La dieta mediterranea resta un modello: Italia al top per salute e sostenibilità


Una ricerca ISS–Crea conferma: il nostro modello alimentare è tra i più salutari e sostenibili del continente


MADRID. – L’Italia si conferma tra i Paesi europei più vicini alla Planetary Health Diet, il modello alimentare pensato per proteggere allo stesso tempo la salute umana e quella del pianeta. È quanto emerge da una ricerca realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Crea – Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione, pubblicata sulla rivista Frontiers in Nutrition e diffusa in occasione del 14° anniversario del riconoscimento Unesco della dieta mediterranea come patrimonio immateriale dell’umanità.

La Planetary Health Diet si basa su un ampio consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e frutta secca, con un uso moderato di carne e latticini. Un modello che presenta molte analogie con la tradizionale dieta mediterranea, da sempre considerata una delle più sane e bilanciate al mondo. Secondo lo studio, condotto nell’ambito del progetto europeo PLAN’EAT in 11 Paesi dell’Unione, l’Italia insieme a Grecia e Spagna mostra i livelli più alti di adesione a questo regime alimentare sostenibile.

A guidare la classifica del comportamento alimentare più virtuoso sono soprattutto le donne, considerate più propense a scelte salutari e consapevoli. Tuttavia, anche nei Paesi del Sud Europa si registra un lento ma costante allontanamento dai principi originari della dieta mediterranea, come sottolinea Laura Rossi, direttrice del Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’ISS: “Nonostante il progressivo mutamento delle abitudini, l’eredità culturale di questo modello continua a influenzare positivamente la nostra alimentazione, favorendo scelte più sane e sostenibili”.

Il riconoscimento Unesco del 2010 ha contribuito a valorizzare non solo un insieme di alimenti, ma un vero e proprio stile di vita. La dieta mediterranea è infatti un patrimonio culturale complesso: integra tradizioni agricole, pratiche di pesca e allevamento, conoscenze legate alla trasformazione e alla preparazione dei cibi, fino alla convivialità del pasto condiviso. Un sistema che riflette secoli di scambi tra i popoli del Mediterraneo e che incoraggia il rispetto per l’ambiente e la biodiversità.

Oggi questo modello assume un ruolo ancora più centrale nel quadro degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030. Promuovere la dieta mediterranea significa non solo mangiare in modo più equilibrato, ma anche ridurre l’impatto ambientale del sistema alimentare, rafforzare le identità locali e preservare un patrimonio culturale che continua a unire le comunità del Mediterraneo.

(Redazione)

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