Germania, exploit dell’estrema destra: stravince l’AfD col 43,8%, ma scatta il rebus governabilità

(Immagine generata da intelligenza artificiale a scopo illustrativo)

Il partito guidato nel Land dal trentacinquenne Ulrich Siegmund ottiene un risultato storico con 39 seggi, ma manca la maggioranza assoluta a quota 42. Il “muro di protezione” delle altre forze politiche e le divisioni del Bsw spalancano la strada allo stallo istituzionale.


MADRID. – Un vero e proprio terremoto politico scuote la Germania orientale. Nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha conquistato una vittoria nettissima con il 43,8% dei voti, staccando nettamente tutti gli avversari tradizionali. Un dato accompagnato da un’affluenza record che ha sfiorato il 78%, la più alta registrata nel Land dalla riunificazione tedesca del 1990.

Nonostante il trionfo, l’AfD si ferma però a un passo dal controllo totale del parlamento di Magdeburg: con 39 seggi ottenuti sugli 83 complessivi, al partito mancano tre seggi per raggiungere la maggioranza assoluta (fissata a quota 42). Un margine minimo che apre ora uno scenario di complessa incertezza politica per la formazione del nuovo governo locale.

La mappa del nuovo Parlamento: crollo dei partiti di governo

I risultati ufficiali provvisori tracciano il quadro di un’assemblea regionale profondamente frammentata in sei forze politiche:

  • AfD (Alternativa per la Germania): 43,8% (39 seggi)

  • CDU (Unione Cristiano-Democratica): 17,2% (15 seggi)

  • SPD (Socialdemocratici): 9,3% (8 seggi)

  • I Verdi: 8,9% (8 seggi)

  • Die Linke (La Sinistra): 8,6% (8 seggi)

  • BSW (Alleanza Sahra Wagenknecht): 5,3% (5 seggi)

Riconferma l’uscita di scena dei Liberaldemocratici della FDP, che con il 2,6% restano fuori dall’aula non avendo superato la soglia di sbarramento del 5%. L’esito elettorale sancisce così la fine della precedente coalizione di governo uscente guidata dal ministro presidente Sven Schulze (CDU), che rimarrà in carica ad interim insieme al suo gabinetto fino al completamento delle trattative.

Il “Muro di protezione” e l’enigma BSW: scenari e possibili coalizioni

Con l’AfD attestata a 39 seggi, i partiti tradizionali che rifiutano aprioristicamente qualsiasi collaborazione con l’estrema destra (CDU, SPD, Verdi e Linke) sommano esattamente altri 39 seggi. L’ago della bilancia finisce così nelle mani del BSW (l’alleanza sovranista di sinistra fondata da Sahra Wagenknecht), forte dei suoi 5 seggi.

Tuttavia, il BSW si trova al momento spaccato sull’ipotesi di offrire un eventuale sostegno esterno o un’apertura all’AfD. L’unica alternativa matematica senza l’estrema destra richiederà un’alleanza extra-large di tutti gli altri partiti. Ma qui entra in gioco il cosiddetto Firewall (il cordone sanitario) adottato dalla CDU nazionale, che vieta qualsiasi coalizione o accordo non solo con l’AfD, ma anche con la Die Linke. Un veto incrociato che complica enormemente le trattative per la nascita di una maggioranza alternativa.

Siegmund rivendica il governo: “Pronti anche al ritorno alle urne”

Forte dell’esito delle urne, il candidato dell’AfD Ulrich Siegmund ha parlato di un «chiaro mandato a governare», confermando che si candiderà alla presidenza del Land con il pieno sostegno del co-leader nazionale Tino Chrupalla.

Siegmund ha riconosciuto le difficoltà tattiche nel reperire alleati formali al momento, ma si è detto fiducioso nelle dinamiche d’aula: «Non so se ci saranno singoli parlamentari degli altri schieramenti che diranno ‘basta, non ci sto più’: molto può ancora accadere». Il leader dell’AfD non ha comunque escluso la possibilità che lo stallo sfoci nel ritorno al voto: «Nel peggiore dei casi ci saranno nuove elezioni, e a quel punto puntiamo ad avere il 50% o il 55%».

La Germania guarda ora con trepidazione a Magdeburg: le prossime settimane diranno se il cordone sanitario attorno all’AfD riuscirà a reggere o se l’esito della Sassonia-Anhalt aprirà una crepa insanabile negli equilibri politici del Paese.

(Redazione)

Lascia un commento