Venezuela, i vescovi chiedono un accordo nazionale e riforme democratiche urgenti


La Conferenza Episcopale raccomanda la nomina di autorità elettorali imparziali e giudiziarie indipendenti per garantire la stabilità politica e la pacificazione sociale nazionale


CARACAS – A conclusione della centoventiseiesima Assemblea Ordinaria Plenaria, la Conferenza Episcopale Venezuelana ha diffuso una dettagliata esortazione pastorale sulla situazione istituzionale del paese. I presuli hanno chiesto con fermezza la convocazione di consultazioni elettorali trasparenti, sostenute da un rinnovato Consiglio Nazionale Elettorale e da una Corte Supremo indipendente.

Durante la presentazione del documento ufficiale, monsignor Helizandro Terán ha evidenziato con preoccupazione la progressiva erosione delle garanzie democratiche e la marcata polarizzazione politica.La gerarchia ecclesiastica ha puntualizzato espressamente che “il clima politico sta aggravandosi, a causa della polarizzazione, della mancanza di istituzionalità e della restrizione delle garanzie democratiche”. Di fronte a questo scenario critico, la Chiesa caldeggia un intesa solida fondata sulla verità, sul perdono e sulla riconciliazione nazionale.

Da parte sua, il presidente dell’organismo episcopale, monsignor Jesús González de Zárate, ha esortato le forze politiche ad abbandonare qualsiasi atteggiamento di contrapposizione ideologica. L’arcivescovo ha ribadito categoricamente la necessità istituzionale di “uscire da un atteggiamento di ritorsione, di vendetta o di separazione” per favorire il dialogo costruttivo. Parallelamente, il messaggio pastorale analizza la severa crisi economica che penalizza il potere d’acquisto delle famiglie e la stabilità dei servizi pubblici essenziali. Il settore educativo affronta criticità strutturali dovute alle basse retribuzioni dei docenti, mentre la rete ospedaliera pubblica soffre la carenza di forniture mediche. Gli alti prelati hanno formalmente lamentato che le entrate derivanti dalle esportazioni petrolifere “non hanno ripercussioni sul bene comune del popolo venezuelano”.

Oltre ai temi economico-finanziari, l’episcopato ha sollecitato la scarcerazione dei prigionieri politici per motivi di opinione, accelerando i procedimenti giudiziari attualmente bloccati. I vescovi auspicano inoltre l’abrogazione delle disposizioni legislative che limitano l’azione delle organizzazioni non governative impegnate nel sostegno umanitario alle popolazioni colpite. Il tessuto sociale soffre per l’elevata inflazione e la precarietà occupazionale, elementi che impediscono a gran parte della popolazione di coprire i panieri primari.

Sul fronte della comunicazione istituzionale, la Conferenza Episcopale ha richiesto la piena tutela della libertà di stampa e il potenziamento dei presidi diocesani. L’istituzione religiosa intende rafforzare il monitoraggio e l’assistenza legale in favore delle vittime di violazioni dei diritti umani e delle rispettive famiglie. I vescovi, poi, hanno invitato la cittadinanza alla preghiera e alla cooperazione attiva in un piano organico di ricostruzione civile ed etica. Il percorso indicato mira a consolidare un quadro di stabilità, democrazia, giustizia e pacifica convivenza per il futuro della nazione sudamericana.

Redazione Caracas

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