Serata da incubo per le due rappresentanti tricolori: i nerazzurri crollano 4-3 a San Siro contro il Bruges sotto i colpi di Tresoldi, gli azzurri si illudono con Rrahmani ma vengono travolti 3-1 in Spagna dal Villarreal.
MADRID. – Una notte europea da cancellare che lascia in dote soltanto rimpianti, polvere e zero punti in classifica. La seconda giornata della fase a gironi di Champions League si trasforma in un autentico incubo per il calcio italiano: l’Inter cade clamorosamente a San Siro contro il Bruges in un pirotecnico 4-3, mentre il Napoli cede 3-1 sul campo del Villarreal dopo essere andato in vantaggio. Entrambe le formazioni rimangono bloccate a quota zero punti dopo due partite, rendendo il cammino verso la qualificazione un’impegnativa salita.
San Siro da incubo: l’Inter affonda 4-3 con il Bruges, non basta Lautaro
Serviva una vittoria per riscattare l’esordio e ritrovare certezze, invece per l’Inter di Cristian Chivu la sfida casalinga contro il Bruges si è trasformata in una trappola mortale. Una partita folle, spettacolare ma da incubo per il popolo nerazzurro, caratterizzata da continui ribaltamenti di fronte e, soprattutto, da un’incredibile serie di sbandate difensive.
L’uomo della serata è l’italo-tedesco Nicolò Tresoldi, autore di una straordinaria tripletta che ha messo a nudo la fragilità della retroguardia milanese. È proprio Tresoldi ad aprire le marcature al 30’ trasformando un rigore concesso per fallo di Calhanoglu su Forbs. L’Inter reagisce e trova il pari poco prima dell’intervallo grazie a una bellissima combinazione: tacco illuminante di Dimarco e perno vincente di Lautaro Martinez.
Nella ripresa, però, i nerazzurri crollano. Al 63′ un’uscita scellerata del portiere Josep Martinez spalanca la porta a Tresoldi per il 2-1, e lo stesso attaccante cala il tris al 74′ ribadendo in rete una respinta corta. L’orgoglio del Capitano, Lautaro Martinez, riapre i giochi con la doppietta personale all’81’, ma all’87’ Vermant sfrutta l’ennesimo sbilanciamento difensivo per firmare il 4-2. Il gran gol nel finale del neoentrato Bonny rende solo meno amaro il punteggio: il 4-3 finale premia un Bruges cinico e organizzato.
Illusione e crollo a Villarreal: il Napoli regala e soccombe 3-1
Non va certo meglio al Napoli di Massimiliano Allegri, battezzato negativamente anche nella prima trasferta europea. Allo stadio de la Ceramica, gli azzurri incassano il secondo ko consecutivo dopo quello interno con l’Arsenal, pagando a carissimo prezzo tre minuti di pura follia a metà del primo tempo.
L’avvio dei partenopei era stato promettente: all’8′ Amir Rrahmani risolve una mischia ribadendo in rete un suo colpo di testa finito sulla traversa. Al 22′ Hojlund va ad un passo dal raddoppio, stampando un’incornata sull’incrocio dei pali. Ma proprio nel momento migliore del Napoli, la luce si spegne. Al 25′ un azzardato retropassaggio di Politano viene intercettato da Mikautadze, che salta Milinkovic-Savic e deposita in rete l’1-1. Passano appena 120 secondi e Mouriño completa il sorpasso sottomarina con una gran conclusione dalla distanza.
Nel secondo tempo le mosse dalla panchina di Allegri — con gli ingressi di Neres, Lang, Spinazzola e Lucca — non riescono a dare il ritmo necessario per scalfire il blocco spagnolo. Il Villarreal controlla senza troppi affanni e all’86’ piazza la stoccata finale in contropiede con Oluwaseyi per il 3-1 definitivo.
Il commento: difese colabrodo e classifica rossa
Se due indizi fanno una prova, la situazione attuale di Inter e Napoli in campo europeo merita un’attenta riflessione. Entrambe le squadre pagano una preoccupante vulnerabilità difensiva e un’evidente incapacità di gestire i momenti chiave del match. L’Inter, apparsa priva di equilibrio e troppo esposta ai contropiedi avversari, si ritrova punita da singoli episodi gravissimi. Il Napoli, dal canto suo, ha mostrato una fragilità psicologica disarmante: subìto l’1-1 su infortunio singolo, è letteralmente uscito dal campo concedendo il raddoppio in un amen.
Con zero punti dopo 180 minuti, la strada verso la fase a eliminazione diretta si fa già tremendamente in salita. Per Chivu e Allegri servirà un immediato cambio di marcia, tattico e mentale, prima che il ritardo accumulato diventi incolmabile.
