L’ex deputato Americo De Grazia promuove un’iniziativa parlamentare a Roma per denunciare le violazioni dei diritti umani e la devastazione ambientale in Venezuela
CARACAS – Il leader di “Guayana Libre”, Americo De Grazia, ha depositato al Senato italiano un dettagliato rapporto sui prigionieri politici italo-venezuelani di cui in Italia, dopo la liberazione del giovane cooperante Alberto Trentini, si parla assai poco. L’ex parlamentare ha reso nota l’iniziativa attraverso una serie di aggiornamenti diffusi sul proprio profilo della piattaforma X.

La delegazione ha raccolto le testimonianze dirette di sedici nuclei familiari colpiti dai provvedimenti di detenzione arbitraria disposti dalle autorità di Caracas. L’obiettivo primario dell’azione diplomatica rimane la scarcerazione immediata di trecentoventidue cittadini attualmente privati della libertà dal regime “chavista”.
Durante i colloqui istituzionali a Palazzo Madama, la rappresentanza ha incontrato diversi parlamentari, tra cui la senatrice Stefania Craxi. L’esponente politica aveva già svolto un ruolo attivo nel facilitare la precedente liberazione dello stesso esponente dell’opposizione venezuelana.
“Americo De Grazia, ex parlamentare italo-venezuelano ed esponente dell’opposizione – ha scritto la senatrice sul suo Facebook -, ha trascorso oltre un anno all’Helicoide, a Caracas. È tornato libero il 24 agosto 2025, grazie anche all’impegno della Farnesina. Ho potuto abbracciarlo subito dopo la scarcerazione. E oggi, di nuovo assieme in un gesto semplice, il pensiero va a chi è ancora detenuto e alle famiglie che aspettano di poter vivere questo stesso momento. Nessuno deve perdere la libertà per le proprie idee. E ciascuno di noi ha il dovere di difenderla, ovunque venga negata. Perché non esiste una libertà lontana che non ci riguardi”.
Su X, De Grazia ha confermato il contenuto dei colloqui:
“Abbiamo presentato il rapporto su ciascuno dei sedici casi documentati in modo sostenibile”.
Alle riunioni ufficiali hanno partecipato direttamente i congiunti dei detenuti per testimoniare la gravità delle singole posizioni processuali.
La Rete degli Ex Prigionieri Politici del Venezuela sta svolgendo un itinerario umanitario ed ecologico attraverso diversi paesi del continente europeo. L’iniziativa intende denunciare sia la repressione contro i dissidenti, sia il grave degrado ambientale registrato nel settore meridionale dello stato Bolívar.
Gli ultimi dati diffusi dall’organizzazione Foro Penal indicano la presenza di 322 detenuti politici, di cui 308 uomini e 14 donne. Le rilevazioni mostrano inoltre come tra i prigionieri figurino almeno quaranta cittadini di nazionalità straniera o con doppio passaporto.
Redazione Caracas
