Il Segretario generale Giorgio Silli al vertice regionale sull’intelligence di frontiera. Al centro dei lavori lo scambio sicuro di informazioni e il rafforzamento della cooperazione contro il crimine transnazionale
CARACAS. – Rafforzare la cooperazione tra i Paesi del Mercosur nella sicurezza e nella gestione integrata delle frontiere, attraverso uno scambio più rapido e sicuro delle informazioni. È stato questo l’obiettivo dell’incontro regionale “El intercambio de la información para la creación de la inteligencia fronteriza”, che si è svolto a Montevideo, nell’ambito della Presidenza Pro Tempore dell’Uruguay.
All’iniziativa ha partecipato anche l’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (IILA), con il Segretario generale Giorgio Silli, nel quadro delle attività del programma EUROFRONT, finanziato dall’Unione europea e realizzato congiuntamente da IILA e FIAP. L’incontro si è svolto presso l’Edificio Mercosur della capitale uruguaiana e ha riunito rappresentanti delle istituzioni responsabili della sicurezza, delle migrazioni, delle dogane e degli affari esteri.
Il ruolo dello scambio di informazioni
Nel corso dell’apertura dei lavori, Silli ha sottolineato l’importanza del vertice come spazio di dialogo, fiducia e cooperazione tra Paesi chiamati ad affrontare fenomeni criminali che, sempre più spesso, superano i confini nazionali.
Al centro dell’intervento del Segretario generale dell’IILA è stato posto il Sistema de Intercambio de Información de Seguridad del Mercosur (SISME), considerato uno strumento strategico per migliorare la condivisione delle informazioni e la cooperazione operativa tra le autorità dei Paesi membri e associati.
L’obiettivo è quello di consentire alle istituzioni competenti di disporre di informazioni più tempestive e affidabili, nel rispetto delle norme sulla protezione dei dati, per affrontare con maggiore efficacia fenomeni come il crimine organizzato transnazionale, il traffico di droga, la tratta di persone e altre forme di criminalità che sfruttano la dimensione internazionale delle frontiere.
La proposta dell’Uruguay per le frontiere
Durante i lavori, il ministro dell’Interno uruguaiano Carlos Negro ha illustrato la proposta di rafforzare la cooperazione attraverso la creazione e lo sviluppo di unità binazionali di coordinamento di polizia e migratorio nelle zone di frontiera.
L’idea è quella di creare spazi operativi condivisi nei quali le autorità dei Paesi confinanti possano coordinare informazioni, decisioni e risposte in tempo reale di fronte a episodi che possono avere ripercussioni su entrambi i lati della frontiera.
Secondo la proposta uruguaiana, queste unità non comporterebbero la creazione di una forza sovranazionale né il trasferimento delle competenze degli Stati. Ogni Paese manterrebbe infatti la propria giurisdizione e la propria catena di comando, mentre la cooperazione consentirebbe di migliorare il coordinamento operativo.
L’iniziativa potrebbe inoltre essere collegata ai meccanismi regionali già esistenti, permettendo alle informazioni relative a rischi e allerte di circolare non soltanto tra due Paesi confinanti, ma anche tra altri punti di frontiera del Mercosur.
Il SISME verso un rafforzamento
La modernizzazione del Sistema di Intercambio de Información de Seguridad (SISME) è stata indicata dall’Uruguay come una delle priorità della propria Presidenza Pro Tempore del Mercosur.
Al termine dell’incontro, la sottosegretaria agli Affari Esteri uruguaiana Valeria Csukasi ha sottolineato i progressi compiuti nell’aggiornamento del sistema, che da circa dieci anni costituisce uno degli strumenti regionali per la condivisione di informazioni di sicurezza tra i Paesi membri e associati.
Tra i risultati delle giornate di lavoro figurano l’elaborazione di un regolamento aggiornato del SISME, l’analisi di proposte per garantire l’interoperabilità sicura tra gli organismi statali e l’ampliamento delle tematiche e dei Paesi coinvolti nel sistema.
La cooperazione regionale si inserisce così in una strategia più ampia per rafforzare la capacità degli Stati di prevenire e contrastare fenomeni criminali che non possono essere affrontati efficacemente attraverso iniziative esclusivamente nazionali.
Il contributo di EUROFRONT e dell’IILA
Nel corso del vertice, Silli ha richiamato anche il lavoro svolto dall’IILA attraverso EUROFRONT, programma di cooperazione tra Unione europea e America Latina dedicato al rafforzamento della gestione integrata delle frontiere.
Il programma sostiene iniziative rivolte alla cooperazione giudiziaria e di polizia, alla gestione delle frontiere e al contrasto alla tratta di persone e al traffico illecito di migranti. L’IILA svolge un ruolo nella componente dedicata all’armonizzazione dei quadri normativi e alla cooperazione giudiziaria e di polizia.
Il Segretario generale ha collegato l’esperienza del Mercosur a quella sviluppata nella Comunità Andina, dove EUROFRONT ha recentemente contribuito alla definizione del regolamento del Banco Andino de Datos (BAD).
Il 24 settembre è stata infatti adottata la Risoluzione n. 2639, che formalizza il regolamento del BAD, destinato a favorire lo scambio sicuro di informazioni migratorie e di sicurezza tra Bolivia, Colombia, Ecuador e Perù. Il sistema prevede la condivisione di informazioni biografiche e biometriche e di segnalazioni migratorie e di sicurezza, secondo criteri di interoperabilità, protezione dei dati, controllo degli accessi e tracciabilità.
Cooperazione Italia-Uruguay su più fronti
La presenza di Silli a Montevideo non si è limitata ai lavori del vertice. A margine dell’incontro, il Segretario generale dell’IILA ha avuto una serie di incontri bilaterali con importanti esponenti del governo uruguaiano.
Tra gli interlocutori figurano il ministro dell’Interno Carlos Negro, il ministro degli Affari Esteri Mario Lubetkin, il ministro dell’Agricoltura Alfredo Fratti e il Prosecretario della Presidenza della Repubblica Jorge Díaz.
I colloqui hanno confermato, secondo l’IILA, la dimensione ampia della cooperazione con l’Uruguay, che comprende non soltanto sicurezza e giustizia, ma anche economia, coesione sociale, transizione energetica, ricerca scientifica e cultura.
Un’agenda che guarda oltre le frontiere
Il vertice di Montevideo ha quindi messo in evidenza una delle principali sfide per i Paesi sudamericani: rendere più efficace la cooperazione tra istituzioni che operano su frontiere attraversate quotidianamente da persone e merci, ma che possono essere utilizzate anche dalle organizzazioni criminali transnazionali.
Per il Mercosur, il rafforzamento del SISME e l’ipotesi di unità binazionali di coordinamento rappresentano strumenti per rendere più tempestivo lo scambio delle informazioni e migliorare il coordinamento tra le autorità.
Per l’IILA e l’EUROFRONT, l’esperienza maturata in diversi Paesi latinoamericani costituisce invece un’occasione per mettere in comune competenze e modelli di cooperazione. Il recente sviluppo del Banco Andino de Datos dimostra, in questo senso, come la condivisione sicura delle informazioni possa diventare uno degli strumenti centrali della cooperazione regionale.
L’obiettivo finale resta quello di costruire frontiere più sicure e meglio coordinate, senza rinunciare alla cooperazione tra gli Stati e alla tutela dei diritti fondamentali.
(Redazione)
