I dati Aci-Istat scattano la fotografia delle strade italiane: calano i decessi complessivi e le vittime tra i pedoni, ma cresce la incidentalità. Allarme per le bici elettriche (+50% di morti) e forte divario tra Nord e Sud.
MADRID. – Un quadro a due facce, fatto di luci ma anche di profonde ombre, quello delineato dai dati ufficiali Aci-Istat sugli incidenti stradali in Italia. Nel corso dell’anno si sono registrati 177.207 incidenti con lesioni a persone, segnando un incremento del 2,2% rispetto all’anno precedente. Cresce anche il numero dei feriti, arrivati a 237.822 (+1,7%).
L’unica nota positiva riguarda il bilancio delle vittime totali: le persone che hanno perso la vita sulle strade italiane sono state 2.868, con un calo del 5,3%. Un trend di riduzione che attesta un calo del 9,6% rispetto all’anno di riferimento 2019 (quando i morti furono 3.173), ma che risulta ancora distante dal traguardo stabilito dall’Unione Europea di dimezzare entro il 2030 i decessi e i feriti gravi sul nastro d’asfalto.
La mappa del rischio: sette province virtuose, maglia nera a Nuoro e Sud Sardegna
L’aggiornamento Aci-Istat analizza nel dettaglio l’andamento del fenomeno a livello provinciale, rivelando una penisola spaccata a metà. Su 107 province italiane, 41 hanno registrato un incremento delle vittime rispetto al 2019, mentre 57 evidenziano un miglioramento e nove si mantengono stabili.
Sono già sette le realtà territoriali che sono riuscite a centrare in anticipo l’obiettivo europeo di dimezzamento dei decessi: si tratta delle province di Prato, Fermo, Crotone, Vercelli, Vibo Valentia, Isernia e Siena. Al contrario, gli aumenti percentuali più netti rispetto al quinquennio precedente sono stati rilevati in Valle d’Aosta, a Oristano e nella provincia di Barletta-Andria-Trani.
A livello regionale, la Sicilia maglia nera per l’aumento delle vittime rispetto al 2019 (+33 decessi, trainata dal dato di Palermo che ne registra 20 in più). Le flessioni più marcate si osservano invece in Puglia (-51 morti), Lombardia (-36) e Umbria (-26).
Particolarmente indicativo è l’indice di mortalità (rapporto tra decessi e ogni mille incidenti), la cui media nazionale si attesta a 16,2. In 12 province questo valore supera di oltre il doppio la media italiana: i picchi più drammatici si toccano a Nuoro (52,8), nel Sud Sardegna (51,7) e a Benevento (50,2). Le strade risultano invece statisticamente meno letali (meno di 10 vittime ogni mille sinistri) nei grandi centri urbani e nell’area lombardo-ligure, come Milano, Monza e Brianza, Genova, Varese, Prato e Rimini.
Utenti vulnerabili: giù i pedoni, ma è strage di ciclisti ed e-bike
Un capitolo a parte merita l’analisi della sicurezza per chi si muove a piedi o su mezzi di mobilità dolce e micro-mobilità. I dati mostrano dinamiche fortemente divergenti tra le varie categorie di utenti vulnerabili:
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Pedoni: Nel corso dell’anno sono stati 419 i pedoni travolti e uccisi, con una diminuzione del 10,9% su base annua. La provincia di Roma detiene il primato per numero assoluto di decessi (48), pur mostrando un calo del 26,2%. Seguono Milano (18), Torino (16) e Napoli (15).
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Ciclisti ed E-Bike: Forte impennata per i tragici incidenti che coinvolgono le biciclette. I ciclisti deceduti sono stati 228 (+23,2%). A preoccupare è soprattutto il dato relativo alle biciclette elettriche: 30 vittime, con un drammatico incremento del 50% rispetto all’anno precedente. La provincia di Roma guida la classifica dei decessi in bici (14), seguita da Modena (9) e Latina (8).
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Monopattini elettrici: I conducenti e passeggeri di monopattini che hanno perso la vita sono stati 25 (+8,7%). I casi più numerosi si registrano nelle province di Roma e Torino (3 morti ciascuna), seguiti da Milano, Caltanissetta e Messina (2 per provincia).
Questi numeri confermano la necessità prioritaria di interventi infrastrutturali mirati nelle città e lungo le grandi arterie, volti a proteggere le fasce di utenti più esposte e a garantire una convivenza più sicura tra il traffico veicolare e la nuova mobilità sostenibile.
