Accordo tra Provincia autonoma di Trento, Residenze reali sabaude e Comune di Casale Monferrato per recuperare lo storico velivolo di Natale Palli
MADRID. – Un importante tassello della storia aeronautica italiana si prepara a rinascere. È stato infatti siglato un accordo tra la Provincia autonoma di Trento, le Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte e la Città di Casale Monferrato per il restauro dell’Ansaldo A.1 “Balilla”, il celebre caccia biplano appartenuto a Natale Palli, figura leggendaria legata alle imprese di Gabriele D’Annunzio.
Il progetto, sostenuto anche dall’assessore alla cultura trentina Francesca Gerosa, rientra nel Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” del Ministero della Cultura e prevede un finanziamento complessivo di oltre 790 mila euro.
Un restauro complesso e altamente specializzato
Attualmente conservato presso il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni, il velivolo sarà sottoposto a un accurato intervento di restauro coordinato dalla Direzione regionale Musei nazionali Piemonte, con il coinvolgimento della soprintendenza trentina e della Città di Casale Monferrato, proprietaria del bene.
Il lavoro si presenta particolarmente delicato: oltre alle componenti metalliche, infatti, l’aereo è costituito da materiali fragili come legno, tessuti e superfici pittoriche, che richiedono tecniche conservative avanzate. L’esperienza maturata negli anni dai restauratori della Collezione Caproni rappresenta una garanzia per la buona riuscita dell’intervento.
Dal fronte di guerra ai musei: la storia del “Balilla”
Costruito nel 1918, l’Ansaldo A.1 “Balilla” (matricola 16552) è uno dei pochi esemplari sopravvissuti della Prima guerra mondiale. Donato nel 1922 dalla famiglia Palli al Comune di Casale Monferrato, il velivolo ha attraversato decenni di storia museale, passando dal museo Caproni di Taliedo fino a giungere a Trento, dove è esposto dal 2011.
Al termine del restauro, l’aereo tornerà in Piemonte, dove sarà collocato in uno spazio espositivo adeguato dal punto di vista microclimatico, per garantirne la conservazione e la fruizione pubblica.
Un intervento che non è solo tecnico, ma anche culturale: il recupero del “Balilla” restituisce al pubblico una testimonianza preziosa dell’ingegneria aeronautica italiana e delle vicende umane che ne hanno segnato la storia.
(Redazione)
