Dal 14 maggio l’Instituto Cervantes ospita un inedito confronto tra le icone di Quino e Altan. All’inaugurazione presente il Maestro Francesco Tullio Altan.
MADRID. – Due icone, due linguaggi, due modi opposti eppure complementari di interpretare la realtà. Dal 14 maggio all’11 luglio 2026, la Sala Dalí dell’Instituto Cervantes, nella splendida cornice di Piazza Navona, ospiterà la mostra “Mafalda & La Pimpa”. L’evento, nato dalla collaborazione tra ARF! Festival e l’istituzione culturale spagnola, porta per la prima volta insieme nella Capitale le riproduzioni in stile Artist’s Edition delle strisce di Quino e le tavole originali nate dalla matita di Altan.
Un incontro tra Maestri
L’inaugurazione, prevista per giovedì 14 maggio alle ore 17:30, vedrà la partecipazione straordinaria del Maestro Altan, che incontrerà il pubblico per un talk e una sessione di firmacopie. La mostra, curata da Stefano Piccoli e Daniele Bonomo (Gud) nell’ambito della XII edizione di ARF!, non è solo un omaggio al fumetto, ma un viaggio attraverso cinquant’anni di storia visti con gli occhi di due protagoniste che hanno segnato intere generazioni.
Lucidità critica e meraviglia gentile
Il cuore dell’esposizione risiede nel dialogo tra due poetiche differenti. Da una parte c’è Mafalda, la bambina argentina che interroga il mondo con una lucidità disarmante, affrontando temi come la guerra, la fame e l’ingiustizia senza accettare risposte di comodo. Dall’altra troviamo la Pimpa, la cagnolina a pois che vive in un universo di scoperta continua, dove ogni oggetto prende vita e la meraviglia non è mai minacciata dal conflitto.
Come sottolineano i curatori, “parlare ai bambini per parlare agli adulti” è il filo conduttore di questo percorso. Si passa così dall’inquietudine critica di Quino alla fiducia affettiva di Altan, dimostrando come la semplicità del segno possa essere una delle forme più alte di verità.
Informazioni utili
La mostra resterà aperta presso la Sala Dalí in Piazza Navona fino all’11 luglio. Un’occasione imperdibile per riscoprire come, attraverso sguardi, segni e parole, il fumetto d’autore sia riuscito a raccontare la complessità della nostra Storia.
(Redazione)
