Autunno caldo in Italia: in arrivo due “venerdì neri” in meno di un mese

Bus fermi durante lo sciopero dei trasporti alla stazione Termini, Roma in una foto d'archivio.
Bus fermi durante lo sciopero dei trasporti alla stazione Termini, Roma in una foto d'archivio. (ANSA/ANGELO CARCONI)

Tra fine ottobre e metà novembre scattano due scioperi generali non unitari. A rischio trasporti, scuola, sanità e servizi pubblici.


MADRID. – Superata solo in parte la complessa vertenza che ha interessato il settore dei trasporti su gomma dei Tir, l’Italia si avvia verso un autunno bollente sul fronte della protesta sociale. Nei prossimi 30 giorni il Paese sarà chiamato ad affrontare un doppio blocco dei servizi: si profilano infatti due scioperi generali, a distanza di appena tre settimane l’uno dall’altro, entrambi posizionati di venerdì ma segnati da una profonda spaccatura nel fronte sindacale.

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 30 ottobre, seguito da una seconda grande mobilitazione indetta per il 20 novembre. Due appuntamenti destinati a creare importanti disagi a cittadini, lavoratori e pendolari su tutto il territorio nazionale.

Il 30 ottobre scendono in piazza i sindacati di base: trasporti, carovita e spese militari

La prima giornata ad alta tensione sarà quella di venerdì 30 ottobre. L’USB (Unione Sindacale di Base) ha proclamato uno sciopero generale nazionale di tutte le categorie pubbliche e private. Al centro della protesta vi è il deciso aumento del costo della vita, trainato in particolare dai rincari dei carburanti e dei beni di prima necessità. Per l’occasione, l’USB promuoverà una grande manifestazione a Roma con ritrovo in mattinata a Piazza dei Cinquecento.

Parallelamente, sempre per la giornata del 30 ottobre, anche le sigle Cobas, Adl, Clap e Sial hanno indetto un blocco per il settore pubblico e privato. A differenza dell’USB, la protesta dei Cobas applicherà l’esenzione al comparto dei trasporti. Le motivazioni si concentrano sulle difficoltà economiche delle famiglie legate all’inflazione, ma introducono anche forti rivendicazioni geopolitiche contro la guerra e la destinazione delle risorse pubbliche verso il riarmo.

A complicare il quadro dei cieli e della navigazione aerea, nella stessa giornata si affiancherà un’ulteriore astensione dal lavoro di 4 ore indetta da Uiltrasporti per il personale di Enav e Techno Sky. Una mobilitazione motivata dal sindacato con “l’assenza di risposte chiare sulle vertenze aziendali aperte”.

Il 20 novembre la protesta della CGIL: Landini punta sui diritti e la scuola

A tre settimane di distanza, venerdì 20 novembre, scenderà in campo la CGIL con un proprio sciopero generale nazionale. Annunciando l’iniziativa, il segretario generale Maurizio Landini è stato perentorio: «Basta chiacchiere, è il momento del cambiamento: il lavoro deve tornare a essere un diritto reale».

La protesta, lanciata ufficialmente durante la manifestazione “La Via Maestra” a Roma, punta il dito contro le politiche economiche e sociali in atto, chiedendo maggiori tutele salariali, contrasto al precariato e investimenti sui servizi essenziali come la scuola e la sanità pubblica.

La spaccatura sindacale e il no della CISL

Anche per la data di novembre non si tratterà di uno sciopero unitario. La CISL, per bocca della segretaria Daniela Fumarola, ha espresso netta contrarietà all’iniziativa pur dichiarando di rispettare la scelta dei colleghi.

Tre le argomentazioni alla base del rifiuto della CISL:

  1. Contestazione prematura: si boccia la legge di bilancio prima ancora di averne visionato il testo definitivo;

  2. Politiche di difesa: viene criticata la contrarietà alla spesa per la difesa in un contesto geopolitico internazionale in cui altri Paesi stanno riarmando;

  3. Impatto sul sistema produttivo: la CISL ritiene inopportuna la scelta dello scontro frontale contro il sistema delle imprese in una fase in cui si sta cercando di definire insieme nuove regole di rappresentanza e relazioni industriali.

Mentre le piazze si preparano a riempirsi, il dialogo sulle regole datoriali e la contrattazione proseguirà sui tavoli di trattativa nei prossimi giorni, rendendo questo autunno uno dei più complessi degli ultimi anni per la tenuta sociale ed economica del Paese.

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