Delcy Rodríguez a New York, vertice con Donald Trump e proteste davanti al Palazzo di Vetro


Attesa per il vertice tra Donald Trump e la presidente ad interim. La comunità di esuli si mobilita dinanzi al Palazzo di Vetro per sollecitare immediate garanzie democratiche e il ripristino della legalità costituzionale


CARACAS – Un folto gruppo divenezuelani ha promosso una manifestazione pacifica nella città di New York per contestare la presenza di Delcy Rodríguez. Esponenti di varie generazioni si raduneranno nei pressi della sede delle Nazioni Unite per rivendicare elezioni trasparenti e il ripristino delle libertà democratiche. Contemporaneamente, la presidente ad interim sosterrà un colloquio riservato di rilevante caratura diplomatica con il presidente statunitense Donald Trump.

Il confronto bilaterale ai massimi livelli rappresenta l’interlocuzione ufficiale più significativa registrata tra i due Paesi negli ultimi undici anni. La rappresentante governativa si è recata negli Stati Uniti per intervenire dinanzi alla platea dell’Assemblea Generale della medesima organizzazione sovranazionale. Al suo arrivo presso lo scalo aeroportuale, la delegazione è stata accolta da rappresentanti diplomatici, tra cui l’incaricato d’affari americano John Barrett.

La leader ha diffuso una nota ufficiale sottolineando di viaggiare sostenuta dalla “fermezza e la speranza di un popolo” coeso. La medesima ha ribadito l’impegno a tutelare i principi nazionali promuovendo un’agenda cooperativa fondata sul rispetto reciproco e sulla stabilità internazionale.

Dal canto suo, il presidente Donald Trump, che governa di fatto in Venezuela, ha espresso valutazioni favorevoli sul nuovo corso istituzionale dopo la sottoscrizione di intese petrolifere strategiche. L’accordo commerciale perfezionato di recente consentirà lo sfruttamento e la gestione di giacimenti stimati in sessantacinque miliardi di barili di greggio.

Mentre si svolgono questi colloqui istituzionali, l’ex capo di Stato Nicolás Maduro rimane recluso in un istituto di detenzione cittadino L’ex leader attende la celebrazione del dibattimento penale in cui risulta imputato di gravi reati contestati dalla magistratura tra cui “narcoterrorismo”.

Dalla sua sede di esilio, la dirigente dell’opposizione María Corina Machado ha sollecitato la definizione di una data certa per la transizione. La leader ha evidenziato che la popolazione venezuelana è pronta per edificare una nazione pacifica, prospera e autenticamente democratica.

Altri esponenti delle forze di opposizione hanno dichiarato ai media che la presidente interina non incarna le aspirazioni della cittadinanza democratica. Molti hanno ricordato alla comunità internazionale che con l’attuale amministrazione nulla è cambiato, in quanto deriva da un sistema autoritario che reprime sistematicamente il dissenso politico.

Le organizzazioni della diaspora hanno invitato i propri connazionali a manifestare domani  dinanzi alla sede centrale delle Nazioni Unite. I partecipanti esibiranno cartelli recanti messaggi in lingua inglese per ribadire la mancanza di legittimità democratica della leadership di Caracas.

Diversi analisti di politica internazionale ritengono che la missione diplomatica favorisca il definitivo reinserimento del governo venezuelano nelle dinamiche globali disegnate de Trump. I delegati governativi intendono interloquire con i capi di Stato esteri per consolidare la normalizzazione dei rapporti multilaterali nel panorama geopolitico.

Le forze di sicurezza statunitensi garantiscono il regolare svolgimento delle riunioni ufficiali mentre le manifestazioni civili occupano gli spazi pubblici. I manifestanti intendono ribadire tramite striscioni e slogan la determinazione della cittadinanza nel perseguire un futuro istituzionale libero e pacifico.

Il vertice tra i due vertici di Stato costituisce l’evento centrale dell’agenda mediatica seguita dai principali network informativi internazionali. Numerosi giovani attivisti intoneranno canti e slogan pacifici per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla causa della libertà nazionale. I promotori dell’iniziativa stimano la partecipazione di migliaia di famiglie munite di vessilli nazionali nella celebre piazza neoyorchese, nonostante i timori di probabili interventi degli agenti della temibile ICE. Numerosi partecipanti sono giunti da diverse località per unirsi alla mobilitazione collettiva con forte aspettativa per le prospettive democratiche. I discorsi pronunciati nell’aula delle Nazioni Unite verranno esaminati con attenzione dalle cancellerie diplomatiche di numerosi Paesi della comunità globale.

Redazione Caracas

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