Dopo la maturità, quale strada scegliere? Dieci consigli per orientarsi tra università, lavoro e ITS

Studenti in attesa della prima prova di maturita' in una foto d'archivio. ANSA/CLAUDIO PERI

Una guida di Skuola.net realizzata con Unioncamere aiuta i neo-diplomati a scegliere il proprio futuro: dalle lauree STEM ai percorsi ITS, dai diplomi più richiesti all’intelligenza artificiale fino all’imprenditoria


 

Cosa fare dopo la maturità? È una delle domande più difficili che migliaia di giovani diplomati si pongono ogni anno. Università, corsi di formazione, ITS Academy, ingresso immediato nel mondo del lavoro o, perché no, avvio di un’attività imprenditoriale: le possibilità sono numerose, ma proprio per questo scegliere può diventare complicato.

La risposta non può essere uguale per tutti. PassionI, capacità personali e aspirazioni restano elementi fondamentali, ma oggi, per orientarsi meglio, è sempre più importante conoscere anche ciò che accade nel mercato del lavoro.

Da questa esigenza nasce la guida elaborata da Skuola.net in collaborazione con Unioncamere, attraverso i dati e le analisi del Sistema Informativo Excelsior. Dieci indicazioni per aiutare i neo-diplomati a capire quali professioni saranno più richieste e quali percorsi formativi potranno offrire maggiori opportunità nei prossimi anni.

Partire dalle proprie passioni, ma guardare anche al mercato

Il primo consiglio è semplice, ma fondamentale: seguire le proprie inclinazioni senza ignorare le opportunità concrete.

Nei prossimi cinque anni, secondo le previsioni del Sistema Informativo Excelsior, in Italia saranno necessarie circa 3,7 milioni di nuove assunzioni. Oltre l’80% di queste opportunità dovrebbe derivare dal ricambio generazionale, cioè dalla sostituzione dei lavoratori che lasceranno il mondo del lavoro.

Una trasformazione che aprirà numerose possibilità per i giovani.

La scelta del percorso di studi, quindi, non dovrebbe basarsi soltanto sulle materie preferite o sulle mode del momento. Conoscere quali competenze saranno richieste dalle imprese può aiutare a prendere una decisione più consapevole.

L’ideale, insomma, è trovare un punto d’incontro tra ciò che piace fare e ciò di cui il mercato avrà bisogno.

Le lauree STEM restano una scelta molto richiesta

Tra i percorsi universitari con le migliori prospettive occupazionali continuano a figurare le discipline STEM, cioè quelle legate a Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica.

In molti casi, le imprese incontrano ancora grandi difficoltà nel trovare candidati con una preparazione adeguata. La difficoltà di reperimento per alcuni profili supera il 55%, il che significa che più di un posto su due può rischiare di restare vacante per mancanza di personale qualificato.

Particolarmente richiesti sono progettisti, analisti di dati e specialisti della sicurezza informatica.

Un segnale importante per i giovani che stanno valutando un percorso in ingegneria, informatica, matematica o fisica.

Economia, sanità e formazione: altri settori con buone prospettive

Le opportunità, tuttavia, non si concentrano soltanto sulle materie scientifiche.

I percorsi economico-statistici continuano a essere tra i più richiesti dalle imprese, soprattutto nei settori dell’amministrazione, del marketing, della finanza, del controllo di gestione e dell’analisi dei dati.

Anche il comparto medico-sanitario presenta un forte fabbisogno di personale. Medici, infermieri, tecnici e professionisti della riabilitazione restano figure molto richieste, anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione.

Buone prospettive si registrano inoltre nel settore dell’insegnamento e della formazione, dove il ricambio generazionale potrebbe aprire nei prossimi anni nuove opportunità professionali.

Non c’è solo l’università: il ruolo degli ITS Academy

Una delle alternative più importanti all’università è rappresentata dagli ITS Academy.

Si tratta di percorsi post-diploma, generalmente della durata di due o tre anni, caratterizzati da una forte specializzazione tecnologica e da uno stretto collegamento con il mondo delle imprese.

Secondo i dati richiamati nella guida, il tasso di occupazione dei diplomati ITS può sfiorare o superare l’85% a un anno dal conseguimento del titolo.

Numeri che confermano come questi percorsi possano rappresentare una scelta concreta per chi desidera acquisire competenze specifiche e entrare rapidamente nel mercato del lavoro.

Meccatronica, digitale ed energia: i settori che cercano specialisti

Tra le aree nelle quali le imprese faticano maggiormente a trovare personale qualificato ci sono la Meccanica e la Meccatronica, l’ICT, il settore digitale e il comparto legato all’energia e alla transizione ecologica.

Nel settore della meccatronica, secondo le indicazioni di Unioncamere, la difficoltà di reperimento può arrivare al 65-70% delle offerte di lavoro.

Molto richieste sono anche le competenze nel campo delle reti informatiche, del cloud e della digitalizzazione.

Un altro comparto in crescita è quello del cosiddetto Sistema Casa ed Energia, dove aumentano le opportunità per professionisti specializzati nell’efficientamento energetico degli edifici e nella transizione ecologica.

Il mercato cerca anche diplomati

Un altro elemento importante riguarda il valore del diploma.

Nel dibattito sull’orientamento si tende spesso a considerare la laurea come l’unica strada per costruire un futuro professionale. I dati, invece, indicano che nei prossimi anni il mercato del lavoro italiano avrà bisogno anche di un numero molto elevato di diplomati.

La scelta di entrare direttamente nel mondo del lavoro o di proseguire la formazione attraverso corsi tecnici e professionali può quindi rappresentare una valida alternativa al percorso universitario.

L’importante è scegliere in modo consapevole e conoscere le reali opportunità offerte dai diversi settori.

I diplomi più richiesti dalle imprese

Tra i profili maggiormente ricercati figurano quelli formati negli istituti di Meccanica e Meccatronica, considerati fondamentali per il sistema industriale italiano.

Molto richiesti anche i diplomati in Elettronica ed Elettrotecnica, soprattutto nei settori dell’automazione e dell’installazione di impianti tecnologicamente avanzati.

Buone opportunità vengono offerte anche dal diploma in Amministrazione, Finanza e Marketing, una formazione considerata particolarmente versatile e richiesta dalle piccole e medie imprese.

Restano inoltre centrali per l’economia italiana i percorsi dedicati al Turismo, all’Enogastronomia e all’Ospitalità, comparti che continuano a soffrire la carenza di personale qualificato.

L’intelligenza artificiale non sostituirà tutti, ma bisognerà imparare a usarla

Tra i temi più importanti per chi oggi entra nel mondo del lavoro c’è quello dell’intelligenza artificiale.

La paura che l’IA possa sostituire completamente il lavoro umano è diffusa, ma la trasformazione in corso sembra indicare soprattutto un’altra esigenza: imparare a utilizzare le nuove tecnologie.

Le imprese, secondo la guida, non guardano all’intelligenza artificiale soltanto come a uno strumento per ridurre il personale, ma anche come a una risorsa per aumentare produttività ed efficienza.

Le competenze digitali stanno quindi diventando indispensabili in un numero crescente di professioni. Oggi quasi l’80% dei profili professionali richiede competenze digitali di base o avanzate.

Dall’automazione dei dati alla logistica predittiva, dalla programmazione al monitoraggio dei sistemi informatici, l’IA sta già cambiando il modo di lavorare.

Per i giovani la sfida sarà dunque quella di non subire il cambiamento, ma di acquisire le competenze necessarie per utilizzarlo.

Le professioni dove contano ancora le qualità umane

Non tutte le professioni sono esposte allo stesso modo alla trasformazione tecnologica.

Ci sono attività nelle quali restano fondamentali competenze che difficilmente possono essere replicate da una macchina: l’empatia, la capacità di comunicare, la flessibilità, il problem solving e la manualità di alto livello.

Tra i settori più legati alle capacità relazionali figurano quelli della cura della persona. Infermieri, educatori, professionisti dell’assistenza e molte altre figure continueranno ad avere un ruolo centrale proprio per la componente umana della loro attività.

Anche l’artigianato di alta qualità e le eccellenze del Made in Italy offrono prospettive importanti.

Chef, restauratori, sarti e altri professionisti specializzati rappresentano esempi di lavori nei quali l’esperienza, la creatività e la manualità continuano a fare la differenza.

Non solo lavoro dipendente: spazio anche ai giovani imprenditori

Dopo il diploma o la laurea non esiste soltanto la strada del lavoro dipendente.

Molti giovani scelgono infatti di trasformare un’idea in un’attività imprenditoriale.

Ogni anno nascono migliaia di imprese guidate da giovani under 35, in particolare nei servizi digitali, nelle startup tecnologiche, nell’agricoltura di precisione e nel turismo esperienziale.

Le Camere di commercio mettono inoltre a disposizione strumenti di supporto, come il Servizio Nuove Imprese, pensato per accompagnare chi vuole trasformare un progetto in una vera attività.

Anche l’imprenditoria, dunque, può diventare una strada da prendere in considerazione per chi ha un’idea innovativa e la volontà di costruire qualcosa di proprio.

Non esiste una scelta perfetta, ma una scelta consapevole

La maturità rappresenta la conclusione di un percorso, ma soprattutto l’inizio di una nuova fase.

Per molti giovani la scelta successiva può apparire difficile, soprattutto perché viene spesso percepita come una decisione destinata a determinare l’intero futuro.

In realtà, il mondo del lavoro e della formazione è sempre più flessibile. È possibile cambiare percorso, acquisire nuove competenze e costruire nel tempo la propria professionalità.

Il consiglio principale, quindi, è non scegliere soltanto seguendo le mode o le aspettative degli altri.

Conoscere se stessi resta fondamentale, ma è altrettanto importante informarsi, analizzare le opportunità e guardare con attenzione alle trasformazioni del mercato.

Università, ITS Academy, formazione tecnica, lavoro, professioni artigiane o imprenditoria: non esiste una strada uguale per tutti.

La scelta migliore è quella che riesce a mettere insieme passioni, competenze e opportunità, guardando al futuro con curiosità e con la consapevolezza che imparare e aggiornarsi sarà sempre più importante, qualunque sia la strada scelta.

(Redazione)

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