Manovra 2027: il governo punta su giovani, salari e agevolazioni fiscali

Palazzo Chigi, 28/10/2026 - Al termine del Consiglio dei Ministri n. 195, il Presidente Meloni, i Vice Presidenti e Ministri Tajani e Salvini, il Ministro Giorgetti e il Vice Ministro Leo hanno illustrato in conferenza stampa il disegno di legge di bilancio 2027.

Un salvadanaio pubblico per i nuovi nati, aiuti sanitari agli anziani, incentivi per l’occupazione giovanile e riduzioni fiscali sugli affitti. Ma restano aperti i nodi delle coperture, delle disuguaglianze sociali e dei tempi ristretti per l’approvazione parlamentare.


MADRID.- Un contributo annuale dello Stato per accompagnare i bambini fino alla maggiore età, un sostegno economico agli anziani per le spese sanitarie, agevolazioni fiscali per i giovani lavoratori e una nuova possibilità di pensionamento anticipato. Sono alcune delle misure più significative della legge di Bilancio 2027, approvata dal Consiglio dei ministri e attesa alla Camera dei deputati per l’inizio dell’esame parlamentare.

La manovra, nelle intenzioni del governo guidato da Giorgia Meloni, punta a sostenere il reddito delle famiglie, incentivare la natalità, favorire l’occupazione giovanile e alleggerire alcuni costi che pesano sui bilanci domestici. Accanto agli interventi sociali figurano importanti agevolazioni per le imprese, investimenti nel settore energetico, misure per l’agricoltura e la pesca e modifiche al sistema fiscale.

Il quadro, tuttavia, non è ancora definitivo. Diverse disposizioni dovranno essere precisate nel testo normativo e potranno subire modifiche durante l’esame parlamentare. Rimangono inoltre interrogativi sulle coperture finanziarie, sugli effetti redistributivi delle agevolazioni e sulla capacità delle misure di affrontare problemi strutturali come i bassi salari, la precarietà e il progressivo invecchiamento della popolazione.

Un salvadanaio pubblico per i bambini nati dal 2027

Tra le novità più rilevanti figura l’istituzione di un fondo individuale destinato ai bambini che nasceranno a partire dal 2027. Secondo la proposta illustrata dal governo, lo Stato verserà 100 euro all’anno dalla nascita fino al compimento dei diciotto anni. Il fondo potrà essere incrementato attraverso contributi volontari di genitori, nonni e altri familiari, incentivati da agevolazioni fiscali.

Le somme accumulate saranno esenti da tassazione, non pignorabili e indisponibili fino alla maggiore età. L’obiettivo è offrire ai giovani un capitale iniziale da utilizzare per proseguire gli studi, avviare un’attività professionale o imprenditoriale oppure affrontare altre spese legate all’ingresso nella vita adulta.

In assenza di rendimenti e versamenti aggiuntivi, il contributo pubblico ammonterebbe complessivamente a circa 1.800 euro per ciascun beneficiario, ipotizzando diciotto versamenti annuali. Una somma che può rappresentare un primo sostegno, ma difficilmente sufficiente, da sola, a finanziare un percorso universitario o l’avvio di un’impresa.

L’efficacia della misura dipenderà quindi anche dalle condizioni di gestione del fondo, dai rendimenti eventualmente previsti e dalla capacità delle famiglie di integrarlo con risorse proprie. Proprio quest’ultimo elemento solleva una questione di equità: le famiglie economicamente più solide potranno probabilmente alimentare il salvadanaio con maggiore continuità, mentre quelle con redditi più bassi potrebbero limitarsi al solo contributo pubblico.

Per evitare che uno strumento pensato per favorire le opportunità finisca per riprodurre le disuguaglianze di partenza, sarà importante valutare eventuali meccanismi di sostegno aggiuntivo per i nuclei più fragili.

Congedi parentali più lunghi e nuovi aiuti alle madri lavoratrici

Il pacchetto dedicato alle famiglie prevede anche un ampliamento dei congedi parentali indennizzati all’80% della retribuzione. Secondo le anticipazioni, i mesi riconosciuti salirebbero da tre a quattro per il primo figlio, a cinque per il secondo e a sei dal terzo, con possibilità di utilizzo entro i primi sei anni di vita del bambino.

Per i lavoratori autonomi sarebbe inoltre introdotto un voucher fino a 500 euro mensili, per un massimo di tre mesi, destinato a finanziare servizi educativi e di baby-sitting. Il governo intende rendere strutturale anche il bonus mamme, rivolto alle lavoratrici con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui, confermandone l’estensione alle autonome e alle dipendenti con contratti a termine.

Si tratta di interventi che affrontano una delle principali difficoltà incontrate dalle famiglie italiane: conciliare il lavoro con la cura dei figli. Resta però centrale il tema della distribuzione delle responsabilità familiari.

Le politiche per la natalità possono produrre risultati più duraturi quando non si limitano a sostenere economicamente la maternità, ma favoriscono anche la partecipazione dei padri alla cura, l’accessibilità degli asili nido e la continuità professionale delle donne.

In Italia, infatti, la difficoltà di conciliare maternità e occupazione continua a rappresentare un ostacolo importante all’autonomia economica femminile.

Giovani lavoratori, incentivi fiscali e lotta alla fuga dei talenti

Un altro capitolo della manovra riguarda i giovani fino a trent’anni.

Il governo propone un’imposta sostitutiva dell’1% sugli incrementi del reddito da lavoro dipendente, entro un limite di 2.500 euro e nel rispetto di soglie reddituali ancora da definire. La misura, presentata dalla presidente del Consiglio come un incentivo economico per i giovani, non costituisce tuttavia un assegno automatico di 2.500 euro. Il beneficio dipenderà dall’effettivo incremento retributivo e dalle condizioni stabilite dalla norma.

Per gli under 30 dovrebbe inoltre aumentare a 2.000 euro il limite dei fringe benefit esenti da imposizione fiscale. Sono previste anche proroghe degli esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani, donne e lavoratori nelle Zone economiche speciali.

Per il 2027 la maggiorazione fiscale del costo del lavoro deducibile dalle imprese salirebbe al 140% per le assunzioni agevolate di under 36 e al 180% per quelle di lavoratrici madri.

Si tratta, in quest’ultimo caso, di benefici destinati ai datori di lavoro, che potranno dedurre fiscalmente importi superiori al costo effettivamente sostenuto per determinate assunzioni. “Vogliamo fare tutto quello che possiamo perché i ragazzi italiani non ritengano che per costruirsi un futuro bisogna fare le valigie”, ha dichiarato Meloni.

La questione dell’emigrazione giovanile, tuttavia, non può essere affrontata esclusivamente attraverso agevolazioni fiscali. La scelta di trasferirsi all’estero dipende da molteplici fattori: livelli salariali, opportunità di carriera, stabilità contrattuale, qualità dei servizi, accesso alla casa e possibilità di valorizzare le proprie competenze.

Gli incentivi possono contribuire a rendere più conveniente un’assunzione, ma il loro impatto di lungo periodo dovrà essere valutato sulla capacità di creare occupazione stabile e adeguatamente remunerata.

Pensioni, torna l’ipotesi di un’uscita anticipata a 64 anni

Sul fronte previdenziale, la manovra prevede un fondo di 850 milioni di euro destinato a introdurre nuove forme di flessibilità in uscita dal lavoro. La proposta, indicata politicamente come una nuova “Quota 100”, avrebbe caratteristiche differenti rispetto al precedente sistema pensionistico che portava lo stesso nome.

L’obiettivo sarebbe consentire anche ai lavoratori del sistema misto, con contributi versati prima del 1996, di accedere a un canale di pensionamento a 64 anni, accettando il ricalcolo dell’assegno secondo il metodo contributivo e nel rispetto di ulteriori requisiti.

Il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha rivendicato la misura come uno strumento per anticipare l’uscita rispetto ai 67 anni ordinariamente previsti. Restano però da chiarire le condizioni di accesso, le soglie economiche e l’entità delle eventuali riduzioni dell’assegno. Non risultano ancora definite neppure le modalità di proroga di alcuni strumenti già esistenti, come l’Ape sociale e le misure relative alle pensioni minime.

La sostenibilità del sistema pensionistico rimane uno dei problemi più complessi per un Paese caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e da un rapporto sempre più delicato tra lavoratori attivi e pensionati.

Un buono sanitario da 300 euro per gli over 75

Tra gli interventi sociali più significativi figura l’introduzione di un contributo sanitario annuale di 300 euro per le persone con più di 75 anni e un reddito pensionistico fino a 28.000 euro.

Il beneficio sarebbe destinato a finanziare farmaci, visite specialistiche e altre prestazioni non coperte dal Servizio sanitario nazionale. Secondo le stime riportate, la platea potenziale sarebbe di circa 5,5 milioni di pensionati, con un costo complessivo di circa 1,6 miliardi di euro.

Il sostegno potrebbe contribuire ad alleggerire alcune spese sanitarie, particolarmente gravose per gli anziani affetti da patologie croniche. La misura solleva però anche una riflessione più ampia sul ruolo della sanità pubblica.

Un contributo individuale può rappresentare un aiuto concreto, ma non sostituisce la necessità di garantire tempi di attesa ragionevoli, servizi territoriali efficienti e accesso universale alle cure.

La tutela della salute, riconosciuta dall’articolo 32 della Costituzione come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, richiede infatti un sistema sanitario capace di rispondere ai bisogni delle persone indipendentemente dalle loro condizioni economiche.

Affitti, nuove aliquote per incentivare i canoni concordati

La manovra interviene anche sul mercato delle locazioni, uno dei settori maggiormente esposti alle tensioni degli ultimi anni.

Per i contratti a canone concordato, la cedolare secca dovrebbe scendere dall’attuale 10% al 5%, con un’ulteriore riduzione all’1% quando l’inquilino ha meno di 35 anni. L’obiettivo è incentivare i proprietari a mettere sul mercato immobili a condizioni economicamente più accessibili, favorendo in particolare i giovani.

È prevista inoltre l’introduzione di una cedolare secca del 21% per determinate locazioni commerciali. Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha accolto favorevolmente quest’ultima proposta, sostenendo che potrebbe facilitare l’incontro tra domanda e offerta di locali commerciali.

Resta da verificare se la riduzione fiscale sui contratti abitativi si tradurrà effettivamente in un aumento dell’offerta e in canoni più sostenibili.

La crisi abitativa, soprattutto nelle grandi città, dipende infatti anche dalla scarsità di alloggi disponibili, dalla pressione degli affitti brevi, dai redditi insufficienti e dalla limitata disponibilità di edilizia residenziale pubblica.

Bollo auto, energia e riqualificazione degli edifici

Tra le misure di maggiore impatto sui bilanci familiari figura la prevista esenzione strutturale dal bollo per un veicolo per famiglia, entro il limite di 80 kW. L’agevolazione riguarderebbe automobili, motocicli e ciclomotori, mentre per le famiglie numerose sarebbe prevista un’estensione a veicoli da sei a nove posti fino a 133 kW.

Il costo stimato dell’intervento è di circa 2,3 miliardi di euro annui, necessari per compensare il mancato gettito delle Regioni, alle quali spetta il tributo. Anche in questo caso sarà importante esaminare gli effetti distributivi e le coperture, considerando che il beneficio dipenderà dal possesso di un veicolo ammesso all’agevolazione.

Sul fronte energetico, il governo annuncia investimenti per migliorare l’efficienza degli edifici pubblici, con particolare attenzione a scuole, ospedali e università.

Per gli istituti scolastici si ipotizza un programma di circa 650 milioni di euro destinato a interventi di isolamento termico, installazione di pompe di calore e sistemi di climatizzazione. L’obiettivo è migliorare le condizioni ambientali nelle aule, anche alla luce delle temperature elevate registrate durante gli esami di maturità.

Sono previsti inoltre interventi per ridurre i costi energetici delle imprese, sostenere la transizione ecologica, sviluppare nuova capacità fotovoltaica e recuperare l’efficienza degli invasi idroelettrici.

Confermate, secondo le anticipazioni, anche le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, pari al 50% per la prima casa e al 36% per gli altri immobili, oltre al bonus mobili fino a 5.000 euro.

Imprese, Mezzogiorno, agricoltura e pesca

La legge di Bilancio dedica un capitolo consistente al sostegno delle attività produttive.

Per la Zona economica speciale del Mezzogiorno viene annunciato uno stanziamento di 2,4 miliardi di euro, destinato a favorire gli investimenti nelle regioni meridionali.

Sono previste inoltre agevolazioni fiscali per gli investimenti in macchinari tecnologicamente avanzati, digitalizzazione, automazione e software, comprese applicazioni legate all’intelligenza artificiale.

Nel settore agricolo il governo intende prorogare le agevolazioni fiscali e gli interventi sul costo del gasolio, oltre a destinare 160 milioni di euro al programma Agricoltura 4.0.

Per la pesca viene prospettata una stabilizzazione degli strumenti di sostegno al reddito nei periodi di sospensione dell’attività e uno stanziamento di 100 milioni nel biennio 2027-2028 per la modernizzazione dei pescherecci.

Si tratta di interventi che mirano a sostenere settori esposti all’aumento dei costi di produzione e alla concorrenza internazionale. La loro efficacia dipenderà dalla capacità di favorire investimenti produttivi, innovazione e occupazione, evitando che le agevolazioni si traducano esclusivamente in vantaggi fiscali temporanei.

Le coperture: giochi, tabacchi e nuovi equilibri fiscali

Il finanziamento della manovra passa anche attraverso un aumento del contributo richiesto ad alcuni settori economici.

Per il comparto dei giochi è previsto un incremento del prelievo sugli apparecchi da intrattenimento e un aumento degli oneri legati alla proroga delle concessioni. Secondo le stime riportate, il gettito aggiuntivo potrebbe superare i 900 milioni di euro annui nel triennio 2027-2029.

Per i tabacchi viene prospettata un’accelerazione degli aumenti delle accise già programmati, con un doppio adeguamento dei prezzi nel corso del 2027.

Le modifiche al sistema delle imposte sostitutive e agli scaglioni fiscali potrebbero inoltre incidere sulle entrate di Regioni e Comuni.

L’ampliamento delle forme di tassazione agevolata, pur potendo favorire determinate categorie di contribuenti, rischia infatti di ridurre il gettito delle addizionali locali se non accompagnato da adeguati meccanismi compensativi. È un aspetto particolarmente importante perché gli enti territoriali finanziano servizi essenziali per la popolazione.

Il Parlamento avrà tempi ristretti per modificare la manovra

Il disegno di legge arriva all’esame delle Camere con un calendario particolarmente serrato.

L’approvazione da parte del Consiglio dei ministri è avvenuta otto giorni dopo il termine ordinariamente previsto per la trasmissione del testo al Parlamento. La scadenza del 20 ottobre non è perentoria, ma il ritardo riduce il tempo disponibile per il confronto parlamentare.

Secondo il calendario ipotizzato, la commissione Bilancio della Camera dovrebbe avviare l’esame il 3 novembre, mentre dal 5 al 12 novembre si svolgerebbero le audizioni delle istituzioni, delle parti sociali e delle organizzazioni economiche.

Il termine per la presentazione degli emendamenti potrebbe essere fissato al 17 novembre. La maggioranza punta a ottenere l’approvazione della Camera prima di Natale e quella definitiva del Senato entro il 31 dicembre, per evitare il ricorso all’esercizio provvisorio.

Rimane da definire anche la dotazione finanziaria destinata agli interventi parlamentari, inizialmente ipotizzata intorno ai 300 milioni di euro, ma suscettibile di riduzione.

I tempi ristretti rischiano di limitare la possibilità di apportare modifiche sostanziali, soprattutto se il testo arriverà al Senato in una fase molto avanzata di dicembre.

(Redazione)

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