L’artigianato della Tuscia entra nelle dimore del Rinascimento


Contemporary Roots, la CNA di Viterbo e Civitavecchia riunisce nove maestri artigiani del Centro Italia all’interno di due simboli iconici del Rinascimento: Villa Lante e Palazzo Farnese


MADRID.- Dalla pietra al marmo, dal legno alla ceramica, dal tessuto al metallo: la Tuscia — territorio storico dell’Italia centrale a nord di Roma, noto per il suo patrimonio rinascimentale — torna a raccontarsi attraverso le mani dei suoi artigiani. E lo fa scegliendo la via più potente: il dialogo tra passato e presente.

Con Contemporary Roots, la CNA di Viterbo e Civitavecchia riunisce nove maestri artigiani del Centro Italia all’interno di due simboli iconici del Rinascimento: Villa Lante e Palazzo Farnese. Un progetto ambizioso coordinato da PromoTuscia, con il supporto della Camera di Commercio di Roma e della Camera di Commercio Rieti-Viterbo.

Le creazioni di ceramisti, designer, sarti, gioiellieri e maestri del legno si inseriscono tra le architetture monumentali di Villa Lante — tra i più raffinati esempi di giardino manierista europeo del XVI secolo — e di Palazzo Farnese, capolavoro cinquecentesco dalla celebre pianta pentagonale e dagli ambienti riccamente affrescati.

Non semplici scenografie, ma luoghi di straordinaria rilevanza architettonica a livello internazionale.

All’interno di questi contesti storici, gli oggetti contemporanei dialogano con proporzioni, geometrie e materiali, raccontando una storia profondamente italiana: quella della continuità tra la maestria del passato e la visione innovativa degli artigiani di oggi.

“Con questi due scenari straordinari come cornice — afferma Attilio Lupidi, segretario della CNA di Viterbo e Civitavecchia — il lavoro delle nostre imprese viene valorizzato, permettendo all’artigianato di esprimersi in modo coinvolgente e professionale.”

Oggetti che raccontano nove storie artigiane e due territori

Ogni artigiano selezionato rappresenta un universo a sé.
C’è chi modella la terra trasformandola in ceramica contemporanea, chi lavora il legno seguendone le venature come fossero mappe. Alcuni intrecciano memoria e ricerca nei tessuti, altri plasmano metalli preziosi attraverso gesti tramandati da generazioni.

Queste realtà sono profondamente radicate nella Tuscia — territorio dell’Italia centrale a nord di Roma — ma capaci di esprimere un linguaggio internazionale fatto di qualità, cura del dettaglio e cultura materiale.

Se l’artigianato italiano è riconosciuto nel mondo come sinonimo di eccellenza, molti dei suoi protagonisti contemporanei attendono ancora di essere scoperti dal pubblico internazionale. Contemporary Roots nasce proprio con questo obiettivo: portare alla luce queste eccellenze.

Mani che pensano, oggetti che sfidano il tempo

Le opere presentate nascono tra Tuscia e Sabina, due aree dell’Italia centrale unite da una tradizione artigianale secolare. In queste colline — tra borghi rinascimentali e paesaggi segnati dalla pietra vulcanica e dall’argilla — l’artigianato continua a evolversi mantenendo un forte legame con il territorio.

La ceramica rappresenta uno dei linguaggi artistici più antichi della zona. Cinzia Chiulli – Percorsi Artistici presenta un piatto realizzato con la tecnica della zaffera, una decorazione a rilievo in blu intenso che segna il passaggio dal Medioevo al Rinascimento.

Questa tradizione è portata avanti anche da Daniela Lai con la sua Bottega d’Arte, che per il progetto propone un tavolo in peperino scolpito, smaltato, dipinto e decorato a fuoco con inserti di cristallo, trasformato in un elemento d’arredo adatto sia per interni che per esterni.

Il legno, materiale profondamente legato al paesaggio locale, prende forma nelle opere di Luigi Cuppone, fondatore del Laboratorio Linfa, che utilizza esclusivamente legno di recupero per creare arredi dal forte carattere contemporaneo.

Dalla lavorazione del legno alla musica il passo è breve: Andrea Di Maio, maestro liutaio, costruisce clavicembali e organi interamente a mano, utilizzando legni pregiati e tecniche tradizionali. I suoi strumenti raggiungono oggi musicisti e istituzioni culturali in diversi Paesi.

La tradizione sartoriale trova espressione nei capi su misura di Maria Vittoria Bordo, interamente realizzati a mano e caratterizzati da freschezza, eleganza e attenzione ai dettagli.

Accanto all’alta sartoria, il progetto accoglie anche il linguaggio del design contemporaneo. Loretta Purgatori, con Dipende Design, opera nel campo del design da collezione, creando arredi che esplorano il rapporto tra forma, funzione e ricerca estetica.

Il dialogo tra innovazione e artigianato è al centro anche della ricerca di Stilhaus, fondata da Simone e Michela Bianchini, azienda specializzata in arredo bagno, con prodotti pensati per durare nel tempo.

Completa il racconto il mondo del gioiello. Roberta Pietrini, fondatrice del brand Neloo, sviluppa una ricerca che unisce sperimentazione e lavorazione artigianale, trasformando materiali naturali e di recupero in creazioni contemporanee. Tra questi anche il capim dourado brasiliano, noto come “oro vegetale”.

Dalla Sabina arriva infine Irene Lupi, giovane designer fondatrice di Curaes, che reinterpreta pietre ed elementi botanici del suo territorio, trasformandoli in gioielli dal linguaggio moderno e personale.

 

 

Un racconto corale tra identità e connessioni

Contemporary Roots è un microcosmo di storie, competenze e visioni. Le opere dei nove artigiani, esposte a Villa Lante e Palazzo Farnese, trovano una scenografia ideale per un racconto visivo che celebra tanto l’unicità di ciascun autore quanto le connessioni che li uniscono.

La CNA è una delle principali associazioni italiane di rappresentanza delle piccole e medie imprese, con una forte attenzione all’artigianato, alla produzione locale e allo sviluppo internazionale.

(Redazione)

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