Mattarella: “Inflazione e salari deboli aggrediscono il tenore di vita”. Il risparmio va tutelato

(Foto archivio)

Nel messaggio per la 102ª Giornata mondiale del risparmio, il presidente della Repubblica richiama il valore pubblico e costituzionale delle risorse messe da parte dalle famiglie. L’indagine Acri-Ipsos Doxa: per il 77% degli italiani il risparmio è soprattutto una protezione dagli imprevisti.


MADRID. – Il risparmio è una risorsa fondamentale per le famiglie e per lo sviluppo del Paese, ma la sua tutela diventa ancora più importante in una fase segnata dall’inflazione, dalla debole dinamica dei salari e dalle tensioni internazionali. È il messaggio lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della 102ª Giornata mondiale del risparmio.

Nel messaggio inviato a Giovanni Azzone, presidente dell’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio (Acri), il Capo dello Stato richiama il ruolo del risparmio nella vita economica e sociale, sottolineando la responsabilità di banche e intermediari nel garantire strumenti adeguati e condizioni che incoraggino un utilizzo stabile delle risorse accantonate.

«Il risparmio è una risorsa vitale per le famiglie, per la società che se ne avvale per promuovere lo sviluppo», scrive Mattarella. Un patrimonio che, secondo il presidente, deve essere protetto e valorizzato, soprattutto in un contesto in cui conflitti geo-economici e geopolitici, inflazione e salari che faticano a crescere incidono sul tenore di vita dei cittadini.

La tutela del risparmio e il ruolo della Costituzione

Mattarella ricorda che la Repubblica, di cui quest’anno ricorrono gli 80 anni, ha affidato alla Costituzione il compito di tutelare il risparmio. L’articolo 47 lega infatti la protezione del risparmio alla disciplina del credito, indicando un principio che resta attuale anche di fronte alla comparsa di nuovi strumenti finanziari.

«Tutelare il risparmio, secondo quanto la Costituzione prescrive, significa garanzia degli strumenti che lo impiegano e remunerazione che ne incoraggi uno stabile utilizzo», sottolinea il presidente.

La tutela, dunque, non riguarda soltanto la sicurezza delle somme depositate o investite, ma anche la possibilità di valorizzare i proventi del lavoro che le famiglie riescono a mettere da parte. In questo quadro Mattarella riconosce il contributo delle fondazioni di origine bancaria, che nel corso dei decenni hanno concorso a sostenere lo sviluppo e ad accrescere il capitale sociale del Paese.

Il risparmio, osserva il Capo dello Stato, ha anche un «valore pubblico», affidato in misura rilevante alla responsabilità delle banche e degli intermediari finanziari.

L’Europa come argine alla finanza speculativa

Nel messaggio, Mattarella guarda anche alla dimensione europea. Una maggiore integrazione dell’Unione, afferma, rappresenta uno strumento importante per difendere il risparmio dalla finanza puramente speculativa e per favorire investimenti capaci di rafforzare le economie del continente.

Gli ostacoli al mercato unico e la relativa debolezza del risparmio a lungo termine, avverte il presidente, finiscono per dirottare altrove risorse ingenti e frenare investimenti che potrebbero contribuire alla crescita delle società europee.

La sfida, quindi, non riguarda soltanto la protezione dei patrimoni individuali, ma anche la capacità di trasformare il risparmio in una risorsa per lo sviluppo, l’innovazione e la tenuta del sistema economico.

Italiani prudenti: il risparmio serve soprattutto a proteggersi

Il messaggio del Quirinale trova riscontro nei dati della 26ª indagine sul risparmio realizzata da Acri in collaborazione con Ipsos Doxa e presentata in occasione della Giornata mondiale.

Nel 2026, il 77% degli italiani considera il risparmio una forma di tutela personale, utile per affrontare imprevisti, periodi senza reddito, spese sanitarie o necessità di assistenza. Il risparmio viene quindi percepito soprattutto come una rete di sicurezza, più che come uno strumento per realizzare progetti futuri.

Per il 39% degli intervistati accantonare denaro è una necessità per garantire la sicurezza finanziaria; il 27% lo considera un’opportunità per raggiungere obiettivi specifici, mentre il 21% lo descrive come una consuetudine acquisita nel tempo.

La prudenza emerge anche dalle modalità con cui gli italiani gestiscono le somme messe da parte. Secondo i dati diffusi da Acri-Ipsos, il 63% mantiene i risparmi liquidi, il 26% ne investe una piccola parte e l’8% dichiara di averne investito la maggior parte. Resta inoltre stabile, rispetto all’anno precedente, la quota di chi riesce a risparmiare senza dover affrontare troppe rinunce: il 45%.

Il risparmio conserva anche una dimensione collettiva. Il 54% degli italiani lo considera un motore dello sviluppo del Paese e il 53% uno strumento di tutela dell’economia nazionale. Per il 44%, inoltre, può rappresentare un’opportunità di inclusione sociale.

I dati delineano così un quadro in cui la cautela resta prevalente: le famiglie continuano a riconoscere al risparmio un ruolo essenziale, ma lo utilizzano soprattutto per proteggersi dalle incertezze. Una tendenza che rende ancora più attuale il richiamo di Mattarella alla tutela delle risorse familiari e alla necessità di indirizzarle verso strumenti sicuri e investimenti capaci di sostenere lo sviluppo.

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