Usa 2026, la corsa contro il tempo di Trump: misure d’emergenza e polemiche alla vigilia delle Midterm


I piani pre-Midterms per contenere il carovita si scontrano con le critiche dei mercati e le spaccature interne al Partito Repubblicano


NEW YORK – Con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato del prossimo 3 novembre, la Casa Bianca si trova a combattere una battaglia decisiva sul fronte interno: la percezione del costo della vita. Donald Trump sa bene che l’aumento dell’inflazione, alimentato dalle tensioni e dal conflitto avviato a fine febbraio contro l’Iran, rischia di compromettere seriamente la tenuta della maggioranza repubblicana al Congresso. Per invertire la rotta, il Presidente ha messo sul piatto un pacchetto di interventi d’emergenza pensati per dare un sollievo immediato ai portafogli delle famiglie. Il risultato, tuttavia, è stato un muro di resistenze, polemiche e perplessità che vanno dagli analisti finanziari fino ai suoi stessi alleati politici.

Dalla carne ai Treasury: le mosse d’emergenza della Casa Bianca

La strategia pre-elettorale si è articolata su più fronti. Tra i primi annunci è arrivata la riduzione dei dazi sull’importazione della carne di manzo macinata entro determinate quote. Un tentativo diretto di calibrare i prezzi al consumo negli alimentari che ha però scatenato l’immediata protesta degli allevatori americani, timorosi per la tenuta dei propri profitti.

Sul piano finanziario, il Dipartimento del Tesoro ha tentato una manovra sui mercati annunciando un riacquisto (buyback) di titoli di Stato a lunga scadenza. L’obiettivo dichiarato era frenare l’impennata dei rendimenti e, di riflesso, alleggerire i tassi di interesse sui mutui immobiliari. Tuttavia, la reazione degli analisti è stata quasi unanime nel giudicare l’intervento insufficiente. La corsa dei rendimenti dei Treasury è infatti proseguita, toccando vette che non si registravano da ormai vent’anni.

“Assegno da 5.000 dollari” e lo strappo interno al Partito Repubblicano

L’iniziativa che ha sollevato il maggior clamore mediatico e politico resta la proposta di distribuire un “dividendo” da 5.000 dollari a tutti gli americani maggiorenni. Una misura legata a un vincolo d’ingaggio squisitamente politico: l’assegno scatterebbe solo in caso di vittoria del Partito Repubblicano, permettendogli di mantenere il controllo sia della Camera sia del Senato.

La mossa ha finito per accendere un duro dibattito dentro lo stesso GOP. Diversi esponenti conservatori e falchi del bilancio hanno espresso forti preoccupazioni per le tenuta dei conti pubblici di fronte a una spesa stimata in centinaia di miliardi. A completare il quadro, la proposta di un divieto totale alle esportazioni di diesel — riconsiderato ancora di recente dal Presidente — ha trovato la ferma opposizione dei produttori petroliferi.

Il precedente dei Democratici e i dubbi degli economisti

Tentare di influenzare la percezione economica degli elettori a ridosso delle urne non è una novità nella politica americana. Durante il suo mandato, anche il presidente democratico Joe Biden cercò di arginare l’aumento dei carburanti attingendo alle riserve strategiche di petrolio e proponendo una sospensione temporanea della tassa federale sulla benzina.

Oggi, però, la sensazione degli esperti è che i margini di manovra della Casa Bianca siano ridotti al lumicino. Come evidenziato da Rebecca Patterson del Council on Foreign Relations sulle pagine del Washington Post, le azioni messe in campo oggi potrebbero produrre frutti solo nel medio o lungo periodo. Nel brevissimo termine che separa la Casa Bianca dal voto, la massima speranza per Trump è che gli elettori apprezzino la buona volontà dell’intento.

Sullo stesso giornale, il capo economista di Moody’s Analytics, Mark Zandi, ha ridimensionato la portata effettiva degli annunci: le misure appaiono troppo contenute rispetto all’ampiezza generale dei problemi, faticando a spostare l’ago della bilancia della crisi d’accessibilità economica.

La reazione dell’elettorato: uno scetticismo diffuso

A poche settimane dall’Election Day, l’opinione pubblica sembra guardare alle promesse d’emergenza con un notevole grado di distacco. I contraccolpi del carovita restano il tema centrale nelle priorità delle famiglie, ma gli annunci dell’ultima ora non sembrano smuovere la fiducia complessiva.

Un recente sondaggio condotto dall’istituto YouGov rivela infatti che il 64% degli adulti americani ritiene improbabile o del tutto impossibile che l’assegno da 5.000 dollari promesso da Trump diventi realtà. Con il tempo che stringe e i mercati agitati, la sfida del Presidente per convincere gli incerti si prefigura sempre più in salita.

(Redazione)

Lascia un commento