Bulgaria, Iliana Yotova eletta presidente della Repubblica: è la prima donna a guidare il Paese

Rumen Radev in una foto d'archivio.

La presidente ad interim ha vinto il ballottaggio con il 57,6% dei voti, superando il candidato dell’opposizione europeista Andrey Gyurov. La vittoria rafforza il fronte politico del premier Rumen Radev, mentre resta aperto il dibattito sull’orientamento internazionale di Sofia.


MADRID. – Iliana Yotova è stata eletta presidente della Repubblica di Bulgaria. La presidente ad interim ha conquistato la vittoria al secondo turno delle elezioni presidenziali, svoltesi domenica 1° novembre, ottenendo il 57,6% dei voti. Il suo avversario, Andrey Gyurov, ex primo ministro ad interim sostenuto dalle forze liberali e pro-europee, si è fermato al 39,5%.

I risultati, diffusi dalla Commissione elettorale centrale bulgara, confermano il vantaggio della candidata sostenuta dal premier Rumen Radev. Gyurov ha riconosciuto la sconfitta, dichiarando di accettare il risultato espresso dagli elettori.

Con questa vittoria, Yotova diventa la prima donna eletta alla presidenza della Bulgaria. Il suo successo arriva in un momento delicato per il Paese balcanico, alle prese con una forte instabilità politica e con le tensioni internazionali legate alla guerra in Ucraina.

Una vittoria che rafforza Rumen Radev

Il risultato elettorale rappresenta anche un importante successo politico per Rumen Radev, attuale primo ministro ed ex presidente della Bulgaria, che ha sostenuto apertamente la candidatura di Yotova.

I due condividono una linea politica che punta a privilegiare la diplomazia per porre fine alla guerra in Ucraina e a mantenere un rapporto più aperto con Mosca. Una posizione che li distingue dalle forze politiche bulgare più nettamente schierate a favore di Kiev.

Yotova, 62 anni, era diventata presidente ad interim nel gennaio 2026, dopo le dimissioni di Radev, che aveva lasciato la presidenza per partecipare alle elezioni parlamentari. La sua elezione consolida dunque un’area politica che ha acquisito un peso crescente nelle istituzioni bulgare.

La vittoria, tuttavia, non significa necessariamente un cambiamento radicale della politica estera del Paese. La Bulgaria è membro dell’Unione europea e della Nato e il nuovo capo dello Stato dovrà confrontarsi con gli equilibri istituzionali e internazionali di cui Sofia fa parte.

Il ballottaggio e la partecipazione al voto

Il secondo turno si è svolto dopo una prima votazione, il 25 ottobre, nella quale nessuno dei candidati aveva raggiunto la maggioranza necessaria per essere eletto.

Yotova aveva ottenuto il 34,75% dei consensi, mentre Gyurov si era fermato al 31,95%. Il confronto si è quindi deciso al ballottaggio, con un risultato più netto a favore della presidente uscente.

La partecipazione elettorale è stata stimata intorno al 27%, in aumento rispetto al primo turno, che aveva registrato un’affluenza particolarmente bassa, pari a circa il 23%.

Il dato conferma le difficoltà della politica bulgara nel mobilitare una parte significativa dell’elettorato, in un Paese che negli ultimi anni ha attraversato ripetute crisi di governo e numerose consultazioni elettorali.

Il ruolo della presidenza nella politica bulgara

In Bulgaria il presidente della Repubblica viene eletto direttamente dai cittadini per un mandato di cinque anni. La carica ha prevalentemente funzioni rappresentative, ma non è priva di poteri istituzionali.

Il capo dello Stato può esercitare il veto sulle leggi approvate dal Parlamento, rinviandole per una nuova deliberazione. Ha inoltre il compito di nominare un governo ad interim nei casi previsti dalla Costituzione e ricopre il ruolo di comandante in capo delle Forze armate.

La presidenza assume quindi un’importanza particolare nei periodi di instabilità politica, quando il Parlamento non riesce a garantire una maggioranza stabile e si rende necessario ricorrere a un esecutivo provvisorio.

Yotova, che ha già ricoperto la carica di vicepresidente della Repubblica, conosce direttamente il funzionamento delle istituzioni bulgare. La sua elezione le consentirà di proseguire il percorso politico iniziato con l’assunzione della presidenza ad interim.

Ucraina e rapporti con Mosca: le sfide del nuovo mandato

Tra i temi più delicati del nuovo mandato figura la politica estera. Yotova ha sostenuto la necessità di una soluzione diplomatica alla guerra in Ucraina e si è mostrata contraria a un ulteriore coinvolgimento militare della Bulgaria nel conflitto.

La sua posizione è vicina a quella di Radev, che ha più volte invocato una soluzione negoziata e un rapporto meno conflittuale con la Russia.

Di segno diverso è l’approccio di Gyurov, sostenuto dalle forze liberali e pro-europee, che ha espresso un orientamento più favorevole al sostegno dell’Ucraina.

La vittoria di Yotova potrebbe dunque rafforzare, all’interno delle istituzioni bulgare, le posizioni favorevoli a una maggiore apertura diplomatica verso Mosca. Resta da vedere come questa linea si concilierà con gli impegni europei e atlantici del Paese.

Per la Bulgaria si apre così una nuova fase politica, nella quale la presidente eletta sarà chiamata a svolgere un ruolo di equilibrio tra le diverse sensibilità interne e le pressioni provenienti dal contesto internazionale.

Le informazioni sui risultati, sul profilo di Yotova e sul quadro politico sono state integrate con le notizie diffuse da Reuters, Associated Press e Radio Bulgaria.

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