CARACAS. – Cuore oltre l’ostacolo, nervi d’acciaio e il brivido gelido dei calci di rigore. Gli ottavi di finale della Coppa Venezuela hanno scritto pagine di pura epica calcistica, regalando verdetti inattesi e un carico smisurato di adrenalina.
A Mérida, nel tempio del Metropolitano, il Caracas ha rischiato grosso contro I’Estudiantes. Sotto i colpi del vantaggio di Ronaldo Chacón, i Rojos del Ávila” hanno barcollato sull’orlo del baratro per quasi tutta la partita. Poi, a quattro minuti dal novantesimo, il lampo dellitalo-venezuelano Christian Larotonda ha squarciato il silenzio, riaprendo i giochi. Dal dischetto, la lotteria dei rigori ha premiato la freddezza della capitale.
Copione identico a San Cristóbal, dove il Táchira ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie: avanti con Gustavo Lozano, gelato al novantaduesimo dalla beffa di Moisés Fayuta, e infine trionfante dal dischetto per spezzare il sogno del Monagas.
Ma il vero brivido della competizione porta la firma dell’Anzoátegui. Soltanto pochi giorni dopo i Iramma della retrocessione in Segunda División, la squadra ha compiuto il capolavoro della stagione, estromettendo il Metropolitanos, dominatore della regular season. Un pareggio eroico nei novanta minuti e il sigillo finale dagli undici metri: il calcio sa essere crudele, ma sa anche regalare immortalità a chi non smette di lottare
Mentre il Zamora ha marciato sicuro espugnando il campo del Portuguesa, il quadro delle grandi si é completato tra sudore e trionfi dal dischetto per Academia Puerto Cabello, Deportivo La Guaira, Carabobo e UCV.
Dra lo spettacolo sale di livello. I quarti di finale promettono scintille con sfide tutte da vivere: Deportivo La Guaira contro Anzoátegui, il fascino antico di UCV – Caracas, il testa a testa Carabobo -Zamora e l’attesissimo incrocio tra Deportivo Táchira e Academia Puerto Cabello. La Coppa entra nel vivo chi alzerá il trofeo al cielo?
(Fioravante De Simone/Redazione Caracas)
