Spagna in piazza: l’11 novembre sciopero generale contro il caro affitti a ridosso del voto

La protesta continua nella centrica Puerta del Sol di Madrid: oltre 500 tende per manifestare contro gli sfratti, l'incremento degli affitti e i fondi d'investimento

Le organizzazioni sindacali UGT e CCOO indicono ventiquattro ore di astensione dal lavoro per pretendere retribuzioni adeguate ai costi crescenti delle abitazioni


MADRID – La data prescelta, l’11 novembre,  rappresenta il vero snodo politico e strategico. Non è un semplice dettaglio organizzativo, ma il fulcro di un’azione coordinata di forte impatto istituzionale. Fissare la protesta all’11 novembre significa collocarla esattamente diciotto giorni prima delle elezioni generali anticipate del 29 novembre e a soli due giorni dall’avvio ufficiale della campagna elettorale. Questa collocazione temporale trasforma la giornata in un passaggio cruciale, pensato per condizionare l’agenda politica e mettere al centro del dibattito nazionale il tema del potere d’acquisto e del diritto all’abitazione.

L’aggravarsi della crisi immobiliare sta generando marcate tensioni sociali e politiche sull’intero territorio della penisola. La drammatica impennata dei costi d’affitto ha spinto le principali confederazioni sindacali a promuovere una risposta unitaria incisiva. Le sigle UGT e CCOO hanno infatti ufficializzato la proclamazione dello sciopero generale: l’astensione dal lavoro si terrà mercoledì undici novembre e coinvolgerà i lavoratori di tutti i settori produttivi nazionali.

La rivendicazione centrale riguarda l’adeguamento delle retribuzioni rispetto al costo della vita e la garanzia di alloggi dignitosi. L’appuntamento assume un rilievo politico straordinario poiché precederà di appena diciotto giorni lo svolgimento delle elezioni generali anticipate. Il profondo disagio della popolazione, esasperata dai prezzi insostenibili del mercato immobiliare, sta trovando ampia espressione nelle piazze. L’incapacità dei giovani di accedere autonomamente ad appartamenti decorosi alimenta un malcontento diffuso in tutte le aree metropolitane.

Le manifestazioni di protesta si sono già concretizzate nel cuore finanziario e politico della capitale spagnola. Numerosi attivisti hanno allestito un accampamento permanente presso la centrale Puerta del Sol a Madrid. Pepe Álvarez, segretario generale della UGT, ha espresso piena convergenza con le istanze sollevate dai movimenti cittadini durante un’intervista televisiva. Le sue parole confermano la volontà di strutturare una piattaforma rivendicativa comune per sostenere le famiglie lavoratrici in difficoltà economica.

“Ci uniremo al giorno 11, proprio come tutti questi collettivi ci hanno chiesto con l’indizione di uno sciopero generale. (…)  – ha etto Álvarez –. Abbiamo la data chiusa con CCOO e questo pomeriggio finiremo di definirla con i sindacati degli inquilini e il resto delle organizzazioni sindacali che vogliono essere presenti».

La scelta della data della mobilitazione è scaturita dalle consultazioni dirette svolte con i giovani accampati nella piazza madrilena. Il vertice sindacale ritiene doveroso saldare le vertenze dei salariati con le lotte condotte dalle associazioni degli inquilini. Tale convergenza mira a costruire un fronte di pressione compatto ed efficace nei confronti delle istituzioni e delle rappresentanze imprenditoriali.

A questo proposito, Álvarez ha sottolineato con determinazione l’importanza dell’iniziativa in corso:

“Credo sinceramente che il sindacalismo non possa non salutare questo movimento, unirsi e vedere se tutti insieme possiamo fare più forza di quella che siamo stati capaci di trasmettere fino ad ora”.

Di contro, i rappresentanti degli imprenditori sollevano forti perplessità riguardo alla legittimità giuridica e alle reali motivazioni della protesta. La patronale sostiene che l’iniziativa persegua finalità prettamente politiche, finalizzate a condizionare l’imminente campagna elettorale per il rinnovo del parlamento.

Di fronte a tali accuse, il segretario della UGT ha replicato per ribadire la piena regolarità della convocazione:

“Non è uno sciopero illegale, prima di tutto perché la casa e gli stipendi hanno una relazione diretta. Non possiamo pensare che nella vita tutto avvenga nell’ambito della negoziazione nelle aziende. Anzi, anche loro dovrebbero essere uniti a questo movimento”.

Si tratta di un evento di portata storica per il Paese, non essendosi verificate astensioni generali di simile ampiezza dal 2012. All’epoca, le manifestazioni intendevano contrastare le severe politiche di austerità economica adottate per fronteggiare la grande crisi finanziaria. L’attuale contesa verte sulla necessità primaria di riformare le politiche abitative e garantire l’equità sociale a tutti i cittadini.

Il presidente del governo Pedro Sánchez è intervenuto nella discussione pubblica difendendo le prerogative costituzionali dei lavoratori e dei sindacati. Il capo dell’esecutivo ha ribadito che il diritto di sciopero costituisce un presidio fondamentale della democrazia da rispettare sempre. Gli sviluppi delle prossime settimane determineranno se la mobilitazione riuscirà a favorire l’incremento delle retribuzioni e il raffreddamento dei canoni locativi.

Redazione Madrid

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