela e sostenere il percorso di candidatura presso l’UNESCO.

A presentare l’iniziativa sono stati Carlo Nofri, presidente di Ossmed ETS e coordinatore del Comitato promotore, e Guglielmo Incerti Caselli, grafologo, direttore del festival “Manu Scribere” e membro fondatore del Comitato, che hanno ribadito il valore antropologico, culturale e identitario della scrittura manuale.

Mollicone: “Difendere il nostro ecosistema mentale”

A chiudere la conferenza è stato il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, tra i firmatari della proposta di legge.

“Ospitare questa presentazione alla Camera dei Deputati è un atto di profonda tutela del nostro ecosistema mentale e culturale”, ha dichiarato.

Mollicone ha richiamato numerosi studi neuroscientifici che dimostrerebbero come la scrittura a mano attivi una rete neurale particolarmente complessa, favorendo processi di sintesi, memoria, elaborazione delle informazioni e sviluppo cognitivo, diversamente dalla semplice digitazione su tastiera.

Per il parlamentare, sostenere la candidatura significa anche “rifiutare che l’automatismo delle macchine scavalchi la riflessione e il ritmo del pensiero umano”.

Il valore educativo della scrittura

Alla base del manifesto che accompagna la candidatura vi è un ampio corpus di ricerche scientifiche che attribuiscono alla scrittura manuale un ruolo importante nello sviluppo cognitivo, soprattutto durante l’infanzia.

Secondo i promotori, la sostituzione precoce della scrittura corsiva con quella digitale può compromettere lo sviluppo della motricità fine, dell’integrazione tra lettura e scrittura e di alcune capacità cognitive fondamentali.

Il documento richiama inoltre il crescente numero di disturbi specifici dell’apprendimento, come disgrafia, dislessia e discalculia, sostenendo che una maggiore attenzione all’insegnamento della scrittura manuale possa rappresentare anche uno strumento di prevenzione e supporto educativo.

La riflessione si inserisce nel più ampio dibattito internazionale sull’uso equilibrato delle tecnologie nella scuola. Il manifesto richiama infatti anche il rapporto UNESCO del 2023 dedicato al ruolo della tecnologia nell’istruzione, che invita a utilizzare gli strumenti digitali come complemento e non come sostituzione delle metodologie didattiche tradizionali.

I requisiti UNESCO

La candidatura italiana si fonda sui criteri previsti dalla Convenzione UNESCO del 2003 per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, ratificata dall’Italia nel 2007.

Per ottenere il riconoscimento, un elemento deve essere trasmesso di generazione in generazione, contribuire all’identità culturale delle comunità, promuovere la diversità culturale e rispettare i principi dello sviluppo sostenibile e dei diritti umani.

Ad oggi l’UNESCO ha riconosciuto 788 elementi appartenenti a 150 Paesi, comprendendo tradizioni, arti performative, pratiche sociali, conoscenze tradizionali e forme di artigianato.

La calligrafia già riconosciuta in altri Paesi

Nel panorama internazionale diverse tradizioni calligrafiche sono già state inserite nella lista del patrimonio immateriale dell’umanità.

Tra queste figurano la calligrafia araba, la calligrafia tradizionale islamica della Turchia (Hüsn-i Hat), l’arte calligrafica iraniana, la scrittura armena, i tre sistemi di scrittura dell’alfabeto georgiano, la calligrafia mongola e quella cinese.

La proposta italiana mira ora a ottenere un analogo riconoscimento per la scrittura manuale corsiva derivata dall’alfabeto latino, considerandola non soltanto una tecnica grafica, ma un patrimonio culturale condiviso che attraversa la storia europea e occidentale.

Un patrimonio culturale tra tradizione e futuro

Per i promotori della candidatura, difendere la scrittura manuale non significa contrapporsi all’innovazione tecnologica, ma preservare una competenza che continua ad avere un valore educativo, culturale e civile.

Il manifesto individua diversi obiettivi: rilanciare l’insegnamento del corsivo nelle scuole, favorirne la pratica durante tutto l’arco della vita, valorizzare il patrimonio documentale scritto a mano e promuovere una forma di comunicazione sostenibile anche dal punto di vista ambientale, basata su strumenti semplici, durevoli e facilmente riciclabili.

La candidatura rappresenta così un progetto che intreccia cultura, educazione, ricerca scientifica e tutela del patrimonio immateriale, con l’ambizione di riportare al centro una pratica che, nell’epoca della digitalizzazione, continua a essere considerata un elemento fondamentale dello sviluppo cognitivo e dell’identità culturale.

(Redazione)

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