Al WinWin Summit di Bruxelles la presidente della Commissione rilancia la transizione verde come scudo contro le crisi geopolitiche. Nel piano anche un Fondo per la decarbonizzazione da 100 miliardi e la svolta per le startup.
MADRID. – La crisi energetica innescata dalle tensioni internazionali torna a pesare in maniera drammatica sulle casse dell’Unione Europea. Intervenendo al WinWin Brussels Summit, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha tracciato un bilancio economico impietoso sulla chiusura dello stretto di Hormuz, lo snodo strategico da cui transita gran parte del greggio e del gas mondiale.
«Dalla chiusura dello stretto di Hormuz, i combustibili fossili importati sono costati all’Europa 127 miliardi di euro in più, senza una sola molecola di energia aggiuntiva», ha dichiarato senza mezzi termini la leader dell’esecutivo comunitario. Un salasso economico che, secondo von der Leyen, dimostra come la dipendenza dalle fonti tradizionali esponga costantemente il continente a shock finanziari esterni: «Quando importiamo petrolio e gas, rischiamo di importare anche le crisi che li accompagnano».
La transizione verde come indipendenza strategica
Di fronte all’impatto economico delle turbolenze geopolitiche, la risposta dell’Unione non sarà un arretramento sulle politiche ambientali, bensì un’accelerazione. Von der Leyen ha ribadito l’impegno a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, confermando il target intermedio di abbattere del 90% le emissioni dell’UE entro il 2040.
«L’Europa manterrà la rotta, rispetteremo i nostri obiettivi e sosterremo le nostre industrie pulite. La transizione verde riguarda la protezione del clima, ma è anche una questione di competitività e indipendenza strategica», ha rimarcato.
Per sostenere questo processo, la Commissione sta lavorando alla nascita di una nuova Banca per la decarbonizzazione industriale, pensata per mobilitare 100 miliardi di euro a beneficio della trasformazione produttiva. Dal 2021 a oggi, ha ricordato la presidente, sono stati già mobilitati oltre 1.200 miliardi in attività sostenibili in tutta la Comunità, all’interno di un mercato delle tecnologie pulite che continua a crescere a ritmi del 20% all’anno.
Nasce “EU Inc.”: una società in 48 ore e con meno di 100 euro
Oltre al nodo energetico, l’intervento di von der Leyen si è concentrato sulle riforme strutturali necessarie per sbloccare la crescita e rilanciare il mercato unico europeo. La proposta cardine è la creazione di un regime societario sovranazionale unico, denominato “EU Inc.”, pensato per superare la frammentazione burocratica dei 27 Paesi membri.
Oggi le imprese europee devono districarsi tra 27 sistemi giuridici e più di 60 forme societarie differenti. Con EU Inc., gli imprenditori potranno registrare una società interamente online, in qualsiasi Paese dell’Unione, entro 48 ore e con un costo inferiore a 100 euro. «Non può diventare una pesante petroliera, deve rimanere il motoscafo leggero e veloce di cui avete bisogno», ha commentato la presidente della Commissione.
Capitali per le startup e Intelligenza Artificiale nell’economia reale
Il quadro strategico tracciato a Bruxelles individua nell’accesso ai capitali di rischio e nel tech i driver per colmare il divario con gli Stati Uniti. Attualmente, le imprese ad alta crescita in Europa raccolgono mediamente la metà dei finanziamenti rispetto a quelle della Silicon Valley. Per colmare questo gap, il neonato Scaleup Europe Fund ha già mobilitato quasi 5 miliardi di euro in due mesi a sostegno di otto aziende innovative.
Infine, la presidente europea ha indicato nell’Intelligenza Artificiale applicata all’economia reale (manutenzione industriale, diagnostica medica e veicoli autonomi) la chiave di volta per la produttività del continente. A questo proposito, la Commissione intende velocizzare la burocrazia introducendo un’unica procedura di autorizzazione valida in tutta l’UE per le auto a guida autonoma.
«L’Europa non deve essere soltanto il luogo delle grandi scoperte scientifiche», ha concluso von der Leyen. «Deve tornare a essere il luogo in cui quelle scoperte creano nuove industrie, nuovi posti di lavoro e prosperità».
