Un’indagine di ProPublica rivela le condizioni del patto energetico che avvantaggia gli investitori americani senza obblighi chiari per il versamento delle risorse fiscali come promesse dalla Casa Bianca
CARACAS – Un’inchiesta giornalistica condotta dalla testata ProPublica rivela come l’accordo petrolifero favorisca principalmente gli interessi degli investitori finanziari privati. La strategia energetica promossa dal presidente Donald Trump è stata presentata come un’iniziativa capace di generare entrate fiscali per il Paese. Tuttavia, l’esame del testo ufficiale evidenzia l’assenza di clausole vincolanti circa il versamento effettivo delle risorse economiche preannunciate dall’amministrazione Trump.
I segretari Marco Rubio e Pete Hegseth hanno sottoscritto un contratto che attribuisce ampie garanzie strategiche al governo degli Stati Uniti. L’esecutivo americano acquisisce una quota societaria pari al trentacinque per cento nella società controllante di North American Blue Energy. La compagine industriale è guidata dal manager venezuelano Alejandro Betancourt, figura nota all’interno delle dinamiche finanziarie del settore energetico. In passato il dirigente è stato oggetto di verifiche investigative da parte delle autorità giudiziarie svizzere e spagnole per presunto riciclaggio.
Le intese commerciali consentono alle strutture americane di acquistare il venti per cento del greggio prodotto a un prezzo prestabilito. La clausola contrattuale garantisce la prelazione per la fornitura della rimanente produzione petrolifera per una durata estesa a cinquant’anni.
Nel costo concordato di trenta dollari al barile non rientrano le spese relative ai diluenti necessari al trasporto del greggio. Nell’eventualità di un’emergenza nazionale, le autorita di Washington avranno la facoltà di rilevare la totalità della produzione della compagnia. Il consiglio di amministrazione sarà composto da sette membri, la cui maggioranza relativa ed assoluta sarà costituita da cittadini statunitensi. La Casa Bianca manterrà la facoltà di designare un proprio osservatore ufficiale, il quale parteciperà alle sedute senza diritto di voto.
La configurazione giuridica dell’intesa rende oltremodo complessa un’eventuale modifica o cancellazione del contratto da parte dei futuri governi. La permanenza di Betancourt alla guida dell’azienda sarà garantita, salvo una delibera contraria espressa da cinque membri del consiglio.
La registrazione della holding presso la giurisdizione delle Barbados limita la trasparenza circa la reale identità di investitori e proprietari. Nel testo normativo non si prevede la presenza di rappresentanti delle istituzioni venezuelane all’interno dell’organo di gestione della società. Eventuali controversie di natura legale saranno deferite alla competenza esclusiva del tribunale federale del Texas in base alla legge americana.
Durante una recente intervista, Rubio ha definito l’impresa come “la maggior impresa petroliera privata venezuelana con capacità di aumentare la produzione”. Il segretario di Stato ha ribadito che la società “potrá aumentare la produzione e realizzare pagamenti a un futuro Governo electo del Venezuela”.
La supervisione dei flussi finanziari derivanti dalle vendite del materiale estrattivo sarà affidata alle procedure di revisione della società KPMG. I vertici aziendali sostengono che l’operazione stimolerà gli investimenti privati, apportando un beneficio economico diretto a entrambi i paesi coinvolti. I rilievi di ProPublica confermano l’assenza di garanzie formali idonee ad assicurare i duecento miliardi di dollari promessi inizialmente.
Redazione Caracas
