Umberto Eco, a quattro anni dalla morte ‘simbolo per le Sardine’

In una foto d'archivio Umberto Eco tra i suoi libri.
In una foto d'archivio Umberto Eco tra i suoi libri. Photo by Eric Vandeville/ABACAPRESS.COM

ROMA. – A quattro anni dalla morte, avvenuta il 19 febbraio 2016, la grandezza di Umberto Eco parla anche alle nuove generazioni. E, a 40 anni dalla prima edizione nel 1980, il suo bestseller mondiale, ‘Il nome della rosa’ torna per la prima volta in libreria, a maggio 2020 per La nave di Teseo, con i disegni preparatori realizzati dallo scrittore. A raccontarlo all’ANSA è Elisabetta Sgarbi che con Umberto Eco ha fondato La nave di Teseo, di cui è direttrice editoriale e generale.

“Di un uomo come Umberto è bene distinguere due livelli. Quello dello scrittore, saggista, romanziere che non può mancare perché c’è. E’ con noi, nelle sue innumerevoli opere che non basterebbe una vita per rileggerle e comprenderne tutti i significati. Pensa al ‘Fascismo eterno’ o ‘Migrazioni e intolleranza’: sono bestseller e risalgono agli anni ’90. E’ bastato ripubblicarli e sono diventati due libri simbolo, anche delle Sardine” dice la Sgarbi.

“Poi c’è un livello personale: la curiosità che Eco aveva, la passione e il senso del divertimento che riusciva a coniugare magicamente con un rigore professionale ed etico senza pari. E il suo entusiasmo, quasi da bambino, quando fondammo La nave di Teseo. Ecco, queste cose, mi mancano ma le abbiamo vissute e stanno nella mia memoria” aggiunge la direttrice editoriale e generale de La nave di Teseo che sta ripubblicando tutta l’opera di Eco via via che scadono i diritti del precedente editore, Bompiani, dove ha passato tanti anni insieme allo scrittore, prima di lasciarla nel 2015.

“Certamente tutto si sta muovendo verso una sempre maggiore concentrazione, ma questo pericolo Eco lo aveva visto benissimo. Però aveva una fede incrollabile negli editori e nei libri, più importanti, per lui, delle grandi aziende che contornano questi libri e questi autori. In altri termini, un buon libro e un buon editore fanno la differenza. E questo avrebbe voluto vedere ne La nave di Teseo.

Poi l’indipendenza aveva in lui anche un ulteriore risvolto: la velocità e la capacità di cogliere le occasioni. E poi la fondazione de La nave di Teseo, e dunque l’indipendenza, aveva per Eco un altro profondo significato: ‘Lo faccio per i miei nipoti’ disse a Repubblica. Me lo ricorderò sempre, un gesto indelebile” racconta la Sgarbi. Per volontà di Eco i diritti dei suoi romanzi verranno ceduti via via a La nave di Teseo. Il 2020 sarà l’anno de ‘Il nome della rosa’ di cui scadono a marzo.

“Con Mario Andreose, che ha seguito la complessa trattativa che ha portato ‘Il nome della rosa’ alla Nave, con Stefano e Carlotta e Renate Eco stiamo progettando un’edizione che contenga anche alcuni disegni preparatori che Eco aveva fatto di ambienti, oggetti, abiti, personaggi.

Un’edizione – spiega la Sgarbi – che dà conto del pensiero e dello studio che sta dietro la costruzione di un grande romanzo.Il nome della rosa resta un libro letto e amato, con numeri straordinari, se si pensa che ha quarant’anni. E’ un libro rivoluzionario, che ha cambiato l’idea di romanzo. E anche oggi resta un esempio insuperato di alto e basso, nel senso di una cultura sconfinata che si scioglie in una narrazione avvincente, in un thriller”.

“A maggio 2020 pubblicheremo – annuncia – Il nome della rosa. A ottobre sarà la volta del Cimitero di Praga e Baudolino che si affiancheranno al Pendolo di Foucault. La saggistica include già molti titoli di grande importanza nel catalogo di Umberto. D’altra parte, mi sembra naturale che sia nella casa editrice che lui ha fondato e finanziato, con le persone con cui l’aveva fondata e in primis con Mario Andreose”.

“Prima di scrivere ‘Il nome della rosa’ Eco aveva buttato giù degli schizzi. Si immaginava i personaggi, come sarebbe stata l’Abbazia, la biblioteca. Lui lo chiamava l’arredo prima della scrittura. E’ una documentazione visiva del suo modo di lavorare. Questa mazzetta di disegni rimasti nel suo cassetto sono stati fatti presumibilmente tra il 1976-77. Nel 1978 ha cominciato a scrivere ‘Il nome della rosa’ e nel 1980 lo ha pubblicato. Saranno una ventina di pagine. Li metteremo dopo le postille con una mia nota. ” dice all’ANSA l’editore Andreose , presidente de La nave di Teseo.

“C’è una miniera – aggiunge – di suoi scritti occasionali, come lui li chiamava, che sono quelli del lavoro di giornalista, saggista, conferenziere. In questi 4 anni ne abbiamo conservato e rilanciato la memoria con la riedizione di libri editi e con le proposte che vengono dalla sua eredità inesauribile. Quando si aprono gli archivi chissà che non ci siano altri spunti.

Ha ricevuto 42 lauree honoris causa e ogni volta c’è una lectio di ringraziamento. Escluderei che ci siano inediti di narrativa. Il suo pensiero è di un’attualità estrema. Tra i libri che ristamperemo c’è ‘Come costruire il nemico’ che parla della pratica di trovare consenso attraverso la costruzione di un nemico”. I progetti dedicati a Eco sono “tanti e molto belli. Ma sono in fase di definizione” dice la Sgarbi.

(di Mauretta Capuano/ANSA)

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