Inflazione, l’Istat conferma: ad agosto sale al 3,3%


Spinta dalla forte impennata dei beni energetici, la crescita dei prezzi accelera rispetto al +2,9% di luglio. Nota positiva per le famiglie: scendono allo 0,9% i costi dei beni alimentari e di prima necessità.


MADRID. – La spinta dei costi energetici torna a far sentire la propria pressione sulle tasche degli italiani. Nel mese di agosto, l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un incremento dello 0,5% su base mensile e porta il tasso d’inflazione annuale al 3,3%, in aumento rispetto al 2,9% rilevato a luglio. I dati definitivi diffusi dall’Istat confermano in pieno le stime preliminari diffuse nelle settimane scorse.

La spinta di luce e gas: energetici oltre il 18%

A determinare l’accelerazione dell’indice generale è stato quasi esclusivamente il settore dell’energia. La corsa dei prezzi si è fatta sentire sia nel comparto regolamentato — dove l’aumento su base annua è balzato dal 14,8% di luglio al 18,6% di agosto — sia in quello non regolamentato, passato da un +11,4% a un netto +17,0%.

Leggeri rincari hanno interessato anche i beni durevoli (dal +0,7% al +1,3%) e gli alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%). Di contro, le vacanze e i viaggi hanno offerto un parziale argine: l’Istat rileva infatti una decelerazione nei prezzi dei servizi ricreativi e culturali (da +3,0% a +2,6%) e una frenata più marcata nei trasporti (da +1,6% a +0,8%).

Respiro sul “carrello della spesa”, cala l’inflazione di fondo

Se la bolletta energetica appesantisce il quadro generale, arrivano segnali di sollievo per la spesa quotidiana delle famiglie:

Beni alimentari e per la cura della casa/persona: la crescita su base annua rallenta, passando dall’1% di luglio allo 0,9% di agosto;

Inflazione di fondo: al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, l’indice scende leggermente dall’1,6% all’1,5%;

Prodotti ad alta frequenza d’acquisto: registrano tuttavia una spinta verso l’alto, passando dal +3,4% al +4,3%.

Nel complesso, il solco tra il costo dei beni (che accelerano dal +3,2% al +4,1%) e quello dei servizi (in rallentamento dal +2,7% al +2,4%) continua ad allargarsi, portando il differenziale a -1,7 punti percentuali.

Le prospettive per la fine dell’anno

I dati forniti dall’Istituto di statistica permettono di tracciare anche un primo bilancio per l’anno in corso: l’inflazione acquisita per il 2026 — ovvero quella che si otterrebbe se i prezzi rimanessero stabili fino a dicembre — si attesta al +2,9% per l’indice generale e al +1,9% per la componente di fondo. Per quanto riguarda le famiglie di operai e impiegati, l’indice FOI (al netto dei tabacchi) registra un incremento tendenziale del +3,4%.

(Redazione)

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