Pubblicato il 06/11/2026, 15:00:00
ROMA (ITALPRESS) – Oltre 130mila ettari di territorio bruciati dall’inizio dell’anno, il 36% in più rispetto al 2025. È l’allarme lanciato da Legambiente nel nuovo rapporto sulla bioeconomia delle foreste. Tra il primo gennaio e il 15 ottobre sono stati registrati in Italia 2.223 incendi. Il Sud si conferma l’area più colpita, con la Sicilia in testa, seguita da Calabria e Puglia. Le fiamme hanno interessato anche aree protette: quasi 37.500 ettari appartengono alla Rete Natura 2000, circa 12mila in più rispetto allo scorso anno. A preoccupare è anche la prevenzione. Nel 2026, infatti, solo il 21% delle superfici boschive è interessato da una pianificazione forestale, mentre la gestione sostenibile riguarda appena l’11%. A queste criticità si aggiungono gli effetti della crisi climatica, tra siccità e ondate di calore, e la diffusione di specie aliene invasive, come la cocciniglia tartaruga del pino, che sta causando la morte di intere pinete. Eppure, le foreste italiane coprono ormai circa 11 milioni di ettari, quasi il 37% del territorio nazionale. Nonostante questo patrimonio, il Paese continua a importare dall’estero l’80% del legname necessario, mentre resta limitato l’utilizzo delle risorse locali. Per Legambiente serve un cambio di passo: entro il 2030, portare la pianificazione forestale almeno al 50% delle superfici, certificare almeno il 25% dei boschi e ridurre del 30% le importazioni di legno. Tra le priorità, rafforzare la prevenzione degli incendi e promuovere una gestione sostenibile capace di tutelare la biodiversità e valorizzare la filiera nazionale del legno. mgg/azn
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