Esordio da favola per la squadra di Fàbregas, che travolge il Lipsia al Sinigaglia. I giallorossi di Gasperini passano in vantaggio con Cristante, ma vengono raggiunti da Brown: decisivi nel finale gli interventi di Svilar
MADRID. – Due facce diverse, ma entrambe positive, per le italiane nella giornata di Champions League. Il Como scrive una pagina storica della propria storia europea, travolgendo 4-1 il Lipsia al Sinigaglia al debutto assoluto nella principale competizione continentale. La Roma, invece, torna in Champions dopo sette anni e conquista un prezioso 1-1 sul campo del Fenerbahçe, in uno degli stadi più caldi d’Europa.
Per i lariani è una serata da ricordare: Baturina, Douvikas, Diao e Perrone firmano un successo che va oltre le aspettative e conferma la bontà del progetto costruito da Cesc Fàbregas. A Istanbul, invece, la Roma mostra carattere ma anche qualche difficoltà nella ripresa, riuscendo comunque a portare a casa un punto importante.
Como, una notte che entra nella storia
Al Stadio Giuseppe Sinigaglia il Como non si lascia intimidire dalla musica della Champions e dall’importanza dell’appuntamento. La squadra di Fàbregas affronta il Lipsia con personalità, palleggio e grande intensità, trasformando quello che doveva essere soprattutto un debutto storico in una vera e propria festa.
Il primo pericolo arriva al 12′, quando Douvikas impegna Vandevoordt e, sulla ribattuta, anche Nico Paz prova a trovare la rete. Tre minuti più tardi arriva il vantaggio. Douvikas mette il pallone in mezzo, la difesa tedesca non riesce a liberare e Martin Baturina, con il destro, firma l’1-0. È il primo gol nella storia del Como in Champions League.
Il Lipsia prova a reagire e in più di un’occasione trova spazio. Butez, però, è attento e decisivo: prima respinge un tentativo di Nusa, poi al 35′ si oppone a un tiro a giro di Maksimovic. Il Como supera il momento di difficoltà e torna a colpire.
Baturina illumina, Douvikas raddoppia
Al 38′ arriva il 2-0. Ancora protagonista Baturina, che recupera palla a centrocampo, salta un avversario e serve in profondità Douvikas. L’attaccante greco resiste al ritorno di Lukeba e batte Vandevoordt con un preciso destro.
Il Como va così al riposo con due gol di vantaggio, ma soprattutto con la consapevolezza di aver giocato un primo tempo di grande livello.
Il Lipsia prova a cambiare ritmo nella ripresa, ma la squadra di Fàbregas è letale quando può ripartire. Al 54′ arriva il terzo gol: Douvikas apre rapidamente per Nico Paz, che a sua volta trova Diao. L’attaccante entra in area e piazza un potente destro nell’angolo. È il 3-0.
Il Lipsia accorcia poco dopo con Maksimovic, autore di una splendida conclusione di sinistro che si infila sotto l’incrocio. I tedeschi prendono coraggio e provano a riaprire definitivamente la partita, mentre il Como spreca qualche occasione per chiuderla.
Nel finale, però, arriva il colpo del definitivo 4-1. Kean recupera palla e avvia il contropiede, Nico Paz entra in area e serve Perrone, che con il piatto sinistro batte Vandevoordt.
Il Sinigaglia può finalmente esplodere. Il Como ha vinto la sua prima partita europea nella storia e lo ha fatto contro un avversario di livello, con quattro gol e una prestazione che conferma le ambizioni di una squadra cresciuta rapidamente fino al massimo livello continentale.
Fàbregas e un progetto che continua a crescere
Il risultato del Como non è soltanto una sorpresa. La squadra ha mostrato organizzazione, qualità nel palleggio e capacità di colpire negli spazi. Milla e Da Cunha hanno dato equilibrio al centrocampo, mentre Baturina, Douvikas, Diao e Nico Paz hanno creato problemi continui alla difesa tedesca.
Fàbregas aveva chiesto ai suoi giocatori di non lasciarsi condizionare dall’emozione del debutto e di continuare a giocare secondo la propria identità. La risposta è arrivata nel modo migliore possibile.
Per una società che soltanto pochi anni fa militava nelle categorie inferiori del calcio italiano, la serata del Sinigaglia rappresenta un salto enorme. E il 4-1 al Lipsia suggerisce che il Como non vuole limitarsi a fare da comparsa nella sua prima Champions.
Roma, un punto prezioso a Istanbul
Il ritorno della Roma in Champions League avviene invece in un contesto completamente diverso. I giallorossi affrontano il Fenerbahçe a Istanbul, davanti a un pubblico caldissimo, e riescono a conquistare un 1-1 che alla fine può essere considerato un risultato positivo.
La squadra di Gian Piero Gasperini parte con prudenza, lasciando inizialmente l’iniziativa ai padroni di casa. Il Fenerbahçe crea qualche pericolo, ma Svilar risponde presente sulle conclusioni di Elmaz e Aktürkoğlu.
La Roma cresce progressivamente e comincia a gestire meglio il pallone. Al 39′ arriva il vantaggio: Bryan Cristante prende palla fuori area e lascia partire un diagonale di sinistro che non lascia scampo a Ederson. Un gol importante anche dal punto di vista simbolico: Cristante è infatti l’unico giocatore dell’attuale rosa romanista ad aver disputato l’ultima partita della squadra in Champions, nel 2019 contro il Porto.
Il Fenerbahçe reagisce nella ripresa
La Roma sembra poter controllare la partita, ma l’inizio del secondo tempo cambia il copione. Al 48′ Greenwood approfitta di un’uscita poco felice di Mancini e serve Archie Brown, che supera Svilar con un tocco sotto per l’1-1.
Il gol dà entusiasmo al Fenerbahçe. La Roma attraversa il momento più complicato della serata e rischia in più occasioni. Svilar è ancora decisivo quando respinge il tentativo di Muriqi, lanciato verso la porta da Kanté.
Gasperini prova a ridare energia alla squadra inserendo Pisilli al posto di Koné. La Roma torna progressivamente a giocare e sfiora il nuovo vantaggio con Malen.
Al 69′ arriva anche un episodio destinato a far discutere. L’arbitro Gil Manzano assegna un rigore alla Roma per un intervento di Aktürkoğlu su Dybala, ma il Var corregge la decisione: il fallo è avvenuto appena fuori dall’area. La punizione dal limite viene respinta dalla barriera.
Finale sofferto, ma la Roma resiste
Nel finale il Fenerbahçe continua a spingere. L’ingresso di Lukaku aumenta la pressione offensiva dei turchi, che sfiorano il gol con Aydin e colpiscono anche una traversa con un colpo di testa di Aké.
Gasperini decide allora di coprirsi maggiormente, inserendo De Roon per Malen. La Roma prova comunque a sfruttare gli ultimi spazi, ma Dybala finisce la partita stremato e alle prese con i crampi.
Il triplice fischio sancisce l’1-1. Per la Roma non è una vittoria, ma il punto conquistato in un ambiente difficilissimo rappresenta un buon avvio europeo. Svilar è tra i protagonisti della serata e le sue parate risultano determinanti per evitare una sconfitta.
Due risultati, due segnali positivi
Il bilancio della serata italiana in Champions è dunque positivo. Il Como si prende la scena con una vittoria clamorosa, quattro gol e una prestazione destinata a rimanere nella storia del club. La Roma, al contrario, deve accontentarsi del pareggio, ma torna da Istanbul con un punto importante e con la consapevolezza di poter competere anche in un ambiente particolarmente difficile.
Per Fàbregas è l’inizio da sogno dell’avventura europea. Per Gasperini, invece, è un debutto che offre indicazioni utili e soprattutto un punto dal peso importante.
La Champions è appena cominciata, ma Como e Roma hanno già lasciato il loro segno.
(Redazione)
