La presidente della Bce vede una crescita solida nel secondo trimestre e ritiene che la dinamica sia proseguita anche nel terzo. Bene manifattura, consumi e mercato del lavoro. L’intelligenza artificiale sostiene investimenti e servizi
MADRID. – L’economia dell’area euro sta mostrando una capacità di tenuta superiore alle attese nonostante gli effetti dello shock energetico. È il quadro delineato dalla presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, durante l’audizione del 28 settembre davanti alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo.
«Nonostante i venti contrari a causa dello shock energetico, l’economia dell’area euro si è dimostrata resiliente con una crescita del Pil solida nel secondo trimestre», ha affermato Lagarde. Secondo la presidente della Bce, la crescita è stata diffusa tra la maggior parte dei Paesi e dei settori e questa dinamica dovrebbe essere proseguita anche nel terzo trimestre.
Manifattura e servizi sostengono l’economia
Tra gli elementi positivi indicati da Lagarde c’è innanzitutto l’andamento del settore manifatturiero, che continua a mostrare una dinamica solida, sostenuto anche dalla maggiore spesa pubblica in difesa e infrastrutture.
Anche la fiducia dei consumatori ha recuperato rispetto ai livelli più bassi registrati in primavera. Il miglioramento della fiducia sta contribuendo alla ripresa dei servizi, che erano stati particolarmente colpiti dall’impatto iniziale dello shock energetico.
Secondo la presidente della Bce, inoltre, una parte crescente dell’attività legata all’intelligenza artificiale è già visibile nei servizi digitali, negli investimenti delle imprese e nelle esportazioni.
La BCE considera proprio gli investimenti legati all’intelligenza artificiale uno degli elementi che possono sostenere la produttività e la crescita europea nei prossimi anni.
Il mercato del lavoro resta robusto
Un altro elemento di sostegno all’economia è rappresentato dal mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione dell’area euro è rimasto al 6,4% a luglio, mentre la crescita dell’occupazione e della forza lavoro ha iniziato a rallentare.
La produttività, invece, ha mostrato un graduale miglioramento. Per Lagarde, la solidità del mercato del lavoro continuerà a sostenere i consumi nei prossimi mesi, soprattutto se la pressione dei prezzi dell’energia diminuirà progressivamente.
«Sul medio termine i consumi dovrebbero essere sostenuti da una graduale moderazione dei prezzi dell’energia e dalla robustezza del mercato del lavoro», ha osservato la presidente della Bce.
Crescita prevista dello 0,9% nel 2026
Le ultime proiezioni dello staff della BCE indicano una crescita del Pil dell’area euro dello 0,9% nel 2026, dell’1,4% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028.
Il quadro rimane comunque caratterizzato da una notevole incertezza. La BCE segnala rischi al ribasso per la crescita e rischi al rialzo per l’inflazione, soprattutto in relazione all’evoluzione dei prezzi dell’energia e dello scenario geopolitico.
Nel secondo trimestre del 2026 il Pil dell’area euro è cresciuto, secondo le più recenti informazioni della BCE, mentre gli indicatori disponibili indicano una prosecuzione dell’espansione anche nel terzo trimestre. La crescita, inoltre, non è stata concentrata in un solo settore o in un ristretto numero di economie.
L’inflazione resta una questione aperta
Se sul fronte della crescita il quadro appare relativamente solido, maggiore cautela riguarda l’inflazione. Ad agosto l’inflazione complessiva dell’area euro è salita al 3,2%, dal 2,9% di luglio. L’inflazione energetica è aumentata al 14,3%, mentre quella dei prodotti alimentari è scesa all’1,1%.
Al netto di energia e alimentari, l’inflazione si è invece leggermente ridotta al 2,4%, grazie soprattutto al rallentamento dei prezzi dei servizi.
Le proiezioni della BCE indicano un’inflazione media del 3% nel 2026, del 2,5% nel 2027 e del 2,1% nel 2028. L’obiettivo della banca centrale resta la stabilizzazione dell’inflazione intorno al 2% nel medio periodo.
L’intelligenza artificiale come nuovo motore degli investimenti
Una parte significativa dell’intervento di Lagarde è stata dedicata all’intelligenza artificiale e alle sue possibili conseguenze sull’economia europea.
Secondo la presidente della BCE, le imprese destineranno nel 2026 circa il 10% degli investimenti complessivi all’intelligenza artificiale. Inoltre, i prestiti collegati all’AI rappresentano già circa un quarto della crescita del credito alle imprese.
La tecnologia potrebbe quindi contribuire ad aumentare produttività, competitività e livelli di vita. Ma, ha sottolineato Lagarde, il processo comporta anche effetti sull’occupazione, sugli investimenti e sull’inflazione, elementi che interessano direttamente anche la politica monetaria.
La BCE mantiene un approccio prudente
Il quadro delineato dalla presidente non elimina i rischi. La BCE continua a considerare elevata l’incertezza legata all’energia e alla situazione geopolitica e mantiene quindi un approccio basato sui dati che arriveranno nei prossimi mesi.
L’obiettivo resta quello di riportare l’inflazione verso il 2% senza compromettere la capacità dell’economia di crescere. La combinazione tra un mercato del lavoro ancora robusto, il graduale calo dei prezzi dell’energia, la spesa pubblica e gli investimenti nelle nuove tecnologie potrebbe sostenere l’attività economica.
Per il momento, il messaggio di Lagarde è dunque quello di un’economia dell’eurozona che, nonostante gli shock degli ultimi mesi, continua a mostrare una significativa capacità di adattamento. La BCE, tuttavia, continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione dell’inflazione e dei prezzi dell’energia prima di valutare i prossimi interventi di politica monetaria.
(Redazione)
