Entra in vigore la ritorsione di Ottawa dopo il fallimento dei negoziati bilaterali. Il premier Carney promette risposte «dollaro per dollaro», mentre Trump attacca su Truth e minaccia il gigante dell’aerospazio Bombardier.
NEW YORK. — La tensione commerciale sull’asse nordamericano ha raggiunto un nuovo livello di guardia. Nella giornata di oggi sono scattati ufficialmente i nuovi dazi canadesi su circa 20 miliardi di dollari di merci importate dagli Stati Uniti. La misura rappresenta la risposta diretta di Ottawa al fallimento dei negoziati sul commercio bilaterale e ai provvedimenti protezionistici introdotti nell’ultimo mese dalla Casa Bianca.
Prodotti colpiti e la linea del “dollaro per dollaro”
Le nuove tariffe doganali canadesi andranno a colpire un paniere diversificato di beni di consumo e industriali provenienti dagli USA: Generi alimentari e agricoli: in particolare formaggi e latticini; Beni manifatturieri: capi di abbigliamento, prodotti in legno e componenti metalliche; Attrezzature e tecnologie: apparecchiature industriali e vari beni di consumo.
Il Primo Ministro canadese, Mark Carney, ha ribadito con fermezza la linea della sua amministrazione: a ogni dazio americano seguirà una risposta proporzionata “dollaro per dollaro”. L’obiettivo di Ottawa è far sentire il peso della ritorsione sulle filiere produttive e sui distretti elettorali statunitensi, pur cercando di preservare per quanto possibile l’economia interna.
Dalle minacce di luglio alle tariffe di agosto: l’escalation della crisi
La disputa si trascinava da mesi ed è esplosa definitivamente a luglio, quando il Presidente statunitense Donald Trump ha minacciato dazi fino al 50% su diverse categorie di beni canadesi qualora non si fosse giunti a un accordo favorevole a Washington.
Con il successivo e definitivo stallo dei negoziati ad agosto, la Casa Bianca ha fatto scattare tariffe punitive su centinaia di prodotti simbolo del Made in Canada — dal vino alle attrezzature sportive come le mazze da hockey —, rendendo inevitabile la controffensiva di Ottawa oggi entrata in vigore.
Lo scontro verbale: Trump punta il mirino su Bombardier
A surriscaldare ulteriormente il clima sono arrivate, a poche ore dall’inizio dei dazi, le dichiarazioni del Presidente USA pubblicate sulla piattaforma social Truth. Trump ha attaccato duramente la multinazionale aeronautica canadese Bombardier, dichiarando che non ci saranno “più vendite di Bombardier negli Stati Uniti” e accusando il governo canadese di ostacolare ingiustamente l’operato delle aziende e delle banche americane.
L’affondo social si è concluso con un perentorio invito al protezionismo rivolto ai cittadini americani:
“Comprate americano. Volate con compagnie aeree americane. Bevete liquori e bevande americane. Navigate sul Lago America.”
Incognita consumatori e rischio spirale
Sebbene gli analisti sottolineino che l’impatto economico immediato di questa prima tranche di dazi possa rimanere circoscritto a specifici settori, il timore principale riguarda l’effetto spirale. Una continua ritorsione incrociata rischia di appesantire le catene di approvvigionamento continentali, alimentando l’inflazione e facendo ricadere i costi finali su famiglie e imprese da entrambi i lati del confine.
(Redazione)
