Allarme Ebola in Congo, Save the Children: “2.700 bambini contagiati, senza vaccino è una strage”

Operatori sanitari in un centro di cura nella RDC. (Fonte: Lacapitalenews.it )

La nuova epidemia nella Repubblica Democratica del Congo ha già causato quasi 5.000 morti. L’assenza di un vaccino specifico per il ceppo Bundibugyo e la fragilità delle strutture sanitarie mettono a rischio l’infanzia.


MADRID. – Un’emergenza sanitaria e umana che non accenna a fermarsi e che sta colpendo al cuore le fasce più fragili della popolazione. Nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) si consuma il dramma dell’epidemia di Ebola più grave della sua storia e la seconda più estesa mai registrata a livello globale, con oltre 10.000 persone infettate. A lanciare un accorato grido d’allarme è Save the Children, che traccia un bilancio drammatico: sono più di 2.700 i bambini contagiati dall’inizio della crisi.

I dati diffusi dall’organizzazione tratteggiano uno scenario cupo. Tra i decessi complessivi — che sfiorano quota 4.900 con un tasso di mortalità generale del 48,6% — a pagare il prezzo più alto sono i piccolissimi: tra i bambini al di sotto dei cinque anni il tasso di letalità schizza infatti ad un drammatico 72%.

Un’epidemia in rapida espansione in un contesto già devastato

Dichiarata il 15 maggio 2026 nella provincia orientale dell’Ituri, l’infezione ha mostrato una capacità di diffusione spaventosa, passando da una singola zona sanitaria a ben 66 zone distribuite in otto diverse province. Il virus sta prendendo piede in aree geografiche già provate da anni di conflitti armati, continui sfollamenti, insicurezza alimentare cronica e sistemi sanitari locali ormai ridotti al minimo.

A complicare il quadro c’è un fattore clinico determinante: non esiste attualmente un vaccino approvato specificamente contro il ceppo Bundibugyo, la variante del virus che sta alimentando questa specifica ondata. Senza uno scudo vaccinale, la lotta al virus si basa esclusivamente sulla prevenzione, sull’isolamento tempestivo, sul tracciamento dei contatti e sulla sensibilizzazione della popolazione.

L’impatto sociale: quasi duemila bambini rimasti orfani

Oltre alla minaccia diretta della malattia, l’epidemia sta sgretolando il tessuto sociale del Paese. Dall’inizio dell’emergenza si calcola che quasi due bambini al giorno abbiano perso uno o entrambi i genitori, lasciando oltre 1.900 minori senza una figura di riferimento o un caregiver.

Migliaia di giovanissimi sono stati separati dai propri cari, esclusi dalle scuole o costretti ad affrontare traumi e gravi carenze nutrizionali. “La comunità internazionale non può voltarsi dall’altra parte”, ha ammonito Greg Ramm, Direttore di Save the Children nella RDC. “Senza interventi rapidi e coordinati, ogni giorno di ritardo offre al virus nuove opportunità di diffondersi, bruciando il futuro di un’intera generazione”.

La risposta sul campo: arrivano i primi centri di assistenza

Operativa nell’area dell’Ituri fin dai primi giorni dell’emergenza, Save the Children ha finora raggiunto circa 200.000 persone con interventi di prevenzione, supporto alle strutture sanitarie e fornitura di materiali igienico-sanitari.

Per far fronte all’emergenza degli orfani e dei minori esposti al contagio, l’organizzazione sta allestendo speciali Centri di Osservazione e Assistenza. Il primo impianto aprirà a breve a Bunia, capoluogo della provincia dell’Ituri: fornirà ai bambini monitoraggio medico, supporto nutrizionale, sostegno psicologico e attività educative, offrendo un rifugio sicuro mentre il Paese cerca di arginare la tragedia.

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