Le celebrazioni del 3 e 4 ottobre vedranno un’inedita partecipazione Corale delle istituzioni e della CEI. Il cardinale Zuppi: “Tenere accesa la luce della speranza”. Sarà il sindaco di Assisi ad accendere la Lampada Votiva a nome dell’intera nazione.
MADRID. — Le celebrazioni per la festa di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, si preannunciano quest’anno come un evento di portata storica e dal forte valore simbolico. Ricorrendo l’ottavo centenario della morte del Poverello, il tradizionale pellegrinaggio del 3 e 4 ottobre abbandonerà lo schema consueto — che vedeva una singola Regione protagonista dell’offerta dell’olio — per abbracciare idealmente l’intera nazione e la comunità internazionale.
A testimoniare la solennità del momento sarà la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, insieme al presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), il cardinale Matteo Maria Zuppi, ai vertici delle Regioni, ai sindaci dei Comuni capoluogo e agli ambasciatori accreditati presso lo Stato italiano.
Il programma: il messaggio del Capo dello Stato dalla Loggia del Convento
Il fitto calendario degli appuntamenti è stato presentato ufficialmente in conferenza stampa a Roma. Il programma entrerà nel vivo il 3 ottobre, nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, con la memoria del Transito di San Francesco e la celebrazione dei Vespri.
Il 4 ottobre si terrà la solenne celebrazione eucaristica (trasmessa in diretta su Rai 1), durante la quale si svolgerà il rito dell’accensione della “Lampada Votiva dei Comuni d’Italia”. Per la prima volta, a compiere il gesto a nome di tutto il popolo italiano sarà il sindaco di Assisi, Valter Stoppini. Al termine della liturgia, il Presidente Mattarella rivolgerà un accorato messaggio al Paese dalla Loggia del Sacro Convento.
Il cardinale Zuppi e la Chiesa italiana: “La pace non è un’utopia”
In un’epoca segnata da crescenti tensioni geopolitiche, il messaggio francescano si carica di straordinaria attualità. «Concludere insieme il cammino dei centenari francescani è un’occasione preziosa per tornare all’essenziale: la fraternità che San Francesco ha vissuto senza confini», ha dichiarato il cardinale Matteo Zuppi. «In un tempo segnato da conflitti, il suo esempio ci ricorda che la pace si costruisce giorno per giorno. Accendendo la lampada ci impegniamo a mantenere viva questa luce in un mondo che ha ancora troppa paura di deporre le armi».
Un concetto ribadito da monsignor Felice Accrocca, Vescovo di Assisi: «In un momento in cui spirano venti di guerra e molti desiderano mostrare i muscoli, San Francesco si ripropone come inerme araldo di pace, ricordandoci che le questioni si risolvono con la forza del diritto e non con il diritto della forza».
La Porziuncola e la città di Assisi pronte ad accogliere i pellegrini
Entusiasmo e senso di responsabilità traspaiono dalle parole delle autorità religiose e civili locali. Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento, ha sottolineato come ricordare il Santo sia «un dovere per mostrare che fraternità e condivisione sono opportunità concrete». Sulla stessa linea fra Saul Tambini, Custode della Porziuncola, che ha ricordato la vocazione del luogo a farsi «casa aperta al perdono e all’accoglienza».
L’emozione della comunità cittadina è stata espressa dal sindaco di Assisi, Valter Stoppini: «È un onore immenso rappresentare l’intero popolo italiano. La presenza del Capo dello Stato rende questa giornata ancora più solenne. Assisi rinnova la sua vocazione secolare di incontro e dialogo, con l’auspicio che la luce della Lampada possa raggiungere ogni luogo di sofferenza».
(Redazione)
