L’intervento di Donald Trump all’ONU ridisegna gli equilibri geopolitici e l’amministrazione delle immense riserve petrolifere venezuelane dopo la caduta del regime. Minaccia di azioni militari immediate per tutelare la propria sicurezza nazionale ed energetica
CARACAS – Intervenendo all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Donald Trump ha affermato categoricamente che “al vincitore appartengono i bottini” per legittimare la gestione delle risorse venezuelane. Il presidente statunitense ha contestualmente avvertito che Washington impiegherà la forza militare in America Latina qualora emergessero minacce verso i propri interessi.
L’amministrazione americana ha stretto un’intesa energetica con la dirigente Delcy Rodríguez per amministrare la produzione delle riserve petrolifere locali. Il capo della Casa Bianca ha ribadito che “al vincitore appartengono i bottini” al fine di consolidare i risultati dell’operazione bellica nel continente. La strategia economica di Washington mira a supervisionare la filiera degli idrocarburi per stabilizzare la finanza e garantire la sicurezza strategica.
Trump ha confermato l’impiego del potenziale bellico “se necessario” per difendere la sovranità e la stabilità nell’intero emisfero occidentale. Il leader americano ha dichiarato fermamente che “gli Stati Uniti non permetteranno più che le minacce contro il paese si radichino in nessun luogo”. L’intervento condotto dalle forze armate a Caracas lo scorso gennaio ha determinato l’arresto del leader Nicolás Maduro e il suo trasferimento.
L’ex presidente affronta imputazioni penali per narcotraffico a New York mentre il paese cerca faticosamente di avviare una transizione democratica. La figura istituzionale di Delcy Rodríguez, imposta da Washington, ha rappresentato il Venezuela durante le sessioni diplomatiche presso la sede dell’ONU.
Il capo di Stato americano ha espresso profonda soddisfazione sostenendo che “lavora a stretto contatto con i leader del Venezuela per forgiare un futuro molto migliore” anche se poi, in realtà, si tratta delle stesse persone che hanno accompagnato il presidente Maduro dalla morte dell’estinto presidente Chávez a oggi. La diplomazia statunitense ha formalizzato un accordo energetico per la valorizzazione di circa sessantacinque miliardi di barili. Questa intesa dovrebbe contribuire a ridurre sensibilmente i costi energetici internazionali, soprattutto add apportare enormi benefici agli Stati Uniti.
Trump ha duramente contestato Maduro e “il suo regime brutale”, ha descritto la dirigenza deposta come un’organizzazione complessa incaricata di “guidare una rete criminale di narcoterrorismo transnacional”, ma ha lasciato pressoché intatto il governo venezuelano.
Gli Stati Uniti intendono debellare i cartelli criminali equiparandoli formalmente all’organizzazione terroristica ISIL operante sul suolo continentale. Le forze navali americane proseguono il bombardamento sistematico delle imbarcazioni presuntamente impiegate dalle organizzazioni criminali nelle acque del Mar dei Caraibi. L’amministrazione nordamericana pianifica il controllo completo dei depositi petroliferi per scopi difensivi e per il contenimento dei rischi geopolitici futuri.
Il dibattito generale alle Nazioni Unite ha registrato tensioni formali a causa dei toni perentori adottati dalla presidenza americana sul piano bellico. Dal canto suo, Delcy Rodríguez prosegue le consultazioni internazionali per pianificare la ricostruzione finanziaria con i rappresentanti diplomatici accreditati presso il palazzo di Vetro.
Redazione Caracas
