Con il decreto n. 661, il presidente russo mette sotto amministrazione temporanea le filiali locali di 16 colossi occidentali. A gestire beni da miliardi di euro sarà una misteriosa società nata dal nulla con 155 euro di capitale.
MADRID. – La risposta di Mosca alle sanzioni e al congelamento dei beni russi all’estero sale di livello e colpisce al cuore i grandi marchi dell’alimentare e del commercio d’Oltreoceano. Con la firma del decreto presidenziale n. 661, Vladimir Putin ha disposto la presa di controllo temporanea delle attività russe di Nestlé, Auchan e di oltre una dozzina di altre entità riconducibili a gruppi industriali europei.
Il meccanismo: nessun esproprio formale, ma controllo totale
Il provvedimento applica un regime d’emergenza introdotto dal Cremlino nell’aprile del 2023. Sul piano puramente legale non si tratta di una confisca definitiva: la titolarità delle azioni rimane formalmente in capo agli azionisti europei — come la svizzera Société des Produits Nestlé S.A. o la francese Sogepar —, ma la gestione operativa, decisionale e strategica viene del tutto sottratta ai legittimi proprietari.
Nello specifico, la svolta riguarda il 100% delle quote di Nestlé Russia, Nestlé Kuban e la controllata russa di Auchan. La scure di Mosca non si è fermata qui: nella lista nera sono finite complessivamente 16 entità giuridiche, tra cui la società di logistica francese FM Logistic, strutture di Batilogistic e realtà collegate a Lemana Pro (ex Leroy Merlin).
Il mistero di L.E.V. Management: a chi vanno i patrimoni?
L’aspetto più clamoroso della vicenda risiede nel soggetto scelto da Putin per amministrare questo patrimonio industriale dal valore inestimabile. Il controllo di tutti i beni è stato infatti affidato alla L.E.V. Management, una società per azioni non pubblica registrata a Mosca solo ad ottobre 2024.
I numeri dell’entità prescelta tracciano un quadro singolare:
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Capitale sociale: appena 15.000 rubli (circa 155 euro).
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Bilancio 2025: zero ricavi e una perdita d’esercizio pari all’intero capitale (15.000 rubli).
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Governance: dal 10 settembre la società è guidata da Andrei Vyacheslavovich Krayushkin, individuato dalla stampa indipendente russa come un ex maggior generale ed ex alto funzionario del ministero dell’Interno.
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Proprietà: gli azionisti effettivi restano del tutto anonimi e protetti dalla riservatezza societaria locale.
La reazione di Nestlé e le incognite sul futuro
Il colosso agroalimentare di Vevey — che in Russia genera circa il 2% del proprio fatturato globale e impiega migliaia di dipendenti in 6 stabilimenti dedicati a caffè, dolciumi e alimenti per neonati — ha rotto il silenzio con una nota ufficiale. Il gruppo ha dichiarato di “aver preso atto del decreto” e di stare valutando le opzioni legali per tutelare i propri diritti, la continuità operativa e la salvaguardia dei lavoratori locali.
All’indomani dell’invasione dell’Ucraina nel 2022, sia Nestlé che Auchan avevano scelto di non abbandonare del tutto il Paese per garantire la fornitura di beni di prima necessità alla popolazione. Oggi quella scelta si scontra con la dura realtà del conflitto economico: i diritti di gestione sono azzerati e solo un nuovo decreto firmato da Putin potrà, un giorno, restituire alle multinazionali ciò che è stato loro tolto.
(Redazione/Fonte: ATS e Askanews)
