Amarcord: Il fuoco dell’amicizia, 33 anni fa la magia dei Giochi FEDECIV a Barinas

Nella foto: Marcella Campagnaro, Domingo Alesi e Giorgio Barbacetto. (Foto cortesia)

CARACAS. – Ci sono momenti che restano scolpiti per sempre nel cuore e nella memoria della nostra comunità italo-venezuelana. Trentatré anni fa, dall’8 al 12 ottobre 1993, la “Mini Olimpiade” della nostra collettività scriveva una delle sue pagine più emozionanti e indimenticabili.

Per la prima volta nella storia, la fiamma olimpica ideata con visione e passione da Giuseppe Sanó illuminava i viali del Club Ítalo Venezolano di Barinas. Dopo le storiche tappe a Maracay (1985 e 1986), Valencia (1987), Barquisimeto (1991) e Maracaibo (1991), la “Ciudad Marquesa” aprì le sue braccia con orgoglio per ospitare la sesta edizione dei Giochi FEDECIV.

Sotto la guida del presidente della FEDECIV Angelo Ragone e del presidente del club di Barinas Luigi Lovelli, la struttura si trasformò nel teatro dei sogni di ben 1.213 atleti. In rappresentanza di 21 club arrivati da ogni angolo del Paese, i partecipanti si sfidarono con lealtà, rispetto e passione in 13 diverse discipline sportive, celebrando quell’unione perfetta tra le radici italiane e la terra venezuelana.

Tra abbracci, sudore e un entusiasmo travolgente, il CIV di Barinas firmò la pagina più gloriosa della sua storia sportiva, conquistando un indimenticabile primo posto nel podio finale, davanti al CIV di Barquisimeto (secondo) e al CIV de Guayana (terzo). Un’impresa leggendaria, poi sfiorata di nuovo nel 2015 con un magnifico terzo posto nel torneo condiviso tra Barinas, Maracay e Caracas.

A distanza di oltre tre decenni, quell’ottobre del 1993 risuona ancora come un inno alla fraternità, alla tradizione e al valore dello sport: una scintilla di nostalgia e orgoglio che continua a far battere forte il cuore della nostra comunità.

(di Fioravante De Simone / redazione Caracas)

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