Venezuela, la diplomazia globale attende il vertice tra Donald Trump e Delcy Rodríguez

Delcy Rodríguez e Donald Trump

Il confronto bilaterale a New York segna il riavvicinamento strategico tra Washington e Caracas dopo oltre un decennio di profonde tensioni diplomatiche e politiche


CARACAS – La Casa Bianca ha confermato che il presidente americano Donald Trump terrà un vertice bilaterale con la presidente ad interim Delcy Rodríguez L’incontro si svolgerà a New York a margine della sessione plenaria dell’Assemblea Generale organizzata dalle Nazioni Unite nella metropoli statunitense.

Le autorità ufficiali di Washington hanno chiarito che questo colloquio istituzionale chiuderà la fitta agenda diplomatica del capo di Stato americano. Fonti giornalistiche internazionali avevano rivelato che “entrambe le delegazioni stavano definendo i dettagli logistici” necessari ad assicurare lo svolgimento del vertice.

Il presidente americano aveva precedentemente dichiarato alla stampa accreditata che “esisteva la possibilità che si verificasse questo incontro” ad alto livello. Questo momento diplomatico interrompe un prolungato periodo di rigido distacco reciproco che si protraeva inalterato da oltre undici anni consecutivi. L’ultimo precedente risale infatti all’esecutivo guidato da Barack Obama, quando il leader democratico incontrò brevemente Nicolás Maduro a Panama.

In seguito all’arresto dell’ex capo di Stato avvenuto a gennaio, Washington ha scelto di sostenere l’amministrazione guidata dalla presidente interina. Il riconoscimento del nuovo esecutivo ha consentito la piena riapertura delle rappresentanze consolari, ufficialmente interrotte fin dal duemiladiciannove per insanabili divergenze.

Il consolidamento della cooperazione bilaterale si è concretizzato mediante la firma di “un accordo energetico che concede agli Stati Uniti la gestione”. In base alle clausole economiche negoziate, il governo americano assumerà direttamente la supervisione di “una quinta parte delle riserve di greggio”. Tuttavia, diversi analisti internazionali criticano il patto sostenendo apertamente che all’amministrazione statunitense “interessi solo il petrolio” piuttosto che la democrazia. I fatti, fino ad oggi, gli stanno dando ragione.

Parallelamente, i dirigenti dell’ONU hanno confermato la presenza ufficiale della dignataria venezuelana alle sedute istituzionali previste nel corso del mese L’intervento formale della rappresentante di Caracas davanti alla platea diplomatica internazionale è programmato per il pomeriggio di giovedì ventiquattro settembre.

Sulla fattibilità del colloquio, il Segretario di Stato Marco Rubio ha affermato con prudenza.

“Lei  – ha dett5o – sarà a Nuova York, non so se andrà davvero”.

Il capo della diplomazia americana ha poi aggiunto ulteriori considerazioni affermando testualmente:

“Ma se va, probabilmente succederà  (la riunione presidenziale ndr)”.

Esperti di geopolitica ipotizzano inoltre che la leader venezuelana possa valutare una visita istituzionale presso la struttura detentiva di Brooklyn. In tale complesso penitenziario sono attualmente incarcerati l’ex presidente Nicolás Maduro e la consorte Cilia Flores dall’inizio di quest’anno.

Questo negoziato bilaterale, definito da alcuni analisti “storico”, potrebbe riorganizzare profondamente l’architettura geopolitica dell’emisfero occidentale e la stabilità dei mercati internazionali del greggio. Le cancellerie internazionali attendono con estremo interesse gli esiti di questa complessa trattativa diplomatica destinata a segnare le future relazioni emisferiche.

Reazione Caracas

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