Vertice Trump-Xi, le grandi tv Usa fermano le immagini in diretta per protesta contro il divieto ai giornalisti

Logo della CNN.

ABC, CBS, NBC e Fox non hanno attivato il tradizionale pool televisivo dopo che CNN, MS NOW e Politico sono state escluse dalla Casa Bianca. La decisione è arrivata nonostante un giudice federale avesse ordinato il ripristino dell’accesso


NEW YORK. – Il vertice tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping si è svolto alla Casa Bianca senza la consueta copertura televisiva in diretta delle principali reti americane. ABC, CBS, NBC e Fox hanno infatti deciso di non attivare il pool televisivo presidenziale, il sistema attraverso il quale le grandi emittenti condividono immagini e audio degli eventi alla Casa Bianca.

La scelta è stata presa in solidarietà con CNN, MS NOW e Politico, alle quali l’amministrazione Trump aveva negato l’accesso al complesso presidenziale. Il caso è diventato ancora più delicato dopo che, nelle prime ore, un giudice federale aveva ordinato alla Casa Bianca di ripristinare immediatamente le credenziali dei giornalisti delle tre testate.

Il divieto nonostante l’ordine del giudice

Il giudice federale Timothy Kelly ha disposto un temporary restraining order, valido per 14 giorni, ordinando all’amministrazione di restituire e ripristinare l’accesso dei giornalisti di CNN, MS NOW e Politico alla Casa Bianca.

Secondo la decisione, la revoca delle credenziali sarebbe avvenuta senza garanzie procedurali sufficienti. La questione è al centro della causa intentata dalle tre organizzazioni giornalistiche, che contestano la decisione dell’amministrazione Trump e invocano le garanzie costituzionali sulla libertà di stampa.

Il provvedimento giudiziario, tuttavia, non ha avuto un’applicazione immediata. I giornalisti delle tre testate che si sono presentati alla Casa Bianca giovedì mattina sono stati nuovamente fermati all’ingresso e, secondo quanto riferito dalle stesse organizzazioni, è stato loro impedito di accedere al complesso presidenziale.

Gli avvocati di CNN, MS NOW e Politico hanno quindi chiesto un’udienza d’emergenza, sostenendo che l’amministrazione non avesse dato seguito all’ordine del giudice.

La protesta delle grandi reti televisive

La vicenda ha avuto immediate ripercussioni sul sistema di copertura televisiva della Casa Bianca.

Il pool presidenziale è composto tradizionalmente dalle principali reti televisive, che si alternano nella responsabilità di seguire gli spostamenti e gli appuntamenti pubblici del presidente e di mettere a disposizione delle altre emittenti le immagini realizzate dalle proprie troupe. ABC, CBS, NBC, Fox e CNN partecipano normalmente a questo sistema.

Dopo l’esclusione di CNN, le altre reti avevano deciso di non sostituirla. Una scelta già applicata in occasione di precedenti appuntamenti pubblici di Trump e che ha avuto un effetto particolarmente evidente proprio durante la visita del presidente cinese.

Per la giornata di giovedì era ABC a essere indicata come responsabile della produzione televisiva del pool. Una troupe era pronta alla Casa Bianca, ma non è stata utilizzata mentre restava aperto il contenzioso sull’accesso delle tre testate.

Nessuna diretta per l’arrivo di Xi

La conseguenza è stata insolita per un evento di questa importanza. Le principali televisioni statunitensi non hanno trasmesso in diretta le immagini degli incontri ufficiali tra Trump e Xi.

La visita del presidente cinese rappresenta infatti un appuntamento di particolare rilievo nei rapporti tra Washington e Pechino. Xi è arrivato negli Stati Uniti per una visita di Stato di tre giorni e Trump lo ha accolto personalmente. I colloqui riguardano, tra gli altri temi, commercio, intelligenza artificiale, Iran e Taiwan.

Le immagini non sono però completamente mancate. Agenzie di stampa come Reuters e Associated Press hanno continuato a seguire gli eventi, mentre la Casa Bianca può diffondere direttamente fotografie e video prodotti dal proprio apparato. È venuta meno, invece, la tradizionale distribuzione indipendente delle immagini attraverso il pool televisivo.

Una disputa che riguarda il rapporto tra Casa Bianca e stampa

Il conflitto è iniziato il 18 settembre, quando Trump ha annunciato l’esclusione di CNN, MS NOW e Politico dalla Casa Bianca, accusando le tre organizzazioni di pubblicare informazioni false e di fornire una copertura negativa della sua amministrazione.

I tre media hanno successivamente presentato una causa contro l’amministrazione, sostenendo che il provvedimento violasse le garanzie previste dal Primo Emendamento della Costituzione americana. La Casa Bianca ha invece sostenuto che l’accesso ai locali presidenziali costituisca un privilegio e non un diritto automatico.

La questione non riguarda quindi soltanto le tre testate direttamente coinvolte, ma anche le modalità con cui la stampa può seguire quotidianamente il presidente degli Stati Uniti.

La White House Correspondents’ Association ha contestato il divieto, sostenendo che una volta concesso l’accesso ai giornalisti, la Casa Bianca non possa revocarlo arbitrariamente sulla base del contenuto dei loro articoli o servizi.

Il ruolo del pool televisivo

Il sistema del pool nasce dalla necessità pratica di garantire la copertura degli eventi presidenziali anche quando lo spazio disponibile è limitato. Non tutte le televisioni possono infatti entrare contemporaneamente nello Studio Ovale o seguire il presidente negli spostamenti.

Una sola troupe realizza quindi immagini e audio che vengono messi a disposizione delle altre emittenti. La sospensione del sistema ha fatto emergere quanto questo meccanismo sia importante per la documentazione pubblica delle attività presidenziali.

Nei giorni precedenti al vertice, l’assenza del pool aveva già prodotto situazioni insolite: durante un intervento di Trump alla Casa Bianca, per esempio, l’audio della trasmissione ufficiale non era sufficiente a rendere chiaramente udibili le sue parole.

La Casa Bianca e il nuovo rapporto con i media

Il braccio di ferro con CNN, MS NOW e Politico si inserisce in una più ampia e lunga controversia tra Trump e alcuni grandi organi di informazione. Negli ultimi anni vi sono stati altri casi di limitazione dell’accesso alla Casa Bianca o ad altre strutture governative, alcuni dei quali sono arrivati davanti ai tribunali.

Nel frattempo, la Casa Bianca ha anche rafforzato i propri canali di comunicazione diretta. Nei giorni scorsi è stato lanciato un servizio di streaming denominato “TRUMP TV: The Essentials Station”, destinato a raccogliere interventi e immagini dell’amministrazione.

Il nuovo canale consente alla Casa Bianca di diffondere direttamente i propri contenuti, ma non sostituisce il ruolo del giornalismo indipendente nella raccolta e nella verifica delle informazioni.

Il confronto ora si sposta nelle aule di tribunale

La decisione delle grandi reti televisive di non sostituire CNN nel pool ha trasformato il conflitto sull’accesso alla Casa Bianca in una protesta collettiva del sistema televisivo americano.

L’ordinanza del giudice Kelly introduce ora un nuovo elemento nella vicenda, imponendo temporaneamente il ripristino dell’accesso alle tre testate. Il fatto che i loro giornalisti siano stati comunque respinti giovedì mattina ha aperto un ulteriore fronte giudiziario.

Mentre Trump e Xi hanno avviato i loro colloqui alla Casa Bianca, dunque, negli Stati Uniti il confronto sul rapporto tra presidenza e mezzi di informazione prosegue. E proprio l’assenza delle telecamere delle grandi reti da un appuntamento internazionale di primo piano ha reso visibile, anche al grande pubblico, la portata della disputa.

(Redazione)

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