Sicurezza europea, Hayer: “L’Europa deve prendere sul serio i sabotaggi russi”

(Immagine generata da intelligenza artificiale a scopo illustrativo)

La priorità per i Paesi europei è duplice: rafforzare la capacità di difesa e mantenere l’unità dell’Alleanza, evitando che le provocazioni e le azioni clandestine producano divisioni tra i suoi membri


MADRID. – Sul fronte europeo, la necessità di rafforzare la difesa è stata ribadita anche da Valérie Hayer, presidente del gruppo liberale Renew Europe al Parlamento europeo. In un’intervista a La Stampa, l’eurodeputata francese ha invitato i governi a considerare sabotaggi, droni e attacchi informatici come una minaccia concreta alla sicurezza dell’Unione.

Hayer sostiene la creazione di una vera Unione europea della difesa e il rafforzamento del pilastro europeo all’interno della Nato, anche attraverso una maggiore collaborazione con il Regno Unito. La sua posizione riflette la preoccupazione che l’Europa debba essere in grado di garantire una maggiore autonomia strategica, senza dipendere interamente dalle decisioni di Washington.

L’eurodeputata ha inoltre criticato l’allentamento delle sanzioni statunitensi sul diesel russo, sostenendo che le entrate derivanti dalle esportazioni energetiche contribuiscono a finanziare la guerra di Mosca contro l’Ucraina.

Da qui l’appello a mantenere la pressione economica sulla Russia, contrastare la flotta ombra utilizzata per aggirare le restrizioni e proseguire il sostegno militare e politico a Kiev. «Il nostro sostegno all’Ucraina e al presidente Zelensky è incrollabile», ha dichiarato Hayer, sottolineando che la scelta del presidente ucraino spetta ai cittadini del Paese.

La Polonia chiede la chiusura dei consolati russi

Una linea ancora più dura è stata proposta dal ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, che ha invitato gli altri Stati dell’Unione europea a chiudere i consolati russi ancora presenti nei rispettivi territori.

In un’intervista al Financial Times, Sikorski ha indicato queste rappresentanze come un possibile strumento attraverso il quale Mosca potrebbe condurre attività ostili. Varsavia ha già disposto la chiusura dei consolati russi di Poznan, Cracovia e Danzica tra il 2024 e il 2025, in un progressivo deterioramento delle relazioni bilaterali.

Il ministro ha inoltre proposto di limitare il rilascio dei visti turistici ai cittadini russi e di rendere obbligatorio il passaporto biometrico, per ostacolare eventuali agenti che viaggino sotto falsa identità.

Si tratta di misure che, se adottate su scala europea, avrebbero conseguenze diplomatiche e sulla mobilità dei cittadini russi. La loro eventuale applicazione richiederebbe un confronto tra i governi dell’Ue, chiamati a conciliare le esigenze di sicurezza con le regole comuni in materia di visti e relazioni consolari.

La sfida è difendere l’Europa senza alimentare l’escalation

La presentazione della «teoria della vittoria» a Varsavia segna un passaggio importante nella strategia di comunicazione e deterrenza della Nato. Il messaggio di Grynkewich è che un eventuale attacco al territorio alleato non potrebbe ottenere i risultati sperati e incontrerebbe una risposta coordinata.

Il generale ha sintetizzato la strategia in tre obiettivi: bloccare l’attacco iniziale, impedirne la prosecuzione e, se necessario, neutralizzare le capacità militari che lo sostengono. La finalità dichiarata è impedire a un aggressore di conquistare e mantenere territori appartenenti all’Alleanza, non perseguire un obiettivo di conquista nei confronti della Russia.

Resta aperta la questione di come rispondere alle operazioni ibride, per le quali non sempre è possibile individuare immediatamente i responsabili o stabilire il livello di coinvolgimento di uno Stato. La risposta richiede non soltanto strumenti militari, ma anche cooperazione tra servizi di intelligence, protezione delle infrastrutture, sicurezza informatica e coordinamento politico.

La priorità per i Paesi europei è quindi duplice: rafforzare la capacità di difesa e mantenere l’unità dell’Alleanza, evitando che le provocazioni e le azioni clandestine producano divisioni tra i suoi membri. In questo equilibrio tra fermezza e prudenza si gioca una parte importante della sicurezza europea nei prossimi anni.

Lascia un commento