Stangata d’autunno per le famiglie: l’inflazione torna a correre e balza al 4,2%


L’aumento dei costi delle materie prime energetiche condiziona le prospettive economiche dei prossimi mesi e minaccia il potere d’acquisto dei cittadini. L’inflazione di fondo mostra una dinamica decisamente più contenuta


MADRID – Le prospettive economiche per i nuclei familiari si preannunciano complesse a causa di una nuova fase di rincari diffusi sul mercato. La dinamica dei prezzi al consumo evidenzia una ripresa della spinta inflazionistica, sostenuta principalmente dal comparto energetico e dai beni di prima necessità. Tale tendenza rischia di incidere sui bilanci domestici proprio con l’inizio della stagione autunnale.

Le ultime rilevazioni preliminari diffuse dall’Istituto Nazionale di Statistica indicano una sensibile accelerazione dell’indice dei prezzi al consumo nel mese di settembre. L’inflazione su base annua ha raggiunto il 4,2%, rispetto al 3,3% registrato nel corso del mese precedente. L’incremento su base congiunturale, ovvero rispetto ad agosto, si è attestato allo 0,7%. Per riscontrare un valore annuale superiore occorre risalire ai dati pubblicati nel medesimo periodo del 2023. La spinta principale deriva dall’andamento dei beni energetici, sia della componente regolamentata sia di quella libera. Il comparto ha mostrato un incremento tendenziale pari al 22,3%, rispetto al +17,1% rilevato ad agosto.

L’origine di questa dinamica risiede nelle prolungate tensioni geopolitiche che continuano a interessare la regione del Medio Oriente. Tali criticità hanno determinato un rilevante rialzo delle quotazioni internazionali del greggio nel corso delle ultime settimane. La quotazione del petrolio Brent ha sfiorato la soglia dei 108,83 dollari al barile verso la fine del mese. La trasmissione delle quotazioni dei beni primari ai prezzi finali al dettaglio avviene tuttavia con tempistiche differite.

Anche il settore dei beni alimentari presenta un quadro articolato con dinamiche differenti tra prodotti lavorati e materie prime fresche. L’inflazione del comparto alimentare è salita all’1,8% annuo, spinta dal rialzo dei prodotti non lavorati, cresciuti del 5,5%. I beni alimentari lavorati hanno invece evidenziato una lieve contrazione dello 0,3% rispetto al mese precedente.

L’impatto economico appare evidente analizzando l’andamento del cosiddetto “carrello della spesa”, comprensivo dei beni ad alta frequenza d’acquisto. Tale indicatore include i prodotti destinati all’alimentazione quotidiana e alla cura della casa e della persona. La crescita annuale è passata dallo 0,9% all’1,7%, confermando una pressione costante sulle spese correnti. L’indice riferito ai prodotti acquistati con maggiore frequenza ha registrato un’accelerazione sensibile, passando dal 4,3% al 5,3%. È proprio questo fattore a determinare la percezione di un appesantimento generalizzato del costo della vita.

La lettura “dell’inflazione di fondo”, depurata dai beni energetici e dagli alimentari freschi, mostra un’evoluzione più contenuta. L’indicatore si è attestato all’1,7%, confermando come le tensioni siano concentrate in ambiti specifici del paniere. La variabilità del quadro complessivo rimane tuttavia strettamente legata alla potenziale evoluzione dei prezzi delle risorse energetiche.

Le prospettive per i prossimi mesi appaiono fortemente subordinate all’andamento dei mercati internazionali del petrolio e del gas naturale. Le analisi degli esperti sottolineano l’importanza cruciale del settore energetico nell’evoluzione futura dell’indice generale dei prezzi.  L’imminente stagione invernale potrebbe amplificare tale dinamica a causa della crescente domanda globale di gas per il riscaldamento.

Il differenziale tra la crescita dei prezzi dei beni e quella dei servizi continua intanto ad allargarsi in modo evidente. I beni materiali registrano incrementi marcati, mentre i servizi relativi ai trasporti mostrano un calo congiunturale del 2,5%. Il quadro economico richiede dunque un’attenta gestione delle risorse da parte delle famiglie per fronteggiare i rincari previsti.

Redazione

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