La domanda interna consolida il proprio ruolo, mentre importazioni più dinamiche riducono il contributo della componente estera alla crescita. L’economia mantiene comunque un ritmo sostenuto
MADRID – L’Istituto Nazionale di Statistica ha confermato che l’economia spagnola è cresciuta dello 0,7% nel secondo trimestre dell’anno, accelerando di un decimo rispetto al periodo precedente. La revisione non cambia il risultato complessivo, ma ridisegna la composizione della crescita, rafforzando il ruolo della domanda interna, sostenuta da consumi e investimenti.
La domanda nazionale ha infatti contribuito per 1,1 punti, mentre quella estera ha sottratto mezzo punto, soprattutto per effetto del maggiore dinamismo delle importazioni. Il consumo delle famiglie è salito dell’1,2%, registrando un’accelerazione significativa e confermandosi tra i principali motori della congiuntura economica nazionale nel trimestre considerato. Gli investimenti hanno mostrato un andamento robusto, con la formazione lorda di capitale fisso cresciuta dell’1,4%, quattro decimi più del trimestre precedente.
Il consumo delle amministrazioni pubbliche è rimasto invece fermo allo 0,5%, mantenendo un contributo moderato rispetto alla dinamica complessiva della domanda interna. La spesa per abitazioni, edifici e altre costruzioni ha accelerato allo 0,5%, mentre gli investimenti in proprietà intellettuale sono saliti al 3%.
Sul versante estero, le esportazioni sono aumentate dell’1%, mentre le importazioni hanno raggiunto il 2,6%, evidenziando la forza della domanda interna complessiva. Il Ministero dell’Economia collega la tenuta dei consumi alla solidità dell’occupazione e sottolinea il vigore degli investimenti legati alla modernizzazione produttiva.
Dal lato dell’offerta, quasi tutti i principali comparti hanno registrato incrementi trimestrali, mentre agricoltura, allevamento, silvicoltura e pesca hanno segnato una lieve flessione. Industria e servizi sono cresciuti entrambi dello 0,7%, mentre le costruzioni hanno avanzato dell’1%, confermando un generale miglioramento economico dell’intera attività.
All’interno dei servizi, le attività finanziarie e assicurative sono diminuite del 4,3%, mentre quelle professionali, scientifiche e tecniche sono aumentate del 2,1%. Informazione e comunicazione hanno registrato una crescita dell’1,6%, mentre commercio, trasporti e ospitalità sono avanzati dell’1,2% nel medesimo periodo osservato. Il PIL nominale ha raggiunto un nuovo massimo trimestrale, toccando 441.117 milioni di euro, con un aumento di 3.220 milioni sul trimestre precedente.
Dal lato dei redditi, la remunerazione dei dipendenti è cresciuta dell’1,6%, mentre il risultato lordo d’impresa ha segnato una contrazione dello 0,3%. Le imposte nette sulla produzione e sulle importazioni sono invece aumentate dell’1%, delineando un quadro distributivo segnato da dinamiche divergenti tra redditi e profitti.
Sul mercato del lavoro, le ore effettivamente lavorate sono aumentate dell’1,1%, mentre gli occupati equivalenti a tempo pieno sono cresciuti dello 0,4%. Nello stesso periodo, la produttività per ora lavorata è diminuita dello 0,4%, segnalando una dinamica meno favorevole rispetto all’andamento complessivo dell’occupazione.
Il quadro conferma dunque una crescita sostenuta dalla domanda interna, mentre il contributo estero resta negativo a causa della maggiore spesa per importazioni. Le revisioni statistiche hanno inoltre modificato alcune variazioni trimestrali dal 2023, correggendo al ribasso diversi periodi e rialzandone altri secondo le nuove informazioni disponibili.
Nel complesso, la dinamica economica appare resiliente, ma l’inflazione e il rincaro dell’energia continuano a rappresentare un rischio per il potere d’acquisto delle famiglie spagnole.
Redazione Madrid
