Mosca colpisce uno stabilimento agroalimentare di proprietà americana causando due vittime. Il ministro Sybiha accusa: «Una campagna sistematica contro gli interessi degli Stati Uniti». Nel frattempo, i droni ucraini provocano incendi a Makhachkala e una vittima nella regione di Voronezh.
MADRID. – La guerra tra Russia e Ucraina continua a intensificarsi su entrambi i lati del fronte, estendendo la raggio delle incursioni aeree e coinvolgendo in maniera sempre più diretta le infrastrutture economiche internazionali. Nella giornata di oggi, 10 settembre 2026, una serie di attacchi incrociati con droni e missili ha provocato vittime civili, danni a impianti industriali e incendi sia nel territorio ucraino sia in diverse regioni della Federazione Russa.
Attacco a Dnipro: bombardato stabilimento del colosso statunitense Bunge
Il bilancio più grave sul fronte ucraino si registra a Dnipro, dove le forze russe hanno nuovamente preso di mira un impianto per la lavorazione di prodotti agroalimentari. L’attacco, condotto a poca distanza da un precedente bombardamento sullo stesso sito, ha causato la morte di due persone e il ferimento di altre due, provocando un vasto incendio all’interno della struttura.
L’impianto colpitò è un sito civile per la produzione di olio di girasole di proprietà di Bunge, colosso agroalimentare con sede negli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha espresso una dura condanna, sottolineando come non si tratti di un episodio isolato:
«La Russia ha nuovamente colpito un impianto civile di proprietà americana. Non sono casi isolati, ma parte di una sistematica campagna di terrore condotta da Mosca contro le imprese e gli interessi economici degli Stati Uniti. Questo attacco segue di poche settimane quello condotto nella regione di Sumy contro un’altra azienda americana.»
Secondo la diplomazia di Kiev, questi raid mirati puntano a destabilizzare la tenuta economica del Paese e richiedono una risposta immediata da parte degli alleati occidentali, con il rafforzamento dei sistemi di difesa aerea e un incremento delle sanzioni contro il Cremlino.
Droni ucraini in Russia: fiamme in Daghestan e una vittima a Voronezh
Parallelamente alle incursioni russe, le forze armate di Kiev hanno condotto una serie di attacchi con droni a lungo raggio nel territorio della Federazione Russa.
Makhachkala (Daghestan): I detriti di droni abbattuti dalla difesa antiaerea hanno innescato incendi nelle infrastrutture del porto commerciale della capitale daghestana e sul tetto del Teatro musicale e drammatico avaro “Gamzat Tsadasa”. Il capo ad interim della repubblica, Fyodor Shchukin, ha confermato che i roghi sono stati rapidamente domati dalle squadre di emergenza senza causare vittime.
Voronezh: Situazione più drammatica nella città di Borisoglebsk, dove un drone è precipitato su un edificio residenziale. Il governatore regionale Alexander Gusev ha comunicato il decesso di una donna nata nel 1983 e il ferimento di altre due persone. I detriti e l’onda d’urto hanno inoltre danneggiato le vetrate di un istituto tecnico, un centro culturale, linee elettriche industriali e diversi veicoli privati.
Il nodo diplomatico e l’impatto economico
L’escalation contro asset e aziende occidentali presenti sul suolo ucraino rischia di complicare ulteriormente i rapporti già tesi tra Mosca e la comunità internazionale. Mentre la Russia tenta di neutralizzare la capacità logistica e produttiva ucraina, Kiev dimostra di poter colpire obiettivi strategici e portuali a centinaia di chilometri dal confine, come dimostrano gli eventi in Daghestan. La pressione diplomatica ucraina resta focalizzata sulla richiesta di nuove forniture militari per proteggere le infrastrutture critiche prima dell’inizio della stagione invernale.
(Redazione)
