Venezuela, Marco Rubio traccia le linee guida per la transizione


Il segretario di Stato americano condiziona le future consultazioni elettorali alla completa ricostruzione delle istituzioni democratiche e alla piena stabilizzazione economica nazionale.


CARACAS – Il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha concluso una nuova tappa della sua missione diplomatica in America Latina. Durante la permanenza in Colombia, l’alto funzionario ha sottoscritto un intesa strategica incentrata sulla sicurezza e sullo sfruttamento delle terre rare. Nel corso dei colloqui con i media, Rubio ha delineato la posizione di Washington riguardo alla futura stabilizzazione politica del Venezuela.

L’amministrazione statunitense ritiene imprescindibile il ritorno alle urne, ma subordina la convocazione delle elezioni al ripristino delle garanzie democratiche fondamentali. Il segretario di Stato non ha fornito tempistiche rigide per la consultazione popolare, sottolineando l’esigenza di ricostruire prioritariamente l’architettura istituzionale. cominciando da un Tribunale Supremo indipendente, un organo elettorale imparziale e un sistema di voto pienamente affidabile.

La piena libertà d’associazione politica e la tutela della libertà di stampa costituiscono requisiti essenziali per permettere una competizione equa. Rubio ha affermato:

“La questione delle elezioni deve avvenire, in questo momento siamo in negoziati, è un processo di riconciliazione e transizione tra l’Assemblea Nazionale del 2015, che è stata l’ultima assemblea che noi riconoscevamo come l’ultima eletta democraticamente, e le autorità ad interim del paese”.

Il dialogo negoziale procede in maniera costruttiva, ma la diplomazia americana invita a evitare accelerazioni avventate. Un voto affrettato privo di garanzie rischierebbe infatti di sprofondare la nazione in una nuova crisi sistemica. Il funzionario ha avvertito:

“Ma bisogna farlo in un modo appropriato, altrimenti avrai un altro caos e questo non lo vuole nessuno nel caso venezuelano».

Il risanamento delle istituzioni deve avanzare parallelamente alla ripresa economica. Sul fronte energetico, Washington ha evidenziato il radicale mutamento degli equilibri di potere nel settore idrocarburico venezuelano. Le concessioni precedentemente attribuite a potenze concorrenti non sono più gestite da tali attori internazionali. Rubio ha affermato:

“Quello che direi a chiunque sia preoccupato che gli Stati Uniti stiano compiendo un’azione negativa verso l’Emisfero Occidentale in materia di energia è che quei giacimenti petroliferi, che peraltro a loro tempo erano dominati da Cina, Russia e Iran; anche l’Iran aveva alcune concessioni, non sono più nelle loro mani”.

Il rilancio produttivo degli impianti sbloccherà ingenti risorse finanziarie destinate alla popolazione venezuelana attraverso un governo legittimato dal voto.

“Ne beneficeranno enormemente – ha commentato –. Questi giacimenti erano, in molti casi, improduttivi; in sostanza, le aziende cinesi e russe li possedevano, ma non li hanno mai sfruttati. Questi giacimenti diventeranno produttivi e genereranno royalties e entrate per il popolo venezuelano, con il tempo, attraverso un Governo eletto democraticamente, speriamo prima che poi, e beneficeranno direttamente il popolo della Venezuela, invece di finire nelle tasche di qualche funzionario governativo corrotto o nelle mani di avversari statunitensi e venezuelani, in realt”.

Esclusa una tappa a Caracas, la missione proseguirà verso Ecuador e Perù, Paesi definiti interlocutori democratici solidi. Rubio ha espresso profondo compiacimento per la cooperazione con il presidente Daniel Noboa e con la leader Keiko Fujimori. Particolare rilievo è stato attribuito alle criticità di sicurezza transfrontaliera connesse alla presenza di organizzazioni paramilitari e narcoterroristiche.

“Nessun paese – ha dichiarato –  può permettere che dall’altra parte del confine stiano operando con impunità bande criminali, terroristi, che attaccano dentro il territorio nazionale e poi tornano sotto la protection di un altro confine”.

L’itinerario sudamericano mira a consolidare un blocco di nazioni coese sul piano politico, commerciale e culturale.

“Visiteremo tre paesi strettamente allineati con gli Stati Uniti – ha detto – . Abbiamo molti interessi comuni con loro, sia nella lotta contro il terrorismo e la criminalità transnazionale nella regione sia nell’ambito delle relazioni economiche. Speriamo di chiudere accordi commerciali solidi e soddisfacenti con questi tre paesi in un futuro prossimo. E, naturalmente, esistono numerosi e forti legami culturali”.

Redazione Caracas

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