Guerra d’usura e controffensive lampo: la notte dei droni infiamma l’Est

Pompieri ucraini al lavoro tra le macerie dopo l'esplosione del drone.
Pompieri ucraini al lavoro tra le macerie dopo l'esplosione di un drone. (Photo by Yasuyoshi CHIBA / AFP)

Nuova escalation sul fronte russo-ucraino il 15 settembre 2026: Mosca bombarda i nodi logistici e le ferrovie verso l’Europa, provocando l’allarme NATO nei Baltici. Zelensky rivendica blitz strategici su impianti e raffinerie russe, mentre nel Donetsk le truppe di Kiev riconquistano terreno.


MADRID. – La guerra tra Russia e Ucraina tocca un nuovo vertice di tensione globale. Nella notte scorsa, una serie di attacchi coordinati con droni e missili ha attraversato i cieli dell’Europa orientale, colpendo infrastrutture strategiche da entrambe le parti del fronte e mettendo in massima allerta la difesa aerea dei Paesi della NATO.

Mosca colpisce la logistica e la NATO si mobilita nei Baltici

Il ministero della Difesa russo ha confermato un massiccio attacco contro i nodi logistici e portuali dell’Ucraina, volti a interrompere il flusso di aiuti militari occidentali. Nel mirino sono finiti il centro logistico di Velyka Balka e il porto di Chernomorsk nella regione di Odessa, oltre a diverse infrastrutture ferroviarie nell’Ucraina occidentale cruciali per i trasporti dai Paesi europei. Un drone ha colpito anche la capitale Kiev, provocando un ferito grave nel distretto di Darnytskyi.

L’ampiezza dell’incursione russa ha provocato l’immediata reazione dei Paesi vicini: Polonia: Il Comando operativo polacco ha fatto decollare a scopo precauzionale i propri caccia per blindare lo spazio aereo nazionale. Lituania: Un drone russo proveniente dalla Bielorussia è stato intercettato e abbattuto dai caccia della NATO nei pressi di Kaunas, incassando i ringraziamenti ufficiali del presidente lituano Gitanas Nauseda.

La risposta di Kiev: raid sulle raffinerie e la controffensiva “Vivaldi”

La replica delle forze ucraine non si è fatta attendere. Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato raid riusciti contro obiettivi ad alto valore economico e strategico in territorio russo. Tra i siti colpiti figurano la raffineria di petrolio a Syzran (regione di Samara), un impianto di produzione di droni a Taganrog (regione di Rostov) e un centro di addestramento e lancio nella regione di Oryol, oltre a nuovi attacchi navali nel Mar Nero e su Sochi.

Sul campo di battaglia terrestre, la vera sorpresa arriva dal nord dell’oblast di Donetsk. Il comandante Andriy Biletsky ha confermato i successi della cosiddetta Operazione Vivaldi, una controffensiva tenuta finora nel massimo segreto operativo che ha permesso di “bonificare” oltre 75 chilometri quadrati e riconquistare posizioni strategiche a nord di Lyman. «L’operazione ha quattro stagioni: questa è soltanto la prima», ha dichiarato Biletsky, preannunciando nuove fasi offensive.

Pressioni finanziarie e diplomatiche

Mentre il conflitto sul campo svela nuove dinamiche tattiche, la partita si gioca anche sul piano delle sanzioni economiche. Zelensky ha accolto con favore le ultime restrizioni adottate dagli Stati Uniti contro l’istituto finanziario russo VTB, accusato di sostenere lo sforzo bellico del Cremlino e le sue relazioni d’affari con il regime iraniano. «Non c’è alternativa alla fine di questa guerra — ha ribadito il presidente ucraino —, ogni forma di pressione deve servire a creare la giusta situazione diplomatica».

(Redazione)

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