Cyberattacchi in Europa, dagli allarmi aerei ai supermercati: la guerra informatica colpisce la vita quotidiana

(Immagine generata da intelligenza artificiale a scopo illustrativo)

Russia e Ucraina denunciano intrusioni nelle applicazioni utilizzate per avvertire la popolazione dei pericoli. In Belgio, Svezia, Irlanda e altri Paesi europei hacker hanno colpito i sistemi di refrigerazione dei supermercati, provocando danni e la perdita di alimenti. Gli episodi riaccendono l’allarme sulla sicurezza delle infrastrutture digitali.


MADRID. – La guerra informatica si estende in Europa e colpisce settori sempre più vicini alla vita quotidiana dei cittadini. Nelle ultime ore, Russia e Ucraina hanno denunciato attacchi informatici contro le applicazioni per smartphone utilizzate per avvertire la popolazione in caso di bombardamenti, incursioni di droni e altre situazioni di emergenza. Contemporaneamente, diversi supermercati in Belgio, Svezia, Irlanda, Lussemburgo e altri Paesi europei hanno segnalato intrusioni nei sistemi di refrigerazione, con conseguenze sulla conservazione degli alimenti.

Due episodi differenti, ma accomunati da un elemento: la vulnerabilità dei sistemi digitali che gestiscono servizi essenziali. Se nel primo caso il rischio riguarda la sicurezza delle persone e la credibilità degli avvisi di emergenza, nel secondo sono la catena del freddo, la distribuzione alimentare e le attività commerciali a essere messe in difficoltà.

Russia e Ucraina, hackerate le applicazioni per gli allarmi

Le autorità russe e ucraine hanno segnalato intrusioni nelle piattaforme digitali utilizzate per informare tempestivamente la popolazione dei pericoli.

Il Ministero russo per le Situazioni di emergenza ha denunciato un «massiccio attacco informatico» che avrebbe consentito agli aggressori di diffondere false informazioni attraverso l’applicazione ufficiale. Le autorità hanno comunicato di essere al lavoro per individuare e correggere le vulnerabilità del sistema e ripristinarne il normale funzionamento.

Anche in Ucraina è stata segnalata una violazione della piattaforma nazionale utilizzata per ricevere notifiche in tempo reale in caso di attacchi aerei russi. Il Centro per le comunicazioni strategiche di Kiev ha attribuito l’operazione a Mosca, mentre le autorità russe non hanno indicato, nell’immediato, i responsabili dell’attacco alla propria applicazione.

Secondo le informazioni diffuse dalle autorità ucraine, l’intrusione ha provocato la diffusione di messaggi ingannevoli relativi a presunte minacce radiologiche, chimiche e nucleari. La compromissione di questi sistemi rappresenta un rischio particolarmente grave in un Paese in guerra, dove gli avvisi digitali costituiscono uno strumento fondamentale per consentire ai cittadini di raggiungere i rifugi e proteggersi dai bombardamenti.

La diffusione di falsi allarmi può inoltre generare confusione, alimentare il panico e compromettere la fiducia della popolazione nei sistemi ufficiali di comunicazione.

Le responsabilità e le eventuali connessioni tra gli attacchi alle applicazioni russe e ucraine restano da chiarire.

Supermercati nel mirino: temperature alterate e alimenti da buttare

Un’altra ondata di attacchi informatici ha interessato i sistemi di refrigerazione di numerosi supermercati europei.

In Belgio, la catena Delhaize ha segnalato un incidente informatico che ha coinvolto diversi punti vendita. Anche Colruyt, che gestisce supermercati e negozi Spar, ha riferito di problemi ai sistemi di refrigerazione in alcuni esercizi. Tra le aziende interessate figurano inoltre Carrefour, Intermarché e Ikea, con difficoltà segnalate anche nel punto vendita di Mons.

In Svezia, le catene ICA e Coop hanno registrato anomalie nei sistemi di raffreddamento di alcuni negozi. In Irlanda, SuperValu ha comunicato che 13 dei suoi 233 punti vendita sono stati coinvolti, con la necessità di eliminare prodotti refrigerati e surgelati non più sicuri per il consumo.

Problemi analoghi sono stati segnalati in Lussemburgo, Estonia e Paesi Bassi.

Il meccanismo degli attacchi appare particolarmente insidioso: gli aggressori avrebbero modificato da remoto le impostazioni dei sistemi di refrigerazione, provocando un aumento delle temperature e compromettendo la conservazione degli alimenti.

Le conseguenze sono state immediate. In diversi esercizi commerciali, i prodotti freschi e surgelati sono stati rimossi dagli scaffali e destinati allo smaltimento per evitare rischi sanitari.

La vulnerabilità dei sistemi di refrigerazione

Gli episodi europei arrivano a poche settimane da un grave attacco informatico che, il 12 ottobre, aveva colpito centinaia di supermercati in Francia.

In quell’occasione, gli hacker avevano manipolato i sistemi di controllo della refrigerazione, alterando le temperature e prolungando i cicli di sbrinamento. Le intrusioni avevano provocato ingenti perdite di alimenti e danni alle apparecchiature.

Le indagini francesi avevano individuato una possibile vulnerabilità nei sistemi di controllo prodotti dalla società danese Danfoss, utilizzati per gestire frigoriferi, congelatori e celle di conservazione.

Secondo le informazioni diffuse dalla stampa internazionale, gli aggressori avrebbero sfruttato sistemi informatici obsoleti, non più aggiornati dal punto di vista della sicurezza.

Danfoss ha confermato che i recenti episodi hanno interessato sistemi di refrigerazione riconducibili a precedenti vulnerabilità. L’azienda ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di aggiornare le apparecchiature e proteggere gli accessi remoti.

Il fatto che gli attacchi si siano ripetuti in diversi Paesi europei solleva interrogativi sulla sicurezza delle tecnologie utilizzate per controllare le infrastrutture commerciali.

Un problema che riguarda tutta l’Europa

Gli attacchi informatici contro le applicazioni di emergenza e i sistemi di refrigerazione mostrano come la minaccia digitale non riguardi più soltanto il furto di dati personali o le richieste di riscatto.

Le intrusioni possono compromettere il funzionamento di servizi essenziali, alterare le comunicazioni delle autorità e provocare danni materiali significativi.

La crescente diffusione di dispositivi collegati a Internet, dai sistemi di controllo degli edifici alle apparecchiature industriali, amplia le possibilità di accesso per gli aggressori. Una vulnerabilità in un dispositivo apparentemente secondario può trasformarsi in un problema per un’intera rete di attività commerciali.

Per le autorità europee, la sfida consiste nel rafforzare la protezione delle infrastrutture digitali, favorire l’aggiornamento dei sistemi informatici e migliorare la cooperazione tra i Paesi membri.

Nel frattempo, gli episodi registrati nelle ultime ore dimostrano che la sicurezza informatica è ormai una componente fondamentale della sicurezza pubblica. Proteggere le reti digitali significa anche garantire che un allarme sia affidabile, che un supermercato possa conservare gli alimenti e che i cittadini possano continuare a utilizzare servizi essenziali senza essere esposti a rischi evitabili.

Lascia un commento