Tra diplomazia e pioggia di droni: l’Ucraina frena su Vladivostok, la Russia massacra i depositi a Dnipro

(ANSA)

Il presidente ucraino conferma la sospensione temporanea degli attacchi aerei su Mosca e Vladivostok su richiesta dei partner internazionali. Sul campo però la violenza non si ferma: raid russi sui depositi alimentari e sui centri logistici della capitale, mentre le truppe di Kiev bombardano il confine.


MADRID. — Nel complesso e drammatico scacchiere del conflitto tra Russia e Ucraina, la diplomazia sotterranea s’intreccia con una violenza devastante che non concede tregua ai civili. Nelle stesse ore in cui il presidente Volodymyr Zelensky rivela retroscena inediti sugli equilibri internazionali, le bombe e i droni kamikaze continuano a martellare senza sosta sia il territorio ucraino sia le regioni di confine russe.

La rivelazione di Zelensky: raid sospesi su richiesta delle superpotenze

In un messaggio condiviso sul proprio profilo X e ripreso nei consueti discorsi alla nazione, il presidente Volodymyr Zelensky ha svelato che l’Ucraina ha accettato di sospendere temporaneamente gli attacchi con droni a lungo raggio contro città chiave della Russia.

Nello specifico, Kiev ha bloccato i raid contro Mosca e San Pietroburgo dal 25 al 27 agosto scorsi — finestra temporale coincisa con delicati colloqui diplomatici e la visita del direttore della CIA nella capitale russa — su diretta richiesta degli Stati Uniti. Non solo: Zelensky ha rivelato che un’altra “potenza mondiale” ha formulato una richiesta analoga per fermare le incursioni aeree contro la città strategica di Vladivostok, nell’estremo oriente russo.

“L’Ucraina è un Paese che cerca la pace”, ha sottolineato Zelensky, ribadendo che Kiev accetterà di liberare specifici corridoi aerei russi dai propri droni in presenza di passaggi diplomatici concreti. Tuttavia, il leader ucraino ha avvertito che, senza progressi reali, i cieli sopra la Russia torneranno a non essere sicuri per l’aviazione.

Raid russi su Kiev, Dnipro e Zaporizhzhia: colpiti magazzini e civili

Mentre Kiev osservava la pausa tattica richiesta dagli alleati, le forze armate di Mosca hanno proseguito l’offensiva aerea a tutto campo. A Dnipro, nell’Ucraina centrale, due persone hanno perso la vita e almeno sei sono rimaste ferite in un pesante bombardamento che ha rasato al suolo un grande deposito alimentare di una catena di distribuzione. Secondo le autorità locali, si tratta di una strategia sistematica avviata dal Cremlino per colpire la catena di approvvigionamento del Paese.

Un bilancio tragico si registra anche nell’oblast di Zaporizhzhia, dove gli attacchi dei droni russi hanno causato due morti e undici feriti, colpendo persino un’auto civile a Kushuhum, un veicolo di evacuazione di volontari e un camion dei vigili del fuoco impegnato nei soccorsi.

Nella regione della capitale Kiev, le forze russe hanno rivendicato l’impiego dei nuovi droni Geran-4 Seeker per distruggere due imponenti centri logistici a Brovary e Vyshneve, gestiti da aziende private. Se per Mosca si trattava di siti di assemblaggio e stoccaggio di droni militari, le autorità ucraine denunciano la distruzione di infrastrutture civili e catene di trasporto.

La risposta di Kiev: 140 attacchi su Belgorod

Sul fronte opposto, la pressione ucraina sulle zone di confine russe si fa sempre più soffocante. Nelle ultime 24 ore la regione di Belgorod è stata teatro di una pioggia di fuoco senza precedenti: ben 140 attacchi sferrati attraverso artiglieria, lanciarazzi multipli e droni.

Il governatore ad interim della regione, Alexander Shuvayev, ha riferito la morte di due civili nei distretti di Belgorodsky e Grayvoronsky, oltre al ferimento di 16 persone, di cui due in gravi condizioni. Nonostante la difesa aerea russa sostenga di aver neutralizzato o abbattuto 143 droni ucraini, la tensione lungo il confine resta altissima, a dimostrazione di come la guerra continui ad espandersi ben oltre la linea del fronte principale.

(Redazione)

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